Il presidente Mogol precisa che gli autori non hanno colpe ma che stanno pagando per conto della follia strategica di Putin, in linea con la guerra delle sanzioni messa in moto dall’UE.

Lo stop della SIAE ai pagamenti alle società d’autore russe si inserisce nel piano di sanzioni contro la Russia. L’inaccettabile ferocia sanguinaria dell’Armata rossa, mossa dal sogno di Putin di ricostruire l’impero russo, si sta scontrando con la resistenza, sul territorio, dell’Ucraina e l’immediata controreazione dell’Unione Europea, mai così unita, per la difesa dei propri valori.

L’intento di Vladimir Putin di imporre una sottocultura con il sangue sta facendo i conti con un isolamento della Russia su tutti i fronti, compreso quello artistico. Ad aprire la strada è stato l’Eurovision Song Contest con l’esclusione della Russia dalla competizione musicale più vista al mondo. Severa anche l’industria cinematografica: Warner Bros, Sony, Disney e Netflix hanno già voltato le spalle alla Russia. Spotify fa altrettanto e, in Italia, sono sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha licenziato dalla Scala il direttore filo-Putin Valery Gergiev, e la SIAE con la decisione di sospendere il pagamento del diritto d’autore alle società d’autori russe.

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Mogol, in qualità di presidente della società che si occupa di diritto d’autore in Italia, ha spiegato attraverso la seguente nota stampa i motivi dell’azione senza precedenti, in coerenza con la strategia del Governo Italiano e dell’Unione Europea: “Stiamo vivendo momenti di forte preoccupazione e inquietudine e la speranza di poter affrontare il futuro con maggiore serenità dopo due anni di pandemia sembra davvero affievolirsi. L’attacco della Russia all’Ucraina è ingiustificato e ingiustificabile e mette a rischio i principi di libertà e democrazia in Europa dopo decenni. In veste di presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori esprimo tutta la mia vicinanza al popolo e alle istituzioni ucraine in queste ore drammatiche.

Negli ultimi giorni abbiamo riflettuto su cosa Siae avrebbe potuto fare come segnale di solidarietà nei confronti dell’Ucraina e alla fine abbiamo preso la decisione di sospendere il pagamento del diritto d’autore alle società d’autori russe, fino al termine del conflitto, accettando ovviamente la più che probabile sospensione del pagamento dei diritti d’autore a Siae da parte delle consorelle per ritorsione. Siamo consapevoli che è un’azione forte e senza precedenti nella storia recente di Siae. Vogliamo sottolineare però – precisa Mogol – che non si tratta di una presa di posizione contro gli autori e gli editori russi, che non hanno alcuna responsabilità con riferimento a quanto sta accadendo, ma è un’azione con cui vogliamo manifestare la nostra contrarietà a qualsiasi tipo di guerra, peraltro coerentemente con quanto stanno facendo il Governo italiano e l’Unione Europea”.

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Crediti Foto di Coperitna: SIAE facebook.com/SocietaItalianaAutoriEditori

 


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