Tante ottime performance in occasione della sesta puntata di X Factor: nei duetti brillano i Bengala Fire, Gianmaria confeziona la cover perfetta e accarezza la vittoria. Erio eliminato.

Il dado è tratto. I quattro finalisti della quindicesima edizione di X Factor sono Gianmaria, Fellow, Bengala Fire e Baltimora. Nella sesta e penultima puntata dello show targato Sky infatti, al termine di una serata combattutissima, ad uscire di scena a pochi metri dal traguardo è stato Erio, caduto nel sofferto ballottaggio con Baltimora.

Una puntata ben riuscita quella consumatosi nella serata di martedì 2 dicembre, cominciata con una scoppiettante manche dedicata ai duetti, e terminata con una battaglia di cover dove i concorrenti hanno dato il tutto e per tutto per conquistare il pass per il Mediolanum Forum, teatro dell’atto finale. Ma le performance sono state tutte ben riuscite? Nì, malgrado i commenti praticamente tutti positivi dei giudici. Cominciamo.

PRIMA MANCHE: DUETTI CON OSPITI

TEAM MANUEL AGNELLI

BENGALA FIRE con MOTTA, DEL TEMPO CHE PASSA LA FELICITÀ. VOTO 9

Ma com’è possibile che i Bengala non abbiano mai cantato in italiano fino a questo momento? Alchimia con l’ospite perfetta, arrangiamento ben oculato e soprattutto ben calibrato, strutturato nel miglior modo possibile e lontano ma allo stesso tempo vicino all’originale. Forse l’unica performance veramente alla pari del lotto.

ERIO con LA RAPPRESENTANTE DI LISTA, AMARE. VOTO

Due mondi vicinissimi che, in questo contesto, si sono clamorosamente allontanati. Bene Erio nei primi venti secondi nella strofa da solo, poi entra Veronica, una belva da palcoscenico, che lo sovrasta in modo straripante in tutto e per tutto, facendolo  scomparire involontariamente sparire dai radar. Certamente buono il risultato ma, nella dinamica della gara, eccessivamente sbilanciato. E sbagliato.

TEAM MIKA

FELLOW con BENJAMIN CLEMENTINE, I WON’T COMPLAIN. VOTO

Fellow, incredibilmente, si ritrova totalmente a suo agio nel contesto più difficile, supportato da uno dei suoi artisti preferiti in una versione garbata e, a differenza di Erio, bilanciatissima, impreziosita dal solo suono del pianoforte per due voci che non si sono mai sovrastate, bensì supportate e arricchite. Bellissimo.

TEAM HELL RATON

BALTIMORA con FULMINACCI, RESISTERE. VOTO 7+

Riesce in un compito non semplice, quello di rendere dinamico e ancora più fresco un pezzo sulla carta molto complicato, statico e non di impatto immediato. Splendide le armonizzazioni nel secondo ritornello, ottima la sintonia creatasi tra i due. Di fatto riesce a cavare il massimo possibile. Non era scontato

TEAM EMMA MARRONE

giANMARIA con SAMUELE BERSANI, SPACCACUORE. VOTO 5

Cade la formula, casca l’asino. Gianmaria alla prima vera cover del suo percorso dimostra tutti i suoi limiti in un duetto leggermente scollato e algido. Ma non è un difetto, visto che il suo cammino all’interno del programma è stato caratterizzato proprio da un approccio totalmente personale e originale in tutto e per tutto. Il duetto rimane dunque una parentesi, innocua e dimenticabile

SECONDA MANCHE: COVER

TEAM MANUEL AGNELLI

BENGALA FIRE, SUNNY AFTERNOON/CHELSEA DAGGER (The Kinks/The Fratellis). VOTO 5-

Solo una domanda: perché? A questo giro siamo totalmente d’accordo con Mika. Sfrontati e credibili nella prima sezione, nuovamente grotteschi e simil serata nella festa d’istituto del liceo nella seconda, non nella tecnica (mostruosa) ma nell’attitude. Una scelta incomprensibile che non cancella però quanto di buono fatto fino a questo momento.

ERIO, STREET SPIRIT (Radiohead). VOTO 8+

Non smetteremo mai di ripeterlo: quando Erio fa Erio tutto diventa magico. E lo riconferma anche nella seconda manche dopo un duetto non impattante, facendo fuoriuscire nuove colorature nel suo alieno timbro vocale, inondando di bellezza e grazia il palco. Non per tutti, ma eccezionale. Viene eliminato non tradendo di un centimetro la propria cifra stilistica. Chapeau.

TEAM MIKA

FELLOW, DOG DAYS ARE OVER (Florence + the machine). VOTO 5-

Un passo indietro arrivato nello snodo cruciale dello show. Una performance eccessivamente piatta resa sul palco in maniera frenetica, svirgolata e poco personale. Arriva in finale, probabilmente, grazie alla prestazione monstre con Benjamin Clementine.

TEAM HELL RATON

BALTIMORA, ALTROVE (Morgan). VOTO 5

Lo spettro del Baltimora degli Home Visit, quello dell’interpretazione pericolosa de “La ballata della moda” di Tenco, è tornato. Audace nello stravolgere un brano completamente storto portandolo nella sua direzione, meno oculato nell’interpretazione, con una straniante scelta della dinamica non facile da digerire. Nel complesso, un po’ un casino.

TEAM EMMA MARRONE

giANMARIA, ALEXANDER PLATZ (Milva). VOTO 8

Indubbiamente la sua performance migliore fino a questo momento, sciorinata nel momento giusto, in quello che conta: contrariamente a molti concorrenti Gianmaria non fa alcuna capriola, non stravolge nulla, ma si appoggia su una produzione molto asciutta e ben accentuata dagli archi, raccontando una sua storia personale che, con un colpo d’effetto, si unisce perfettamente alle atmosfere del pezzo originale. Funziona tutto.

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Crediti Foto: SKY ITALIA


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