Sul palco del Concertone del Primo Maggio il cantautore Michele Bravi ha dato lezione di sensibilità e intelligenza al duo Pio e Amedeo, i comici accusati di aver puntato sulla leggerezza omofoba per farsi notare.

Eh sì, proprio mentre in Italia l’omofobia miete costantemente vittime in vertiginoso aumento e il DDL Zan – necessario per arginare tale abominevole fenomeno – viene ostacolato da Lega, Alleanza Nazionale e Forza Italia, Pio e Amedeo, i “comici” smaniosi di popolarità, hanno sferrato il loro colpo di “genio” nel loro show “Felicissima Sera” in prima serata su Canale 5.

Il duo ha vomitato omofobia mascherata d’ironia e saggezza attraverso sketch contro il politicamente corretto atti a ridicolizzare l’omosessualità e a rafforzarne gli stereotipi che sono frutto di consolidati retaggi culturali.

A ritorcersi contro di loro come un boomerang le agghiaccianti parole, pregne di ignoranza e pericolosità, portate in scena con ostentata convinzione:

“Se vi dicono “ricchi*ni o “fro*i” per ferirvi, ridetegli in faccia. L’ignorante non saprà cosa fare.
La cattiveria è il male e non risiede nelle parole, bensì nella testa.
Il Gay Pride? Ma a cosa serve nel 2021?
A me, etero, mi avete mai visto in un corteo a dire evviva la fi*a? Non serve più, non c’è bisogno, siamo tutti uguali”.

Il discorso si è allargato anche alle persone di colore, ai cinesi, ai “terroni” e agli ebrei. E sì, perché se da un lato c’è Fedez, super eroe dei diritti civili e temuto nemico di omofobi e ingiusti, dall’altro ci sono Pio e Amedeo, i paladini delle masse, pronti a difendere la libertà di insultare e irridere i deboli e i pochi.

Ma qualcosa sta cambiando a giudicare dall’effetto del primo e dei secondi sull’opinione pubblica. O almeno lo si spera.

Sottolineo anche un altro fatto di non poco conto che mina ulteriormente la reputazione di Pio e Amedeo: nonostante la comunità Lgbt si sia sentita ferita, rendendolo pubblico anche attraverso l’intervento dei portavoci, non hanno avuto nemmeno la sensibilità di scusarsi.

Ma si sa, la sensibilità o ce l’hai o non ce l’hai.

Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay per i diritti LGBT+, sottolinea:

“”Lo show di Pio e Amedeo è stato omofobo…
Noi ci sentiamo offesi, per chi come noi ha vissuto quelle parole sulla propria pelle come un onta indelebile che ti fa emarginare, discriminare e ti isola.
Chiediamo alla Agcom, autorità garante e anche a Piersilvio Berlusconi di intervenire al fine che non si ripetano show di questo tipo razzisti ed omotransfobici”.

Parole dure anche da parte di Pietro Turano, attore e attivista impegnato per i diritti LGBT+ in qualità di consigliere nazionale Arcigay e VicePresidente di Arcigay Roma:

“È inaccettabile, mi rifiuto di accogliere insegnamenti sulle reazioni che dovremmo avere da persone che non hanno mai vissuto questa condizione discriminatoria e lesiva. Non è un discorso di dittatura o di politicamente corretto, è solo che nessuno può stabilire qual è la mia sensibilità e cosa mi dovrebbe offendere…
Tutta la nostra autodeterminazione passa dal Gay Pride. Ha stufato questa retorica del Pride come ostentazione e banalizzare questa esperienza denota che non si sa proprio di cosa si stia parlando perché un eterosessuale non è minato nella sua identità di genere.
Non esiste un etero Pride perché nessuno di loro ha mai ricevuto violenze per l’orientamento sessuale. Ancora oggi, solo attraverso la visibilità e l’autodeterminazione nello scendere in piazza siamo riusciti a cambiare qualcosa. È un’occasione anche per tanti ragazzi per prendere coraggio, riconoscersi in un corteo e dichiararsi al mondo. Invece, purtroppo, di gente che urla quanto ama la fi*a ce n’è già abbastanza”.

Su Twitter non sono mancate le reazioni di chi si è trovato proprio nella situazione prospettata dal duo comico.

