L’estate 2020, una delle più complicate della nostra storia, guerre escluse ovviamente, è passata agli archivi. Una stagione stranissima, folle, dove abbiamo assaporato il sapore della libertà per poi venire inghiottiti nuovamente nel vortice della paura. Sarà ricordata per sempre l’estate del Covid-19, o della pandemia, motivo per cui la maggior parte degli artisti italiani, preparando l’ormai classico assalto al tormentone, ha impacchettato i rispettivi brani con un intento comune: regalare un momento di spensieratezza alla gente dopo il difficilissimo lungo periodo di isolamento.

Ma creare una canzone estiva vincente, lo abbiamo ripetuto tante volte in questi ultimi mesi, è complicatissimo. Serve infatti quel quid in più, l‘ingrediente speciale che rende una produzione di facile impatto interessante e irresistibile. Abbiamo dunque selezionato trenta presunti o riusciti tormentoni, dal più debole al più potente, per fare il punto della situazione italiana e salutare definitivamente i mesi più caldi dell’anno.

30. Alessio Bernabei, Trinidad (clicca qui per la nostra recensione)

Totalmente fuori fuoco il singolo di Alessio Bernabei, decisamente più a suo agio nelle sonorità elettro pop. Ricordate gli episodi sanremesi, “Noi siamo infinito” e “Nel mezzo di un applauso“? Anche se tremendamente somiglianti a hit internazionali, avevano un senso. Qui invece manca tutto: l’originalità, il tiro, il piglio. Non è il suo mondo; ci ha provato, speriamo non lo ripeta.

29. Napo, Movida (clicca qui per la nostra recensione)

Il nuovo progetto di Luca Napolitano incespica in un brano che punta sull’usato sicuro: utilizza i classici ingredienti da tormentone estivo: il risultato è un’accozzaglia di formule trite e ritrite, scontatissime e telefonate. Da usato sicuro a usato insicuro il passo è brevissimo.

28. Emma Muscat feat Astol, Sangria (clicca qui per la nostra recensione)

Numeri su YouTube confortanti a parte, “Sangria” di Emma Muscat fa parte di quei tormentoni a tempo: vengono composti in primavera, diffusi da giugno fino a settembre e poi completamente dimenticati. Nel 2021 ci sarà la stessa canzone con altre parole. Ma noi ce ne accorgeremo.

27. Edoardo Brogi, Bandolera (clicca qui per la nostra recensione)

Edoardo Brogi è una magnifica promessa, e sicuramente farà strada. Ma il suo pezzo estivo scontatissimo, “Bandolera“, nasconde tutte le sue belle peculiarità, una tra tutte la sua splendida tessitura vocale. Speriamo di poterne godere in episodi differenti da questo.

26. J-Ax, Una voglia assurda (clicca qui per la nostra recensione)

Prima grande delusione di questa estate musicale italiana, anche se replicare l’incredibile successo di “Ostia lido” era certamente complicato. Con “Una voglia assurdaMr. Aleotti preme l’acceleratore, con il suo confondibile stile ironico e tagliente, sul già citato desiderio di spensieratezza e libertà post lockdown. Ma il brano è incredibilmente debole e musicalmente poco ispirato. Capita.

25. Elettra Lamborgini & Giusy Ferreri, La Isla (clicca qui per la nostra recensione)

Una bomba inesplosa. La regina dell’estate stavolta fa flop, forse complice la poca, se non pochissima, amalgama con la regina del twerk: la loro miccia fa scoppiare solo un mortaretto per un episodio troppo piatto per essere vero. Ma dopo anni di successi consecutivi (Per Giusy) una battuta d’arresto ci può assolutamente stare.

24. Chili Giaguaro feat Bianca Aztei e Michael Franti, Da domani (clicca qui per la nostra recensione)

Pezzo che non aggiunge né toglie granché a quelli già citati. C’è l’estate, il sole, il mare, i cocktail. Cosa fa la differenza? Il bellissimo intervento di Michael Franti, indiscutibile king del genere, e un ritornello congeniale cantato di Bianca. Banale ma godibile il rap di Chili Giaguaro.

