L’estate ormai ci ha abbandonati. Il freddo, purtroppo o per fortuna a seconda delle esigenze di ciascuno di noi, ha preso il sopravvento, lasciando spazio alla brezza autunnale e allontanando una vastissima produzione musicale made in italy, composta da tanti tormentoni, reali, potenziali, di successo, mancati, sfiorati, non calcolati.

Per celebrare l’ultima volta la stagione più calda dell’anno, ci siamo concessi una vera e propria follia, stilando una classifica. Ma non la solita classifica, non la solita top 20, o top 50, bensì una imponente top 100, facendo convivere all’interno tutte le personalità che gravitano all’interno del panorama musicale italiano, dagli artisti meno conosciuti, di nicchia, a quelli più in auge o popolari, senza distinzione.

Dopo aver scoperto le prime 40 posizioni con la selectiongrey e la selection “pink”, ci avviciniamo quest’oggi alla top 30 svelando altre venti caselle, dalla numero 60 alla numero 41. Partiamo.

60. Boro Boro con Cara, Que tàl (clicca qui per la nostra recensione)

Se fossimo stati nel 2018, questo pezzo sarebbe diventato senza dubbio “IL” tormentone dell’estate per eccellenza. Ma, ahinoi, siamo nel 2021. Resta il fattore orecchiabilità in una tavola imbandita solo di noia.

59. Fast Animals and Slow Kids, Senza deluderti 

Tutta la grazia potente dei FASK in un episodio esplosivo, malinconico, che ha accompagnato noi, uomini indie dal gusto raffinatissimo, nei nostri momenti di sfogo più grandi.

58. La Municipàl, Se fossi come te cambierei il mondo 

Raffinatezza chiama raffinatezza, malinconia chiama malinconia, cantautorato chiama cantautorato. La Municipàl, da sempre, e probabilmente per sempre, una certezza.

57. Anna Tatangelo con Beba, Sangria (clicca qui per la nostra recensione)

Finalmente una cantante pop italiana ha intuito di poter servirsi dei migliori beatmaker dello stivale per confezionare un album a tinte urban, non scevro da difetti ma che incredibilmente segna un significativo passo in avanti per tutto il movimento, sperando sia d’esempio anche per altre (Sì, stiamo parlando di Giorgia).

56. Laila Al Habash, Ponza (clicca qui per la nostra recensione)

Artista in fortissima crescita, sforna un singolo dietro l’anno, uno più convincente dell’altro, non starebbe assolutamente male sul palco di Sanremo Giovani e, “Ponza”, la sua proposta alternativa estiva, è una figata. Ne sentiremo parlare.

55. Aka7even, Loca (clicca qui per la nostra recensione)

Impossibile non inserire uno dei banger estivi per eccellenza di questo 2021, firmati da un altro talento uscito dalla scuola di Amici20. Il suo diretto avversario, Sangiovanni, ha già dimostrato di avere altre carte vincenti. Aspettiamo fiduciosi le sue.

54. Fadi, Ragazzo del 2000

Fadi con quel brano clamoroso passato inosservato a Sanremo 2020, “Due noi“, grida ancora vendetta. Torna alla ribalta con un nuovo singolo che è una delizia, ritmato, con una timbrica unica nel suo genere e tutto da cantare.

53. Cassandra Raffaele, Antidoto 

Il graffio impattante di Cassandra Raffaele non poteva non rientrare nella nostra chart, specie con questo bel brano, tensivo, impreziosito da archi e da una melodia ricercata ipnotica. Impossibile non amarlo.

52. Nek, Un’estate normale (clicca qui per la nostra recensione)

Cantare la semplicità è un’abilità assai complessa. Ma Nek, da sempre, riesce a centrare in pieno il bersaglio, chiedendo proprio di passare un’estate normale, senza pensieri, senza pressioni, senza preoccupazioni. Una disperata urgenza di tranquillità declinata in chiave leggera.

51. Boomdabash con Baby K, Mohicani (clicca qui per la nostra recensione)

Ok i numeri altissimi ma il brano ha una criticità, quello di non sembrare cucito su Baby K. Poteva esserci Alessandra Amoroso, sarebbe stata la stessa cosa. Troppo talento lasciato eccessivamente in un angolo a favore di una formula usurata. I Boomdabash sono di più, molto di più.

50. Ginevra, Club 

Lasciata fuori da quella follia chiamata AmaSanremo, Ginevra continua a sciorinare talento a palate in episodi diversi, qui in un tappeto elettronico al servizio di un testo semplice ma curato in ogni minimo dettaglio. Ad Avercene.

49. Clementino con Nina Zilli,  Señorita (clicca qui per la nostra recensione)

Il soul e il rap, una commistione di generi attualmente molto in voga, vengono praticamente sacrificati al servizio di una canzoncina a tinte latine troppo furba per essere veramente impattante. A conti fatti, una delusione.

48. Emma con Loredana Bertè, Che sogno incredibile (clicca qui per la nostra recensione)

Loredana prima duetta con Giordana Angi, poi alza i tacchi e sforna il tormentone con Emma. Non il massimo da un punto di vista comunicativo, come non è il massimo il brano, prevedibile e non indimenticabile.

47. Fred De Palma e Annita, Un altro ballo (clicca qui per la nostra recensione)

La copia della copia delle migliori produzioni con Ana Mena. Ballare sulla spiaggia è sempre bellissimo, ma spesso proprio sulla sabbia il senso di condivisione e di divertimento supera anche il più tenue del gusto, e alla lunga neanche l’alcool ci può.

46. Takagi & Ketra con Giusy Ferreri, Shimmy Shimmy (clicca qui per la nostra recensione)

Una delle più grandi toppate del lotto, una formula ripetuta e stanchissima che, dopo tanti anni, si è accartocciata su se stessa. Urge una novità.

45. Achille Lauro, Latte+ (clicca qui per la nostra recensione)

Qualcuno blocchi l’emorragia creativa di Lauro e lo faccia rifiatare per almeno sei mesi. Il troppo storpia e la noia è servita.

44. Immanuel Casto, D!ck Pick (clicca qui per la nostra recensione)

Un monito solo all’apparenza divertente, ma che sotto cela una denuncia sociale importante. Basta nude non richiesti. Please.

43. Gazelle con Mara Sattei, Tuttecose (clicca qui per la nostra recensione)

Un incontro tra due mondi solo a prima vista straniante. Non è Mara Sattei che va da Gazelle, né Gazelle che va da Mara Sattei. “Tuttecose” è esattamente al centro delle rispettive produzioni. E gira bene.

42. J-Ax con Jake La Furia , Salsa (clicca qui per la nostra recensione)

È stata annunciata come la canzone più zarra di tutti i tempi. In realtà è solo una canzone tipica di J Ax non particolarmente riuscita, capita anche ai Maestri di sbagliare. Non morde e non diverte.

41. Tecla con Alfa, Ti amo ma (clicca qui per la nostra recensione)

Zitta zitta Tecla, entrando in punta di piedi nel mercato discografico, sta addirittura diventando credibile. Nulla di nuovo sotto il sole con tanto di vocoder nel ritornello che ci ha anche abbondantemente stufato. Ma qualcosa c’è.

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Grafica a cura di: ANDREA BUTERA


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