Bologna è la città dove Roberta Giallo ha trovato la sua prima casa e il suo posto nella canzone, grazie anche all’incontro con Lucio Dalla. Lo racconta nella sua ode pop di ringraziamento, “La città di Lucio Dalla”

Bologna, altroché, è la roccaforte della gioventù più sfrenata, che di giorno è suoi libri e di notte non si sa dove. Ma è anche la culla che custodisce un fermento artistico sempre in movimento, oggi mosso dall’onda di nuova generazione cavalcata da fenomeni come Andrea Dessì, Nudha, Westfalia e Clever Square, e un tempo dai grandi cantautori, da Luca Carboni a Francesco Guccini, da Cesare Cremonini a Gianni Morandi, da Samuele Bersani a Lucio Dalla, vero e proprio simbolo della città, al pari della statua del Nettuno di Piazza Maggiore.

Ed è proprio sulla strada di Dalla che si è trovata a muovere i primi passi Roberta Giallo. Quella ragazza venuta dal mare di Senigallia, nelle Marche, oggi è una donna di punta del cantautorato in rosa dell’intera penisola italiana.

Davanti ai suoi occhi oggi brillano tanti riconoscimenti: dal Premio dei Premi del MEI al premio Inedito – Colline di Torino, passando per i premi dedicati a cantautori come Bertoli, Bindi, Buscaglione, Cesa, Bianca d’Aponte, De André, Lauzi, Luttazzi, Mia Martini, Andrea Parodi, senza dimenticare il premio “Un Certain Regard” di Musicultura e la borsa di studio per autori del CET di Mogol, vinta per due anni di fila.

Ma il nastro a questo punto va riavvolto e la Giallo torna indietro con la memoria, mettendo a fuoco, da un lato, Bologna, che vive sotto i suoi piedi, e, dall’altro, Lucio Dalla, che rivive solo sotto le sue palpebre. Due mondi oggi così distanti che si incontrano, sovrapponendosi, in una canzone che rimarrà per sempre: “La città di Lucio Dalla”. Una canzone di quelle belle, che schizzano in alto, sulla vetta della OA Plus Italian Chart per intenderci, e poi subito in basso, molto in basso, nella profondità di quelle melodie che sanno evocare ricordi, immagini, sogni e situazioni un po’ comuni a tutti.

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SINGOLO

“La città di Lucio Dalla” è un’intensa ode pop dedicata al cantautore bolognese e alla sua città, che da sempre apre le porte ai giovani talenti. La cantautrice Roberta Giallo con questo brano ha voluto omaggiare la città che anni fa le ha spalancato le porte e le ha reso possibile fare incontri che hanno influenzato il suo percorso artistico.

Prodotto dal polistrumentista ferrarese Enrico Dolcetto, questo brano rappresenta l’eterna gratitudine, l’amore e la riconoscenza che l’artista prova nei confronti della città di Bologna e del suo cantautore per eccellenza: Lucio Dalla.

Attraverso questo brano la versatile cantautrice narra una storia autobiografica che inizia nella città dei portici: è qui che si incrociano sogni da realizzare, timori, incontri e soprattutto amicizia e gratitudine.

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DICHIARAZIONI

La cantautrice Roberta Giallo racconta di una stretta similitudine che lega Bologna a Dalla: «Bologna è magica e restituisce sempre qualcosa di prezioso a chi la ama. A me ha sempre raccontato tante storie e regalato incontri indimenticabili. Basta svoltare l’angolo, entrare in un palazzo o salire su un terrazzo per scoprire qualcosa che non ti aspettavi, è affascinante.

Spesso, godendomi il panorama di Bologna, ho pensato a Lucio, un po’ ridendo, un po’ commuovendomi. Ecco, in un certo senso Lucio Dalla assomiglia a Bologna e viceversa. Mi hanno regalato tante emozioni autentiche, indimenticabili, sono entrambi cari e vicini, ma nonostante questa vicinanza, conservano una forte aura di mistero»

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VIDEO

È online il videoclip di “La città di Lucio Dalla”, l’intenso brano della poliedrica e versatile cantautrice, performer teatrale e visual artist dedicato al cantautore bolognese e alla sua città.

Nel video, diretto da Nicolò Donati, la cantautrice dalle mille sfumature si diletta in una danza allegra e liberatoria nella cornice della città di Bologna, facendoci immergere nel vivo dei luoghi da lei raccontati in questo brano autobiografico.

Questo videoclip rivela dunque tutto il potenziale immaginifico del brano “La città di Lucio Dalla”, che è un racconto in musica capace di coinvolgere tutti i sensi, catapultando l’ascoltatore in un mondo fatto di immagini tangibili, di persone che si incontrano e di sogni che si realizzano.

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BIOGRAFIA

Roberta Giallo muove i primi passi nel mondo dello spettacolo aprendo il concerto di Sting in piazza del Plebiscito a Napoli, in diretta su All Music. Viene notata da Mauro Malavasi che la introduce a Lucio Dalla, il quale diventa suo amico e mentore.

Roberta Giallo nel corso della sua carriera fa incetta di premi: dal Premio dei Premi MEI al Premio Bindi, passando per il Premio “Un Certain Regard” di Musicultura. Si esibisce nei più prestigiosi teatri e luoghi della cultura, in Italia e all’Estero, portando in scena numerosi concerti e spettacoli con Federico Rampini, Ernesto Assante, Gino Castaldo, Gnu Quartet e Valentino Corvino.