23. Gigi D’Alessio feat Clementino, Come suena el corazon

Parlava poco italiano diceva te gusta la Spagna“. Iconico Gigi, coraggioso a buttarsi nel pazzo nuovo progetto dove coinvolge i più grandi esponenti del mondo urban partenopeo reinterpretando i cavalli di battaglia del suo repertorio. “Come suena el corazon“, che vede la partecipazione di Clementino, è una tammarrata allucinante e irresistibile, più dance e da club rispetto all’originale. Un vero e proprio Guilty Pleasure. La amiamo tutti, ma non lo diciamo a nessuno. “E quella notte sul fuoco il mio cuore con lei si bruciò“. Poesia.

22. Rocco Hunt feat Ana Mena, A un passo dalla luna (clicca qui per la nostra recensione)

É Il brano che ha raccolto più numeri in tutta l’estate quello di  Rocco Hunt, abile nel servirsi di Ana Mena dopo il successo de “Una volta ancora” con Fred De Palma datata 2019. Anche in questo caso niente di nuovo sotto il sole, ma la scrittura è solida e la melodia funziona. La formula però, rapper più cantante iberica, è destinata a esaurirsi.

21. Irama, Mediterranea (clicca qui per la nostra recensione)

Una delle prime canzoni esplose in questa estate, presentata da Irama ad “Amici speciali” nel mese di maggio. Classica Hit per teen idol, che ricorda come intenzione quelle di Benji e Fede. Hook vincente, scrittura semplice ma diretta. Si lascia ascoltare non stupendo particolarmente.

20. Luca Carboni, La canzone dell’estate (clicca qui per la nostra recensione)

Si è detto la qualsiasi nefandezza su questo pezzo di Luca Carboni: l’accusa principale riguarda la sua prevedibilità: per molti somiglia terribilmente ad almeno dieci canzoni dello stesso autore. Ed effettivamente è vero. Però siamo davanti, finalmente, a una canzone vera, scritta da uno che le canzoni le sa scrivere e che le storie le sa raccontare. Unico difetto? Citare Faber nel titolo, ecco. questo magari no. Ma da Carboni, il papà dell’itpop, c’è solo da imparare. Sempre.

19. Diodato, Un’altra estate (clicca qui per la nostra recensione)

Lo possiamo dire che da Diodato, dopo la vittoria a Sanremo e il bellissimo disco “Che vita meravigliosa” ci si aspettava forse qualcosina in più? probabilmente sì, ma “Un’altra estate” ha una caratura prettamente personale, è elegante, ben prodotta e di grande bellezza. Acqua nel deserto di questi tempi.

18. Legno feat Rovere, InstagraMmare (clicca qui per la nostra recensione)

Pezzo ad altissimo contenuto cringe che però non cade mai nel cringe. Su sfumature 80’s ben cucite in cui riecheggiano gli 883, gli artisti descrivono utilizzando lo sleng in maniera evocativa questa dannata spensieratezza, leitmotive di tutti i brani del 2020. Qui il compito è svolto in maniera fresca, seguendo sì le tendenze ma con originalità. Bene Legno e Rovere

17. Tiziano Ferro feat Jovanotti, Balla per me (clicca qui per la nostra recensione)

Una spruzzata di ritmo e malinconia quella proposta da Tiziano e Lorenzo, insieme in un sodalizio interessante. La classe non è acqua. “Balla con meracconta gli anni che passano con maestria, nostalgia e delicatezza. Elementi che puoi mettere insieme solo se hai grande capacità di scrittura come i due soggetti coinvolti.

16. Gaia, Chega (clicca qui per la nostra recensione)

Il tormentone più longevo dell’estate, presentato per la prima volta addirittura durante il pomeridiano di Amici nel mese di novembre! Gaia rappresenta l’ultimo tentativo disperato dei talent di contare ancora qualcosa a livello di industria discografica: Maria De Filippi ha puntato tutto su di lei, su un prodotto fatto e finito che aveva esclusivamente bisogno di una spinta. Il successo della canzone, cantata in lingua brasiliana, e l’inserimento della cantante in “Nuove Strade“, pezzo interpretato con mostri del rap come Ernia, Madame, Rkomi, Samuel Jay e Andry The Hitmaker lascia decisamente ben sperare per il futuro. Incrociamo le dita.

15. Baby K feat Chiara Ferragni, Non mi basta più (clicca qui per la nostra recensione)

Ecco una variazione sul tema interessante; è il marketing, bellezza. Baby K colleziona la solita produzione estiva ben fatta, ornandola però con il cameo dell’influencer più importante di tutti i tempi, Chiara Ferragni: qualsiasi cosa tocca la webstar diventa oro e soprattutto virale: se anche voi quest’estate avete gridato “Questo è il pezzo mio preferito sapete perfettamente di cosa stiamo parlando. Il mega placement Pantène è semplicemente la rappresentazione vivente dei tempi che viviamo. Amen.