“Io sono rimasto al ‘quando vi chiamano frocio voi sorridete’. Sapete, Pio e Amedeo, a 24 anni io ho sorriso a chi mi ha urlato “Frocio di merda” durante una fiera, mentre ero con i miei amici. Poi mi sono ritrovato in un’ambulanza, poi all’ospedale. Però ho sorriso eh…”, scrive un ragazzo.

“L’Italia è quel paese dove la battaglia per la DDL Zan era inutile e c’erano altre priorità, però la battaglia di Pio e Amedeo per sdoganare termini come fr*cio e n*gro era veramente essenziale”, scrive un’altra persona.

Sull’onda dell’indignazione social,  l’ultimo affondo è arrivato, con eleganza e stile, dalla voce di Michele Bravi, cantante che da omosessuale sa benissimo, a differenza dei due, di cosa si sta parlando.

Sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, in occasione del Concertone del Primo Maggio, ha introdotto la sua esibizione con queste significative parole, indirizzate inequivocabilmente a Pio e Amedeo:

“Io volevo fare solo una piccolissima riflessione perché in questi giorni si è parlato tantissimo dell’uso delle parole e qualcuno ha detto che l’intenzione è molto più importante delle parole che si usano.
Io una cosa da cantautore la voglio dire: io uso le parole proprio per raccontare la visione creativa del mondo e per me le parole sono importanti tanto quanto l’intenzione.
Le parole scrivono la storia, anche quelle più leggere possono avere un peso da sostenere enorme. La mia community lo sa bene.
Io c’ho messo tanti anni per trovare le parole giuste per raccontare il mio amore per un ragazzo e per me è un onore farlo adesso qua su questo palco…”

La canzone cantata dal cantautore umbro è stata “Mantieni il bacio”, contenuta nell’album “La geografia del buio” e certificata disco d’oro.

VIDEO DI “MANTIENI IL BACIO”

 

TESTO

Nell’oscurità nella luce del giorno
Nel silenzio perfetto mentre piove a dirotto
Sul livello del mare sopra il tetto del mondo
Anni luce distanti io di istanti un secondo
E così all’infinito perdendone il conto
Mantieni il bacio
Oltre l’errore del tempo
Fanne qualcosa di eterno
Non lasciarne cadere neanche solo un frammento
Come polvere sul pavimento
Non staccare le labbra neanche un solo secondo
E non farti distrarre dal rumore di fondo
Perché alla fine ogni volta
È l’amore che ci salva
Dalla ferita del mondo
E senti solo il cuore e il male non esiste più
E non c’è più dolore
Soltanto io soltanto tu
Questo silenzio sa di mille parole
Ed io starei qui ad ascoltarti per ore
Per anni un solo secondo
E se tu mi guardi
Me ne rendo conto
Che alla fine ogni volta
È solo l’amore che ci salva
Dalla ferita del mondo, oh, oh
Proteggilo fino alle radici
Dai passi indecisi e temporali improvvisi
Dai momenti di crisi e le battute infelici
Da quelle persone che si fingono amici
Dall’invidia degli altri
Dai giudizi ignoranti
Dalle schegge impazzite che arrivano
Da tutte le parti
Mantieni il bacio
Oltre l’errore del tempo
Fanne qualcosa di eterno
Non lasciarne cadere
Neanche solo un frammento
Come polvere sul pavimento
Non staccare le labbra neanche un solo secondo
E non farti distrarre dal rumore di fondo
Perché alla fine ogni volta
È l’amore che ci salva
Dalla ferita del mondo
E senti solo il cuore e il male non esiste più
E non c’è più dolore soltanto io soltanto tu
Questo silenzio sa di mille parole
Ed io starei qui ad ascoltarti per ore
Per anni un solo secondo
E ora che mi guardi me ne rendo conto
Che alla fine ogni volta
È solo l’amore che ci salva dalla ferita del mondo
E dal ripetersi dei giorni che non valgono un ricordo
Mantieni il bacio e non lasciarlo neanche per un secondo
E più io resto qui a guardarti e più me ne rendo conto
È l’amore che ci salva dalla ferita del mondo, oh, oh
Oh, oh

 

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CREDITI FOTO: LAPRESSE

 


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