Prima del 2020 il nome Diodato non compariva nell’archivio delle certificazioni FIMI inerenti le “grandi” vendite di dischi. Ma poi è bastata una partecipazione al Festival di Sanremo, la terza della sua carriera partita nel 2007, a trasformarlo in un vero e proprio Big della canzone italiana.

“Fai rumore” gli ha consentito di spalancare le finestre sulla popolarità. La canzone del salto in lungo, con cui ha fatto sfoggio della sua profondità compositiva e della sua agilità vocale, vincendo il leone d’oro della città dei fiori e anticipando la più intima solitudine da quarantena, che da lì a poco avrebbe investito il mondo intero.

Eppure Antonio Diodato, il cantautore di origini tarantine nato ad Aosta e trasferitosi a Roma, aveva già dato in precedenza prova di inequivocabile e straordinario talento. Basti pensare a Babilonia”, altro brano sanremese che ha fatto saltare dalla sedia persino Mina. Sarà stato l’imbarbarimento discografico da talent show, fatto sta che il 2020 per lui è stato un anno fortunato. L’anno della rivalsa. Lanciato da Fabio Fazio nel Sanremo del 2014, ha raccolto la semina sei anni dopo, grazie al rilancio prima firmato da Ferzan Ozpetek, per cui ha fatto da colonna sonora de “La Dea fortuna” con “Che vita meravigliosa”, e poi da Amadeus, che lo ha scelto con “Fai rumore” per il suo debutto da direttore artistico al Festival nazional-popolare, che tutto crea e tutto distrugge.

LEGGI LA RECENSIONE: Diodato e l’esordio con “E forse sono pazzo”. Storia di un predestinato

PIOGGIA DI PREMI E CERTIFICAZIONI

Nel solo 2020 Diodato è riuscito a vincere quanto segue.

PREMI:

  • Premio della Critica “Mia Martini” con Fai rumore
  • Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” con Fai rumore
  • Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano con Fai rumore
  • David di Donatello per la migliore canzone originale con Che vita meravigliosa
  • Nastro d’argento alla migliore canzone originale con Che vita meravigliosa
  • Soundtrack Stars Award con Che vita meravigliosa
  • MTV Europe Music Award al miglior artista italiano

CERTIFICAZIONI:

  • Doppio Disco di Platino per il singolo Fai rumore
  • Disco d’Oro per l’album Che vita meravigliosa
  • Disco d’Oro per il singolo Che vita meravigliosa

LEGGI LA RECENSIONE: “Che vita meravigliosa” è la consacrazione di Diodato al grande pubblico

 

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FINO A FARCI SCOMPARIRE: L’ULTIMO SINGOLO

Per il dopo Sanremo Diodato si è giocato il singolo estivo Un’altra estate” e il recente “Fino a Farci Scomparire”, con cui ha conquistato anche il cuore dell’OA Plus Italian Chart. Contenuto, come “Fai Rumore” e “Che vita meravigliosa”, nel suo quarto album di inediti per Carosello Records, è ancora nella Top 20 “Airplay Radio” di EarOne.

Ill videoclip ufficiale è uscito il 12 dicembre scorso ed è fotografico. Ci mostra il percorso di Diodato che, camminando per i vicoli di Roma, si ritrova immerso in un contesto mistico e sospeso raggiungendo l’opera di “Etherea”, la celebre e suggestiva installazione creata dal noto scultore Edoardo Tresoldi nel parco di Villa Borghese, che diventa simbolo di un non luogo geograficamente incollocabile.

«Poter interagire con l’opera di Edoardo Tresoldi, artista che conosco e seguo da qualche anno ormai, è stato un grande privilegio ma anche un grande desiderio. Sin dal primo momento in cui ho visto “Etherea”, ho pensato che fosse perfetta per provare ad esprimere quel concetto che provo a raccontare in “Fino a farci scomparire”. E cioè quel tempio che gli amanti costruiscono e che spesso si appesantisce delle aspettative, delle proiezioni future, ma che poi quando la storia finisce pian piano si dissolve. Nel dissolversi però si alleggerisce di quel peso, ed è allora possibile rivederne la bellezza, rivederne il disegno prima che scompaia del tutto» dichiara Diodato alla stampa.

Il video, prodotto da Borotalco.tv in collaborazione con Pulse Films, è stato girato in una notte romana, in cui Diodato attraversa una città silenziosa che lo conduce ad un luogo fantasma, che sembra alludere ad un tempo, a sensazioni ed emozioni remote che finiscono con l’impossessarsi del corpo dell’artista. Qui, “Etherea”, è il tempio del ricordo, luogo sospeso di contemplazione, riflessione, tra l’uomo e il cielo, che unisce reale e irreale e che accende una danza catartica e liberatoria. La sensazione che si prova davanti all’opera è quasi straniante, sembra richiamare un monolito Kubrickiano, buco nero, punto di congiunzione temporale che unisce passato, presente e futuro.