14. Mahmood feat Sfera Ebbasta e Faid, Dorado (clicca qui per la nostra recensione)

Ma quanto è strana questa canzone di Mahmood: un po’ stretta, totalmente avulsa dal tempo italico e che segue esclusivamente la cifra stilistica del vincitore di Sanremo 2019. Un pezzo quasi da outsider, per questo già vincente in partenza. Non è “Soldi“. Non ha la forza emotiva di “Rapide“. Ma quando un artista riesce a fare tranquillamente quello che vuole senza pensare alle classifiche è sempre una vittoria per tutti. L’apporto di Sfera è un plus.

13. Margherita Vicario feat Izi, Piña Colada (clicca qui per la nostra recensione)

Esuberante, a tratti disturbante, Margherita Vicario può piacere e non piacere. Ma il suo progetto discografico è serio e ben marcato; “Piña Coladane è la perfetta sintesi: una salsa schizzatissima ornata da sporche graffianti, parole urlate a squarciagola e fiati impazziti. Izi si appoggia perfettamente sulla base, facendo emergere la genuinità del duetto. Non siamo davanti qualcosa di scritto a tavolino, e si sente.

12. Mietta, Spritz Campari (clicca qui per la nostra recensione)

Erotismo, sfacciataggine e tanta ironia nel banger di Mietta. Non è un brano spiccatamente femminista, ma fa riflettere non poco. Ragazze, il vostro uomo vi ha lasciato? Pazienza, beveteci su, celebrate la fine di una relazione tossica. E lasciatevi travolgere dal dance soul di una cantante che non smette mai di stupire. E per i feticisti delle citazioni c’è un “Dududu dadada” nell’inciso che vi farà perdere la testa.

11. The Kolors, Non è vero (clicca qui per la nostra recensione)

A tutto funk con i The Kolors che riescono perfettamente nell’intento di trascinare l’ascoltatore all’interno del loro universo, allontanandosi dai pericolosi territori da battigia. “Non è vero” è scatenata, cita Pino Daniele e mostra la bellezza della musica black sapientemente rielaborata. Bel lavoro.

10. Le Vibrazioni, Per fare l’amore (clicca qui per la nostra recensione)

Canzone passata senza motivo alcuno in sordina ma perfetta per le atmosfere estive. Dopo il tormentone di questo inverno, “Dov’è“, Francesco Sarcina e Company fanno di nuovo centro con uno squisito episodio movimentato che parla di passione. Non propriamente una novità, ma il carisma mette tutti a posto.

9. Francesco Gabbani, Il sudore ci appiccica (clicca qui per la nostra recensione)

Gabbani ne sa una più del diavolo. Il suo quarto disco di inediti, “Viceversa“, conteneva almeno altri cinque possibili tormentoni di pari livello a “Il sudore ci appiccica: singolo potentissimo, con un hook di grande impatto e con la solita scrittura intelligente, marchio di fabbrica del cantautore toscano. Un pezzo italiano fedele alla gabbanità e vicino, in questo senso, alla perfezione. Accipicchia.

8. DRD feat Ghali, Madame e Marracash, Defuera (clicca qui per la nostra recensione)

Cambiano i protagonisti ma non il successo. Dopo “CalipsoDardust, oggi DRD, schiera due pezzi da novanta come Ghali e Marracash, facendosi affiancare dalla rapper più talentuosa degli ultimi vent’anni, Madame. Il risultato è perfetto, un urban pop elettronico-mediorientale assolutamente nuovo per il mainstream del bel Paese, inciso diretto e orecchiabile. Una canzone che rimarrà.

7. Aiello, Vienimi (a ballare) (clicca qui per la nostra recensione)

E a proposito di Medio Oriente c’è uno strumento palestinese, la Zurna, nel singolone del cantautore calabrese Aiello: un brano che affonda le sue radici nelle atmosfere già collaudate da Biagio Antonacci riformulate però con umiltà e originalità. Semplicemente il brano della consacrazione. E per lui le porte dell’Ariston si spalancheranno presto, molto presto.

