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Giorgia Soleri non decolla
Giorgia Soleri non decolla. Sospesa nel limbo delle influencer medie, la Soleri prova ad attrarre nuovi followers, scontentando quelli vecchi. Nonostante le indubbie capacità marketing e la qualità dei contenuti proposti, la Soleri non riesce a sfondare, a causa di una community tanto fedele quanto allergica ad ogni apertura al pubblico casual, e della scelta di rimanere a metà fra la figura dell’influencer e quella della CC.
Giorgia Soleri da anni è sul punto di diventare un’influencer di grande successo, ma quando è ora di compiere definitivamente il salto da persona conosciuta a star, c’è sempre qualcosa che s’inceppa. Problemi fisici, post fatti per essere virali e invece ignorati, polemiche con la fanbase. La storia della Soleri sembra quella di chi ha tutte le carte in regola per il successo, e invece è costretta ad una -lussuosa- sopravvivenza mediatica. Vediamo che succede
Questione di pelle
L’ultima controversia in cui è incappata la Soleri, è quella dell’outfit sfoggiato durante il podcast da lei condotto con ospite la propria madre. Per l’occasione l’influencer milanese ha sfoggiato un vestito che secondo una parte della fanbase mette troppo in evidenza le sue forme, allo scopo di attrarre un pubblico maschile “allupato” ed aumentare l’engagment. Non è la prima volta che la Soleri incappa nelle critiche dell’ala più dura e pura della sua fanbase: essendosi posizionata nel vasto alveo delle influencer femministe, col tempo ha creato una community ipersensibile a tematiche quali la sessualizzazione, l’oggettificazione della donna, il male gaze e via discorrendo.
Il caldo abbraccio della community
La questione della community creata dalla Soleri è molto interessante. L’influencer è stata fra le prime in Italia a capire come attivismo e partnership con grossi brand potessero andare a braccetto, purché si creasse una community fedelissima che non vedesse contraddizioni stridenti nell’unione fra cause sociali e marketing aziendale. Con il tempo e una buona strategia comunicativa la Soleri è riuscita a creare la community che si era prefissata, ma la sua creatura è anche il suo più grosso limite alla crescita mediatica: fissatasi da anni intorno alle 800.000 followers, ogni qual volta la Soleri esce dalle tematiche strettamente femministe la community esprime il suo malumore, con forti critiche e abbandoni rumorosi. Le feroci critiche all’outfit sfoggiato per il podcast rientrano in questo schema: la Soleri tenta di allargare il proprio bacino di pubblico utilizzando la propria avvenenza fisica, e la parte hardcore della sua community la bacchetta, allontanando i nuovi followers arrivati.
Dentro al proprio corpo
A limitare la Soleri però non è solo una community ideologizzata. Le sue problematiche di salute fisica, cioè la vulvodinia e l’endometriosi, unite a alle sofferenze psicologiche create dall’ADHD, hanno parecchio limitato lavorativamente l’ex modella, costringendola a pause forzate dai social con conseguenti rush per recuperare il lavoro non smaltito. Queste oggettive difficoltà a mantenere la continuità lavorativa richiesta dagli algoritmi dei social è stata volta dalla Soleri in un punto di forza, producendo contenuti meno frequenti ma più elaborati, capaci di attrarre un pubblico femminile stanco dell’iperattività di influencer più grandi come la Ferragni o le Kardashian. Tuttavia le problematiche di salute, alla fine hanno segnato la percezione pubblica del personaggio Soleri: per molti utenti social il suo nome è associato a lunghi reel dove si parla di malattie e “disgrazie”. Non proprio una percezione che invoglia il pubblico più casual dei social a mettere follow al tuo profilo, e ai grossi brand a chiedere collaborazioni.
La persona giusta al momento sbagliato
Altro problema che ha fortemente limitato l’ascesa della Soleri è il suo essere arrivata su Instagram proprio quando avveniva l’epocale passaggio fra influencers e contents creators. Nata come influencer proprio quando questa figura stava declinando, si è con il tempo convertita a CC, rimanendo in un limbo in cui non è chiaro se sia più l’una o l’altra figura. Anche una parte della sua fanbase è divisa su questo: Giorgia è la podcaster femminista e l’attivista specializzata in contenuti sulle malattie fisiche/psicologiche, o l’influencer che si pone come modello aspirazionale per giovani donne sensibili alle tematiche di genere e sociali? L’ondeggiare fra i due modelli poteva sulla carta essere vincente, eppure nella pratica si è rivelato un limite invalidante, dato che non ha permesso al pubblico di collocarla in un ruolo preciso.
Matriarca a 30 anni
Nonostante questi limiti, la Soleri è la madre nobile di molte CC specializzate in questione di genere nate negli ultimi 3 anni. Le nuove leve hanno fatto tesoro delle sue lezioni, prendendo però strade più connotate e coerenti a livello di marketing: abbandonando completamente l’aura aspirazionale del modello influencer e la tentazioni di attrarre il pubblico casual, si sono specializzate in contenuti molto mirati su specifiche problematiche femminili, attraendo un pubblico più contenuto ma molto più fidelizzato e meno incline alla critica. Questa scelta di puntare su community più piccole ma iperfidelizzate ha permesso alle nuove leve di attrarre brand interessati a vendere a precise micronicchie di mercato, instaurando collaborazioni di lungo periodo con le CC capaci nel persuaderle a comprare. Poco importa se i prodotti proposti riguardono libri, beauty, ristorazione, viaggi, ecc l’importante è che le community create dalle figlie social della Soleri sono molto ricettive nel comprare quanto propostogli, mentre la community della Soleri ad ogni nuovo prodotto proposto risponde in maniera ondivaga, alternando entusiasmo a improvvisa indifferenza.
Il futuro
Arrivata alla fatidica soglia dei 30 anni, il futuro per la Soleri rimane incerto. Nonostante sia stata un’innovatrice e la madrina della nuova generazione di CC specializzate in tematiche di genere, la Soleri ha raccolto meno di quanto ci si sarebbe potuto aspettare e probabilmente molto meno di quanto meritava. Le problematiche di salute hanno giocato sicuramente un ruolo non indifferente, così come l’essere emersa durante la crisi epocale del modello influencer, tuttavia il non essere riuscita a trovare una quadra fra l’aspirazione ad un pubblico più vasto e casual e la fanbase tanto affezionata quanto critica ad ogni apertura, è un problema dovuto a come ha costruito il suo personaggio. Un problema che per essere risolto richiederebbe una ricostruzione da zero della sua identità pubblica, soluzione che la Soleri esclude e probabilmente avrebbe poco senso in termini monetari. Dato i presupposti, il futuro della Soleri sembra quello di continuare sulla strada già tracciata: quella di un personaggio a metà fra l’influencer e il CC, capace di innovare ma impossibilitata a raccogliere a piene mani i frutti mediatico-monetari delle sue operazioni.