Stefano Coletta, durante la conferenza stampa del Festival di Sanremo, è intervenuto su una questione abbastanza delicata e che necessitava chiarezza viste le svariate polemiche che si sono affrontate recentemente in diversi show televisivi: l’obbligo vaccinale. Coletta ha deciso che anche i no-vax saranno presenti sul palco dell’Ariston e che nessuna diversità potrà influenzare la partecipazione al Festival.

Proprio a Ballando con le Stelle fu sollevato un polverone quando Mietta, colpita dal Covid e costretta a sospendere le gare, fu “inviata” da Selvaggia Lucarelli a dichiarare pubblicamente se si fosse vaccinata. La risposta della cantante fu molto evasiva così da dedurre che la risposta fosse “no” e a quel punto la giornalista diede il via ad un sermone sulle regole relative al Greenpass così pesante da scatenare una gogna mediatica vera e propria.

In quel caso fu chiamata in causa anche la Rai, colpevole, a detta della Lucarelli, di aver permesso ad una persona potenzialmente infettante di essere la causa di un eventuale focolaio. Le regole dello spettacolo in merito ai greenpass, però, differiscono da quelle di altri luoghi pubblici: è consentito, infatti, poter utilizzare il tampone antigienico ogni 48 ore, ma questo non bastò per evitare di mettere Mietta alla mercé di minacce ed insulti sui social.

Un caso analogo, successivamente, è capitato anche a Diana Del Bufalo che in una diretta Instagram si era dichiarata non molto a favore di questo vaccino scatenando ulteriori attacchi mediatici non solo alla sua persona, ma anche ai danni del Teatro Brancaccio dove la showgirl va in scena fino al 6 febbraio con Sette spose per sette fratelli, nonché nei confronti di Francesca Fialdini che l’aveva intervistata all’interno del suo programma Rai. Per la Del Bufalo fu anche chiesta la “cacciata” da LOL2, senza avere però nessun riscontro: sarà regolarmente presente nella seconda edizione che inizierà il 24 febbraio.

Memore di ciò, il Direttore di Rai 1, ci ha tenuto a specificare che tutto questo a Sanremo verrà evitato categoricamente e che la Rai si atterrà alle regole nazionali. Queste le sua parole:

“La Rai, in ottemperanza alle norme, ha voluto che i lavoratori, oltre al greenpass, fossero monitorati ogni 48 ore tramite il tampone. Per il pubblico, come nei teatri, basterà solo il super green pass. La Rai segue le leggi nazionali e come l’Ariston si adegua alle norme legate a teatri e cinema, come quest’anno avremo la capienza massima come in tutti i teatri, fino al 16 febbraio chi non ha superato i 50 anni non ha un immediato obbligo vaccinale e come i programmi televisivi, tanto più nella kermesse più importante della tv, la selezione non può essere dirimente rispetto all’essere no-vax o meno. La Rai può solo ottemperare a rispettare le regole nazionali. L’essere non vaccinati non può essere motivo di esclusione, se non rispetto a quello che leggi definiscono”.

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Crediti Foto: stefano__coletta/Instagram

 

 

 


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