L’estate ormai ci ha abbandonati. Il freddo, purtroppo o per fortuna a seconda delle esigenze di ciascuno di noi, ha preso il sopravvento, lasciando spazio alla brezza autunnale e allontanando una vastissima produzione musicale made in italy, composta da tanti tormentoni, reali, potenziali, di successo, mancati, sfiorati, non calcolati.

Per celebrare l’ultima volta la stagione più calda dell’anno, ci siamo concessi una vera e propria follia, stilando una classifica. Ma non la solita classifica, non la solita top 20, o top 50, bensì una imponente top 100, facendo convivere all’interno tutte le personalità che gravitano all’interno del panorama musicale italiano, dagli artisti meno conosciuti, di nicchia, a quelli più in auge o popolari, senza distinzione.

Dopo aver scoperto le prime venti posizioni con la selectiongrey, ci appropinquiamo piano piano alla top 50 svelando altre venti caselle, dalla numero 80 alla numero 61. Partiamo.

80. Gaudiano, Rimani (clicca qui per la nostra recensione)

Non era facile per Gaudiano proporre qualcosa di più forte rispetto a “Polvere da sparo“, brano con cui ha vinto Sanremo Giovani 2021. “Rimani” è infatti qualcosa di decisamente diverso, quasi straniante, dove però salta subito all’occhio un’ottima struttura e un approccio sempre oculato e mai overline. Bene.

79. Tancredi, Las Vegas  (clicca qui per la nostra recensione)

Amici 20 è stata una miniera d’oro. Basta guardare numeri, in cui figura anche Tancredi che, con questo singolo senza pretese ma assolutamente ben prodotto, ha fatto incetta di ascolti creando curiosità per i prossimi brani.

78. Virginio, Brava gente  (clicca qui per la nostra recensione)

Dopo tante canzoni scritte per altri torna alla ribalta Virginio, con un brano di speranza (forse tanto eccessiva da diventare quasi distopica) che sottolinea la bellezza e la potenza della diversità.

77. Mille, La radio 

Di brani d’amore che prendono come riferimento uno dei media più antichi del mondo ce ne sono a migliaia. Tuttavia, pur proponendo dunque qualcosa di estremamente inflazionato, Mille colpisce nella timbrica e nell’approccio, occupando potenzialmente una casella nel nostro panorama ancora vacante.

76. Casadilego, Millepiani 

Il grande dubbio all’indomani della vittoria di Casadilego a X Factor era tutto incentrato sulla personalità. Aspetto che sembra ben curato in questo singolo, dove si sente lo stampo della cantautrice senza però incidere fino in fondo.

75. Cristiano Malgioglio, Tutti me miran (clicca qui per la nostra recensione)

La Malgy non si giudica, la Malgy si rispetta, la Malgy si ama. E allora lasciamoci travolgere da queste secchiate di trash genuino, talmente abbondante da diventare credibile.

74. Maky Ferrari, Disco Jeans (clicca qui per la nostra recensione)

Se siete amanti della disco anni 90 questo pezzo non può che fare per voi. Vi rimanderà ai tempi dell’house in vinile, quella impreziosita da una vocalità mostruosa, tra Alexia e le migliori vocalist internazionali. Imperdibile.

73. Matteo Ghione, Malura Cafè 

Non siamo certamente di fronte a un capolavoro, ma “Malura cafè“, con tutti i difetti del caso, riesce a trasmettere la gioia, la bellezza, la forza di fare musica. All’interno c’è un po’ di tutto. Divertitevi.

72. Filippo Bubbico, Non salgo da te  

Filippo Bubbico cavalca la wave del momento, e lo fa molto bene, adattando la sua timbrica alla sonorità creando un’ottima miscela. Tra tante copie carbone, ecco una rilettura più personale.

71. Galea, Ragazzo fuori moda

Aveva già catturato l’attenzione in occasione del delirante AmaSanremo con “Anni venti”, è tornata con qualcosa di ancora più convincente, sempre minimalista ma più ricco e modernamente retrò. Un passo in avanti.

70. Fabio Rovazzi con Eros Ramazzotti, La mia felicità (clicca qui per la nostra recensione)

Senza giri di parole, Rovazzi ha toppato. Anzi, ha pesantemente toppato. “La mia felicità” è un’idea scarica, con pochissimo appeal, snobbata dai canali più vicini al nostro (il web) ma paradossalmente apprezzata dalle radio. Saprà rifarsi.

69.  Lamine, San Lorenzo 

Sorgenti elettroniche e atmosfere simili ai Daughter, voce soffice su una chitarra distesa e ben spalmata sul beat. Un pezzo che ti scalda, anche in estate.

68.  Dente, Fuori di me

Dente lo preferivamo di gran lunga quando era il Poeta dell’antiamore (“Comprati un mazzo di fiori che poi ti dò i soldi“, cantava in “Beato me“), in questa versione più canonica ai fini dello sputtanamento lo apprezziamo un tantino meno, seppur lodando una capacità autorale da far invidia a quasi tutti.

67. Massaroni Pianoforti, Non ero pronto 

E a proposito di cantautori con la C maiuscola, giù il cappello per questo artista eccellente, un Maestro della scrittura e della melodia qui in totale di stato di grazia con un passaggio di grande introspezione.

66. Il pagante, Open Bar  (clicca qui per la nostra recensione)

Descrivere la vita post covid proponendo un brano che parla di festa e libertà come se la pandemia non fosse mai esistita. Da una parte una grande intuizione, dall’altra, ripensandoci, anche la cosa più semplice da fare. Il Pagante si clona e si ripete. Alla lunga stufa.

65. Camille Cabalterra, Sete (clicca qui per la nostra recensione)

Una gradita sorpresa, un esordio in grande spolvero intriso di grazia, un pizzico di erotismo e una musica che schiaccia prepotentemente l’occhio a ciò che succede fuori dai nostri confini. A suo modo coraggiosa.

64. Shade, In un’ora  (clicca qui per la nostra recensione)

Dai freestyle alle lavanderie Ramone di Torino con Ensi alla colonna sonora di “Love Island” con Giulia De Lellis. Ci sta, sia chiaro. Ma a noi boomer fa sempre impressione.

63. Avincola con Giorgieness, Limone 

Continua l’attrazione di Avincola verso gli utensili legati alla cucina. Dopo “Goal!” (“E tu giri la testa e io giro la pasta e la padelle scintillano“), in “Limone” si scomoda un frullatore. Scherzi a parte ci ritroviamo davanti a un ottimo duetto a tinte indie, fatto da due personalità ben distinte che, insieme, hanno trovato una quadra inedita. Bello.

62. Osvaldo Supino, Lights down low (clicca qui per la nostra recensione)

Sempre sottotraccia Osvaldo Supino conquista ancora tante anime al di fuori dell’Italia, e il motivo è spiegato: il cantautore catalizza sempre l’attenzione, anche in questo caso con un episodio leggermente diverso dal solito, con piccoli frammenti di carattere epico che risaltano ancora di più la buona riuscita del pezzo.

61.  Lorenzo Kruger, Il Calabrone 

Un anti-tormentone, un momento di totale distensione di struggente bellezza imbastito da una voce calda e particolarissima e da una scrittura di carattere espressamente evocativo.

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Grafica a cura di: ANDREA BUTERA


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