L’estate ormai ci ha abbandonati. Il freddo, purtroppo o per fortuna a seconda delle esigenze di ciascuno di noi, ha preso il sopravvento, lasciando spazio alla brezza autunnale e allontanando una vastissima produzione musicale made in italy, composta da tanti tormentoni, reali, potenziali, di successo, mancati, sfiorati, non calcolati.

Per celebrare l’ultima volta la stagione più calda dell’anno, ci siamo concessi una vera e propria follia, stilando una classifica. Ma non la solita classifica, non la solita top 20, o top 50, bensì una imponente top 100, facendo convivere all’interno tutte le personalità che gravitano all’interno del panorama musicale italiano, dagli artisti meno conosciuti, di nicchia, a quelli più in auge o popolari, senza distinzione. Cominciamo scoprendo le prime venti posizioni, dunque dalla 100 alla numero 80.

100. Marco Carta, Malasuerte (clicca qui per la nostra recensione)

Colpirne uno per colpirne cento. Scherzi a parte, la proposta estiva di Marco Carta è l’emblema di come non impacchettare un tormentone nel 2021. Non perché sia brutto, abbiamo sentito cose assai peggiori, ma in quanto fuori tempo massimo, con tanto di stilemi oramai troppo datati per risultare moderni. Ma si lascia sentire.

99. Giuseppe Cucè, Maniacale Chirurgia  

Chitarre e carisma sono gli ingredienti di questo episodio, ben incentrato sulla ritmica e scandito da alcune ottime intuizioni.

98. Tuma, Io non sono figo  

L’inno degli outsider, divertente, incalzante e con un flow che ricorda alla lontana, il Jovanotti degli anni 90, riletto in maniera personale e con una giusta dose di ironia.

97.  Le Donatella, Moralisti su Pornhub

Forse un po’ troppa retorica in questo pezzo comunque interessante de Le Donatella, dove le nostre si prendono una rivincita sui propri hater, sottolineandone comunque tutte le contraddizioni.

96. Fosco17, Una domenica di giugno  

Entriamo prepotentemente in zona Itpop con i Fosco17, bravi a firmare un brano forse un po’ troppo di maniera ma che dimostra, per l’ennesima volta, una buona attitudine e uno stile ben consolidato.

95. Daniele Ronda, Come fosse estate 

Un’impronta cantautorale classica molto marcata per una ventata di malinconia che d’estate non solo fa sempre bene, ma a volte diventa quasi necessaria.

94.  CAMILLA, Vengo a prenderti all’Havana

Un timbro particolare per una canzone che esplode nel ritornello, ricchissimo di fiati ben arrangiati e di alcune linee melodiche da non sottovalutare.

93. Nico LaOnda, Limpido Solare 

Per certi versi siamo da un punto di vista produttivo all’opposto del brano precedente, con un approccio molto più minimalista. Il tiro radiofonico schiaccia l’occhio ai primissimi TheGiornalisti, senza rinunciare ad alcune incursioni originali.

92. Blumosso, TG 

Una ventata di eleganza in questo passaggio intimo, basato principalmente su piano e voce, dove emerge una scrittura ben delineata in un affresco di quotidianità molto evocativo.

91.  Alessio Arena con Calmo, La polvere 

Altro episodio cantautorale che, forse più degli altri, riesce a creare attorno all’ascoltatore un’atmosfera particolare, quasi di sospensione, ben sostenuto da due voci molto diverse tra loro ben bilanciate.

90. Paola Del Genio, Paiparapapa’ 

Un po’ di sana locura concedetecela. Una voce spaziale si lancia in un graziosissimo ritornello completamente onomatopeico che, pian piano, si insidia violentemente nella testa di chi ascolta per non uscire più.

89. Buzzy Lao, Fango 

Nostalgia per chitarra e voce in una canzone priva di orpelli e sovrastrutture. Sincera, maledettamente sincera.

88. Effenberg, Mini universo 

Viaggio andata e ritorno all’interno dell’universo dell’artista, audace a sfornare un brano puramente descrittivo, gioioso, e di grande speranza su un tappeto minimalista elettronico. Non fa mai male.

87. ELASI, Cocoricò 

Chitarrine funky, produzione elettronica, voce adatta al genere, convince soprattutto in un inciso ipnotico tutto da cantare.

86.  Scirocco, Canarie 

Raffinatezza a palate in una canzone che, al netto di un testo non eccezionale, convince sia nella produzione che nella struttura vera e propria, catturando e non poco l’attenzione.

85.  Roccuzzo, In riva al mare

Ancora non abbiamo compreso il motivo per cui Roccuzzo, lo scorso anno, non è stato preso a X Factor. Non era ancora pronto diceva Emma. A noi, onestamente, è sempre sembrato prontissimo. E questo brano lo dimostra

84. Giovanni Caccamo, Canta  

Pezzo strano. Comincia con evidenti riferimenti sia timbrici che testuali a Franco Battiato, si apre però inaspettatamente in qualcosa di eccessivamente già sentito, hook compreso. Un peccato ma la stoffa c’è e non l’abbiamo certa scoperta ora.

83. Solo Campa, 50+  

Nell’inflazionatissimo mondo dei riferimenti estivi, non ricordiamo a nostra memoria l’utilizzo della crema solare. Qui è ben sciorinato in una canzone senza pretese che tuttavia sorprende nell’inciso, orecchiabile e semplice, da apprezzare.

82. Inude, Ok, it’s monday 

Synth a tutto spiano in questo pezzo in lingua inglese, talmente impattante da risultare al 100% internazionale. E sì, è un bellissimo complimento.

81.  Popa, Psicomagia

Tutta la magia della disco dance e degli episodi very 80’s confezionati più che bene in questo delizioso secondo singolo di Popa. Tutto da ballare. Tutto da vivere.

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Grafica a cura di: ANDREA BUTERA


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