Dopo tanti singoli di successo Fabio Rovazzi compie il primo, vero, passo falso della sua carriera da non cantante.

LA MIA FELICITÀ| LA RECENSIONE

Prima o poi doveva succedere. Fabio Rovazzi ha floppato, o meglio, è andato decisamente peggio rispetto alle altre volte. La sua proposta per l’estate 2021, arrivata dopo un anno di pausa, “La mia felicità“, pubblicata il 24 giugno per Virgin/Universal con la partecipazione di Eros Ramazzotti, non è mai esplosa, sparendo dai radar sia dalla top 200 di Spotify che dalla classifica FIMI, conservando però, ed è doveroso sottolinearlo, ancora un’attenzione delle radio importante, ad oggi infatti occupa la posizione numero sette della chart airplay.

Un dato, quest’ultimo citato, che segna un paradosso. Un talento sbucato fuori dal nulla, grazie alla potenza del web, viene adesso supportato maggiormente da uno dei media più antichi in assoluto; merito di una transizione oculata e ben studiata dalla nicchia internettiana alla tv generalista, fatta anche di intuizioni significative: con largo anticipo infatti, esattamente nel 2017, Rovazzi aveva coinvolto Gianni Morandi per un tormentone estivo, “Volare“, prevedendo poi quello che sarebbe successo dopo, con risvolti che abbiamo visto quest’anno (citofonare Orietta Berti e “Mille“).

Nella sua semplicità, la composizione delle hit del creator lombardo è complessa: come affermato da lui stesso, il nostro pensa prima alla scrittura del video e, successivamente, alla stesura del brano: prima l’idea, pensiamo a quella di “Faccio quello che voglio“, con le iconiche voci di Emma, Albano e Nek, poi il resto. Per questo motivo è davvero difficile parlare del pezzo senza fare riferimento anche al prodotto audiovisivo.

Questo procedimento può portare a delle complicazioni, esattamente come successo con “La mia felicità“, il cui script appare decisamente macchinoso e poco scorrevole, non aiutato nella sinossi di Luca Ward, eccessivamente lunga: sebbene la trama sia elementare – con il protagonista in missione per salvare le bellezze del mondo con un divertente Ramazzotti che invece non ne vuole sapere, il tutto, malgrado una produzione magistrale, ricercata e ben lavorata (all’interno presente anche Gerry Scotti e Lillo con tanto di meme “So Lillo“),  appare fin troppo “opulento”, trasmettendo più un esercizio di stile che “leggerezza” vera e propria.

Il brano, inoltre, non aiuta, forse perché fin troppo “raffinato” (in scrittura anche Colapesce &Dimartino): siamo infatti anni luce rispetto ai banger volutamente trash come “Andiamo a comandare” e “Tutto molto interessante“, ma anche dalla spontaneità giocosa di “Volare“. “La mia felicità enfatizza ancora di più l’iper lavorazione già espressa in “Senza pensieri“, stavolta non incidendo a causa di un passaggio musicale sì funky, dunque di moda, ma troppo evanescente per un concept banale e messo in scena in modo oltremodo cervellotico. Un passo falso. Ma Rovazzi, da buon non cantante, saprà dove mettere le mani il prossimo anno.

VOTO:  5

AGGETTIVO: MACCHINOSO

ARTISTA: ROVAZZI FEAT EROS RAMAZZOTTI

SINGOLO: LA MIA FELICITÀ

ETICHETTA: VIRGIN UNIVERSAL

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