“Famoso” è un album mostro capace di portare la musica italiana a competere per numeri con quella USA. Peccato sia un album eccellente per la produzione e imbarazzante quando compare Sfera Ebbasta.

FAMOSO | LA RECENSIONE

Sfera ha ormai fatto il salto da big a stella dominante del panorama mainstream italiano. A Cinisello Balsamo gli dedicano una piazza, i suoi album fanno sfondoni in Italia come all’estero, diventa volto di campagne marketing sontuose modellate su quelle americane (l’ultima che lo vede impegnato a promuovere la catena KFC). Un processo apparentemente inarrestabile che vede il ragazzo terribile della periferia milanese prima arrivare al vertice (commerciale) del rap game tricolore, per poi farsi strada anche nel difficilissimo mercato anglofono. Il tutto ci rende orgogliosi, ma c’è un grosso problema che non riusciamo ad ignorare: Sfera più sale di rank più perde in originalità e qualità. Come il king peggiori inesorabilmente da 2 anni a questa parte l’avevamo già notato nella recensendo “Bottiglie privè”, il singolo che preannunciava l’album, tralasciando ovviamente i risultati interlecoturi delle decine di feat usciti negli ultimi tempi… Paradossalemente più decade il king, più migliora il suo storico amico e producer, cioè sua maestà Charlie Charles, qui giunto a rivaleggiare per bravura con i colleghi americani. Vediamo dunque cosa non ci convince dei 13 pezzi di cui è composto “Famoso”.

Il feat di un artista italiano con Future è un sogno che si avvera. Peccato che questo sogno prenda la forma di “Abracadabra”, un brano dall’ottima produzione, dalle linee vocali eccellenti, che suona così da Future che Sfera pare una presenza decorativa. Sensazione aumentata dal fatto che qui Sfera “canta” lasciando la rappata al trapper di Atlanta, che fa il suo senza infamia e senza lode. Come successo con il feat fra FSK e Chief Keef, i trapper americani sembrano considerare le collaborazioni con gli omologhi italiani come pure passeggiate lautamente pagate.

La base latino trap di Charlie Charles e Sky Rompiendo serve a Sfera e J Balvin un piatto facile da condire per sfornare la hit… peccato nessuno dei due sia particolarmente in vena, e anche per gli standard della canzone d’amore adolescenziale qua stiamo messi male.

Base trap classicamente USA prodotta dall’onnipresenta Charlie Charles coadiuvato da RK London, l’attesissimo feat con Offset non delude, appunto perché Sfera stende il tappeto al rapper della Georgia lasciando a lui gli onori di casa. Meglio così, ma la tattica di far fare la parte dei leoni agli ospiti internazionali comincia a generare il dubbio che Sfera sia conscio che non è un rapper capace di trattare alla pari con loro.

Diplo sforna una base pop rock dal sapore californiano veramente ottima. Roba che in Italia non sentivamo da parecchio, ma che negli USA sta tornando insieme al country, al neoneogrunge, al pop punk… insomma anche in America ripescano a casaccio un po’ tutto, pur di produrre basi che suonino fresche. Forse l’hit più internazionale e particolare dell’album, se tralasciamo l’apporto di Sfera (nullo nel rappato-cantato e ancor peggio nella barre).

Impressionante come la base di Charlie Charles suoni USA. Potrebbe essere una mina dietro ad una hit di Future o dei Migos, invece fa da tappeto alle barre di Sfera, Marra e Guè, che ringraziano facendo il minimo sindacale in termine di flow e barre. Un’occasione enorme sprecata, e onestamente non si capisce il perché.

Potremmo andare avanti all’infinito, ma avete già capito dove andiamo a parare. “Famoso” sancisce il passaggio di Charlie Charles a produttore di livello internazionale, dato che le sue basi ormai sono per qualità indistinguibili da quelli dei top class USA o inglesi. Le linee vocali allo stesso modo fanno il salto verso l’eccellenza americana, cosa che aspettavamo da lustri nell’ambito del rap tricolore. I feat lanciano Sfera fra i big della scena internazionale, non deludono anche se nessuno degli illustrissimi ospiti si danna per dare il meglio di sé: ognuno fa il suo senza infamia e senza lode. Il problema di quest’album è uno solo: Sfera. Il king è l’anello debole della catena: costantemente distorto dall’autotune, incapace di produrre una barra che non sia un cliché stra-abusato, evidentemente inferiore come rapper quando viene messo accanto ai colleghi USA… insomma, se al posto di Sfera ci fosse stato qualche altro big della scena italiana (magari Guè) il risultato sarebbe stato molto migliore. L’album si può valutare in due modi, numericamente opposti: se valutiamo la qualità della produzione, la varietà della basi e i mood sviscerati il voto è sicuramente sopra l’8. Se nella valutazione mettiamo la performance di Sfera, il profondo nulla delle sue barre e la prova sottotono fornita accanto ai rapper americani, il voto scende sotto la sufficienza.
“Famoso” è sicuramente una pietra miliare della musica italiana degli ultimi 20 anni, ma lo è per la produzione, il marketing, i featuring, e non per quanto fatto da Sfera, che anzi qui rende meno che nel precedente “Rockstar”.
Se riuscite ad eliminare la fastidiosa sensazione d’imbarazzo per come e cosa “canta” Sfera, qui troverete tantissimo di cui godere. Se -come noi- non riuscite a mettere da parte un giudizio sul flow e la qualità della barre, con “Famoso” capirete appieno il significato di “cringe”.

VOTO: 5,5/10

AGGETTIVO: laccato

TRACKLIST

  1. Bottiglie privè – 3:10 
  2. Abracadabra (feat. Future) – 3:13 
  3. Baby (feat. J Balvin) – 3:14 
  4. Macarena (feat. Offset) – 2:38 
  5. Hollywood (feat. Diplo) – 3:12 
  6. Tik Tok (feat. Marracash & Gué Pequeno)
  7. Male – 2:42 
  8. Giovani re – 2:48 
  9. Gelosi – 3:04 
  10. 6 AM – 3:09 
  11. Salam Alaikum (feat. 7ARI & Steve Aoki)
  12. Gangang (feat. Lil Mosey) – 2:51 
  13. $€ Freestyle – 2:44 

    ALBUM: FAMOSO

    ARTISTA: SFERA EBBASTA

    ANNO: 2020

    ETICHETTA: ISLAND

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