ABBEY ROAD | LA RECENSIONE

“Sapevamo che questa era la fine. Era come se ci fosse un tacito accordo: facciamolo nel modo migliore possibile”. È con queste parole che George Martin, il “quinto Beatle”, accoglieva la richiesta di Paul McCartney, che nel torrido luglio del 1969 gli chiese di provarci ancora, per l’ultimo atto.

Dove? Ad Abbey Road, naturalmente, che aveva visto l’akmè più alta dei Beatles, i loro geni più contorti sapientemente mescolati in texture raffinate e credibili, che avrebbero cambiato per sempre la storia della musica mondiale, che avrebbero rivoluzionato le menti, modificato gli orizzonti, alzato le asticelle del possibile e dimezzato quelle dell’impossibile. “Abbey Road”, l’ultimo registrato prima dello scioglimento, con i suoi 32 milioni di copie, sarà il disco più venduto dei Beatles. Ecco perché:

1- Per l’incanto di “Here comes the sun”: frutto di una fuga dalle tediose questioni burocratiche lavorative, George Harrison scrive questo capolavoro nel giardino di casa dell’amico Eric Clapton, illuminato da un caldo sole primaverile; ed è proprio l’immagine che viene in mente ascoltando le note che sublimano la soavità del pezzo, nitido, candido, leggiadro, pulito, scevro di fronzoli, cristallino e trainante.

2. Perché è un disco in cui i Fab Four sono riusciti meravigliosamente bene ad attuare la crasi fra un rock sui generis, ora misurato, ora psichedelico, ed un pop, per l’appunto, popolare ed universale, che pur conservando l’inconfondibile aplomb, l’innata classe e la strabordante personalità dei Baronetti di Liverpool, smorfiosamente elitaria di primo acchitto, ha accolto in un abbraccio multiplo collettivo fior fiori di generazioni apparentemente antitetiche, che hanno visto nel linguaggio musicale dei Beatles il porto in cui ormeggiare una barchetta sgangherata e sorprendentemente resistente.

3. Per l’incedere ammaliante, intrigante ed affascinante di “Come together”: brano beatlesiano nonsense per eccellenza, è uno dei simboli della libertà più assoluta dal puritanesimo inglese dei sessanta, è espressione di emancipazione ed indipendenza dalla perpetrazione del dramma esistenziale, è manifesto dell’esplosione dell’istintualità, dell’emotività e della sessualità.

4. Per la leggendaria copertina: nella calda mattinata dell’8 agosto del ‘69, John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison – che sarebbero dovuti volare fino al Monte Everest, inizialmente, per scattare la foto di copertina di “Abbey Road” – decidono invece di attraversare quelle che poi diventeranno le strisce pedonali più famose al mondo su idea di McCartney, che li convince a scattare proprio lì, a due passi dal posto in cui si trovavano in quei giorni, i gloriosi EMI Studios; la copertina, quasi ipnotica nell’inquietante normalità del quotidiano, sembra quasi la concretizzazione del concetto sibillino di morte e rinascita beatlesiana dell’epoca, visto che quello in questione è l’ultimo lavoro registrato in studio dai quattro, in ordine di tempo; quella del camminare è un’azione semplice e subdola, è un arrivo, una fuga, un incalzare, un defilarsi, è apparire e scomparire.

5. Per i messaggi veicolati con passione, per la presa di coscienza e responsabilità, per la canzone civile, per l’impegno sentimentale, portavoce generazionale, per il senso di unione e di lotta piantato nei giovani che dai Beatles si sono sentiti capiti e mai giudicati, rappresentati e non bistrattati, inter pares e mai super partes.

 VOTO: 10/10

AGGETTIVO: RIVOLUZIONARIO

TRACCE

Lato A

  1. Come Together – 4:20 (Lennon-McCartney)
  2. Something – 3:03 (Harrison)
  3. Maxwell’s Silver Hammer – 3:27 (Lennon-McCartney)
  4. Oh! Darling – 3:26 (Lennon-McCartney)
  5. Octopus’s Garden – 2:51 (Starkey)
  6. I Want You (She’s So Heavy) – 7:47 (Lennon-McCartney)

Durata totale: 24:54

Lato B

  1. Here Comes the Sun – 3:05 (Harrison)
  2. Because – 2:45 (Lennon-McCartney)
  3. You Never Give Me Your Money – 4:02 (Lennon-McCartney)
  4. Sun King – 2:26 (Lennon-McCartney)
  5. Mean Mr. Mustard – 1:06 (Lennon-McCartney)
  6. Polythene Pam – 1:12 (Lennon-McCartney)
  7. She Came In Through the Bathroom Window – 1:57 (Lennon-McCartney)
  8. Golden Slumbers – 1:31 (Lennon-McCartney)
  9. Carry That Weight – 1:36 (Lennon-McCartney)
  10. The End – 2:19 (Lennon-McCartney)
  11. Her Majesty – 0:23 (Lennon-McCartney)

Durata totale: 22:22

ALBUM: ABBEY ROAD

ARTISTA: THE BEATLES

ANNO: 1969

ETICHETTA: EMI / APPLE RECORDS

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