Roberta Giallo vanta numerose collaborazioni con artisti del calibro di Corrado Rustici e Samuele Bersani, inoltre si interfaccia con alcune delle principali Orchestre Italiane, tra cui l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo e l’Orchestra Filarmonica Italiana.

Nel 2014 esce l’EP “Di luce propria”, mentre l’anno segue vede la pubblicazione del singolo “Animale”, per proseguire nel 2016 con i brani “Start” e “Amore amor”. Nello stesso anno porta in scena ad Hong Kong, allo Youth Square Y-Theatre lo spettacolo “Trip Of A dreaming Soul”, un one woman show: sue la sceneggiatura, la regia e la performance.

Nel 2017 pubblica il disco “L’oscurità di Guillaume” e il singolo “In amore muoio di frontale”. Nel 2018 vola ad Hong Kong per rappresentare la Musica italiana nel Mondo in occasione del Festival della musica Europea “Make Music di Hong Kong” svoltosi al Tai Kwun. Il 2018 e il 2019 sono scanditi daltour mondiale “Astronave Gialla World Tour”, in cui la cantautrice porta in scena le canzoni dell’album “L’oscurità di Guillaume”, facendo tappa a Hong Kong, Mosca, Kiev, Istanbul, Los Angeles, Ho Chi Min, Singapore, Monte Carlo, Porto, Oslo.

 

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Nel 2019 debutta sul grande schermo nelle vesti di attrice protagonista nel film “Il Conte Magico”, di Marco Melluso e Diego Schiavo, per cui riceve la menzione come miglior attrice al Symbolic Art Film Festival di San Pietroburgo. Lavora alla realizzazione di diverse colonne sonore tra cui il film “Il cuore grande delle ragazze” di Pupi Avati.

Nel 2020 pubblica il disco “Vicina Vicina” e l’anno seguente debutta come scrittrice con “Web Love Story” (Pendragon) il suo primo romanzo, che ripercorre le vicende che hanno ispirato il disco “L’oscurità di Guillaume”.

Il 3 dicembre 2021 esce il disco “Canzoni da museo”, in cui propone le liriche musicate di alcuni poeti di spicco, da Giovanni Gastel a Davide Rondoni, passando per Roberto Roversi e viene riconfermata per il secondo anno consecutivo come parte della giuria di Musicultura.

TESTO 

[Strofa 1]
Arrivai così, la valigia piena di sogni
Qui, sì, proprio qui, volevo aprirla per liberarli
Per non rimpiangerli quando sarebbero passati gli anni
Per ritrovarli, una volta diventati enormi

Ed ando così, feci progressi e tanti, tanti incontri
Fino a confondermi con l’essenza di molti altri
E quel che ho trovato qui non me l’ha dato mai nessuno
Nessun artista, nessuna città: per questo io resto qua (Qua)

[Ritornello]
Bologna, Bologna, Bologna
La città di Lucio Dalla
Mi sei un po’ madre, mi sei un po’ figlia
È te che chiamo la mia famiglia
Bologna, Bologna, Bologna
Ti voglio bene, non so stare senza
E non resisto più di mezzo mese
Senza la piazza delle Sette Chiese

[Interludio]
“Sbaglia e impara”
Lucio mi diceva
“Sbaglia e impara”
Lucio mi insegnava

[Strofa 2]
Sono tutti qui i giovani più educati
Ma anche quelli un po’ cosi, un po’ sbandati e disadattati
E poi quanti libri, c’è chi a pensarci si sente male
O che diventa un intellettuale, e te la viene a raccontare

[Ritornello]
Bologna, Bologna, Bologna
La città di Lucio Dalla
Mi sei un po’ madre, mi sei un po’ figlia
È te che chiamo la mia famiglia
Bologna, Bologna, Bologna
Ti voglio bene, non so stare senza
E non resisto più di mezzo mese
Senza la piazza delle Sette Chiese (Eh, eh)

[Interludio]
“Sbaglia e impara”
Lucio mi diceva (Lucio)
“Sbaglia e impara”
Lucio mi insegnava

[Inciso]
Ad essere libera, angelica e diavola
Persino un po’ zingara
E senza, senza, senza vergogna, ah
Ah, ah, ah (Ah)

[Ritornello]
Bologna, Bologna, Bologna
La città di Lucio Dalla
Mi sei un po’ madre, mi sei un po’ figlia
È te che chiamo la mia famiglia
Bologna, Bologna, Bologna
Ti voglio bene, non so stare senza
E non resisto più di mezzo mese
Senza la piazza delle Sette Chiese

Bologna, Bologna, Bologna
La città di Lucio Dalla
Mi sei un po’ madre, mi sei un po’ figlia
È te che chiamo la mia famiglia
Bologna, Bologna, Bologna
Ti voglio bene, non so stare senza
E non resisto più di mezzo mese
Senza la piazza delle Sette Chiese

CREDITI

Autore/Compositore: Roberta Giallo

Produzione: Enrico Dolcetto

Arrangiamenti: Enrico Dolcetto, Roberta Giallo

Synth/Sound Design/Programm.: Enrico Dolcetto

Chitarre: Pietro Posani

Piano: Roberta Giallo

Mix & Mastering: Gianluca Gadda

Label: Nadir Music

Distribuzione: Believe Digital

Riprese e Regia Video: Nicolò Donati

Si ringrazia L’Oratorio San Filippo Neri di Bologna per la gentile concessione del suo spazio per le riprese

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Crediti Foto: VALERIO MENGOLI


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