6. Achille Lauro, Bam Bam Twist (clicca qui per la nostra recensione)

Diciamocelo guardandoci negli occhi. Achille Lauro, il suo trasformismo e il suo istrionismo stanno diventando maledettamente prevedibili. Aspettiamo quindi una nuova svolta. Intanto ci godiamo “Bam bam twist“, pezzo che ha catturato il cuore di tanti ascoltatori, dotato di un ritornello confezionato alla perfezione, così come la strofa. Forse l’ultimo episodio dell’Achille Lauro che abbiamo imparato a conoscere dal post “Rolls Royce“. Un ottimo modo per chiudere una fase artistica.

5. Boomdabash feat Alessandra Amoroso, Karaoke (clicca qui per la nostra recensione)

A qualcuno, non particolarmente stabile di testa, è venuta addirittura l’idea di denunciare gli interpreti di questo brano dopo il covid-gate del Billionaire in quanto inneggiava troppo alla libertà (“voglia di riaverti qui tra le mie braccia in una piazza piena per fare tutto quello che non si poteva”). In realtà i Boombadash e Alessandra Amoroso andrebbero amichevolmente denunciati per averci fracassato i i timpani con la loroKaraoke“:passata pressoché ovunque, nelle radio, nei lidi, nei peggior bar di Caracas, il singolo cattura, alla fine, tutti: perché i Boomdabash sono bravi, e Alessandra Amoroso è umile nel prestarsi in tutto e per tutto al loro servizio. La parte migliore? l’Hook. In tempi normali, di assembramento, la canzone sarebbe stata il sottofondo per flash mob semplicemente iconici e incredibili.

4. Elodie, Guaranà (clicca qui per la nostra recensione)

Una delle rinascite artistiche più belle e significative del 2020 quella di Elodie che, con il cambio del suo team di lavoro, è stata proclamata la regina dell‘urban italiano. “Guaranà“, prodotta da Dardust, è forse il brano mainstream più riuscito del lotto: beat raffinatissimo, ritornello ficcante e, soprattutto, dal taglio fortemente unico, elemento di importanza fondamentale di questi tempi.

3. Takagi & Ketra feat Elodie, Gypsy King, Maria Angeliq, Nicolas Reyes, Ciclone (clicca qui per la nostra recensione)

Il tormentone più strutturato. Forse alla generazione Z non dirà granché, ma la creazione di Takagi & Ketra è un interessante omaggio a una delle commedie più divertenti degli anni Novanta, ovvero “Il ciclone” di Leonardo Pieraccioni: i producer sono abilissimi nel rievocare le atmosfere della pellicola, non cadendo però nella retromanìa a tutti i costi: il testo infatti, parla di modernità, di note sull’iphone, con scorrevolezza e immediatezza. Un bellissimo modo per reinventarsi.

2. Bugo feat Ermal Meta, Mi manca (clicca qui per la nostra recensione)

La canzone d’amore che ci serviva: un brano uscito d’estate ma che non ha stagione né tempo, firmata da Bugo ed Ermal Meta. Sì perché “Mi manca” è un pezzo meraviglioso, atemporale, dal sapore battistiano, delicato, malinconico, tormentato ed estremamente fragile, come i due artisti. Un vero e proprio capolavoro.

1. FSK Satellite, Settimana al caldo (clicca qui per la nostra recensione)

Eccolo qui, il vero tormentone, anzi l’anti-tormentone per eccellenza. Non lo avrete sentito in radio, né nei lidi. Ma siamo nel 2020, e la musica respira soprattutto su Internet, attraverso le piattaforme di ascolto digitale e su YouTube. Settimana al caldo” è un pezzo sfrontatissimo, provocatorio, illegale nel vero e senso della parola, in cui una frase apparentemente nonsense più che esplicita (“Con i soldi della droga, ho comprato una pistola, sogno settimana al caldo, rischio settimane al gabbio“) viene ripetuta allo sfinimento in diversi modi e registri su una beat semplicemente magistrale cucito da Greg Willen, il producer più talentuoso della new generation. Un brano quasi situazionista che ha conquistato i giovanissimi, sono loro che smuovono il mondo, in quanto totalmente a sè stante: una rimodulazione in salsa punk dell’esperimento della Dark Polo Gang: gli FSK hanno disintegrato il concetto di tormentone estivo, come abbiamo visto abbondantemente saturo, distruggendolo a modo loro, con la loro trap sotto acidi, non per niente chiamata Trapshit; niente sarà più come prima.

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