LEGGI LA RECENSIONE: Diodato e “Un’altra estate”: la semplicità necessaria

“Etherea”, scultura monumentale con architetture e spazialità di matrice barocca, che rappresenta un “percorso di indagine tra uomo e paesaggio”, fa parte della mostra Mostra “Back to nature”, Parco dei Daini in Villa Borghese curata da Costantino D’Orazio e promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Queste le parole di Edoardo Tresoldi: «Sono felice che Etherea sia stata di ispirazione per il videoclip di Diodato. La poesia vive di dimensioni rarefatte che cerchiamo di raccontare attraverso il nostro lavoro.»

“Fino a farci scomparire” è un brano delicato e deciso al tempo stesso, nei suoni e nelle tematiche, scritto interamente da Diodato e racchiude il senso di rassegnazione e annullamento propri dell’arrivo al capolinea di una relazione. Racconta della consacrazione di un “noi” giunto alla fine ma capace di sopravvivere in un altrove, aiutato dal tempo che dà senso a tutto e permette di allontanarsi dalle incomprensioni, dalle insicurezze passate, e con la fortuna di riconoscere qualcosa di più grande, qualcosa in grado di andare oltre le nostre piccolezze.

LEGGI LA RECENSIONE: Diodato non si ferma più: “Fino a farci scomparire” è bellissima

TESTO | FINO A FARCI SCOMPARIRE

[Strofa 1]
Sembrava evidente che
Non c’era più niente da fare
Ma tu amavi insistere
Col tuo accanimento morale
E perdevamo tutto anche la dignità
Dio mio che male che fa
Pensare a quel giorno in cui
Ci siamo dovuti lasciare
Che quando hai pianto mentre te ne andavi via
Ti sei portata anche me

[Ritornello]
E ora lo vedi con il tempo
Tutto sembra avere un senso
Anche il nostro ritornare
E innamorarsi in questo altrove
Fino a farsi scomparire
Fino a farci scomparire

[Strofa 2]
È stato il silenzio che
Abbiamo sentito arrivare
Ad essere complice
Di ogni accadimento immorale
Ci siamo tolti tutto anche la nostalgia
Dio mio che pena che fa
Mischiarsi a un estraneo che
Vorrebbe sentirsi speciale
Ma quando eri in silenzio mentre andavi via
Ti sei portata anche me

[Ritornello]
E ora lo vedi con il tempo
Tutto sembra avere un senso
Anche il nostro ritornare
E innamorarsi in questo altrove
Fino a farsi scomparire
Fino a farci scomparire

[Bridge]
E come vedi il mondo adesso, ti sembra lo stesso?
Come vedi quei due pazzi che si sono tolti tutto?
Tutto, tutto, tutto

[Ritornello]
E ora lo vedi con il tempo
Tutto sembra avere un senso
Anche il nostro ritornare
E innamorarsi in questo altrove
Fino a farsi scomparire
Fino a farci scomparire
Fino a farci scomparire
Fino a farci scomparire

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Crediti Foto: LA PRESSE

 

 

 

 

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Ugo Stomeo
Laureato in Scienze della Comunicazione con tesi filosofico-musicale su “Adorno e la musica leggera in Italia”, è stato membro dell’Osservatorio Musicale Salentino a seguito del corso di giornalismo e critica musicale “Scrivere di Musica” tenuto dal musicologo Gianpaolo Chiriacò presso l’Università del Salento. Ha collaborato con le testate giornalistiche digitali Pride Online, NightGuide, 20centesimi, Un Filo-Blues ed è stato responsabile comunicazione per la “Notte di Mare” di Melendugno, giurato in contest musicali come il B-Live Music Fest di Lecce e opinionista in spettacoli di varietà come “Armonie di vita”, svoltosi presso il teatro Antoniano di Bologna. Dal 2019 è direttore e caporedattore del digital magazine OA Plus e addetto promozione per PMS Studio, etichetta discografica indipendente di Raffaele Montanari. Dal 2018 è autore e critico musicale per il web magazine FareMusic di Mara Maionchi e Alberto Salerno, nonché personal manager del chitarrista e compositore pop-jazz Andrea Dessì. Appassionato dei grandi protagonisti dell’arte e della musica in particolare, con un debole per le dive e i cantautori italiani, famosi o meno, è attivo sulla sua pagina 'Blog' di Facebook HIT NON HIT dal 2017. Da freelance è anche addetto stampa, booking agent musicale, event e social media manager, art director per spettacoli e progetti musicali, biografo e sceneggiatore di videoclip.

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