Un successo clamoroso quello del duo formato da Mahmood e Blanco, arrivato per tre ragioni molto chiare.

 BRIVIDI| LA RECENSIONE

Sono passati diversi giorni dalla trionfale vittoria di Mahmood e Blanco al Festival di Sanremo 2022 con il loro brano “Brividi“, rilasciato il 1 febbraio per Universal Music Italia/Island. Un successo clamoroso quello firmato dai due artisti, vincente già in partenza e arrivato grazie all’unione di tre elementi fondamentali che, messi insieme, hanno letteralmente detonato la concorrenza.

La prima caratteristica che ha portato al tripudio è stata proprio l’unione dei due, non decisa da Amadeus (che li aveva invitati separatamente) ma dai diretti interessati stessi, entrambi rappresentanti di due diversi rami della nuova musica italiana: Mahmood infatti grazie a “Soldi” ha letteralmente sdoganato (finalmente) l’R&B italiano nel mainstream, contribuendo dunque in modo deciso a proseguire quanto di splendido fatto in precedenza da altri esponenti come Ghemon (solo per fare un nome). Il giovanissimo bresciano invece ha esasperato la lezione di Tha Supreme, superando ormai a quasi otto anni di distanza dalla rivoluzione del 2014 il concetto di trap nostrana e proponendo quello che è un vero e proprio crossover tra rap e sfumature più pop punk (vedi “Mi fai impazzire“, ma anche “Notti in bianco“).

Il secondo aspetto che ha portato la coppia dei sogni non solo al Leone festivaliero, ma anche all’Eurovision di Torino, è stato senza dubbio il divismo. Se in campo femminile c’è una vera e propria penuria di personalità che utilizzano anche la loro dirompente componente sensuale e personale per caratterizzare ancora di più la propria cifra stilistica, lo stesso non si può dire per i nostri due cantanti, loro sì carismatici, sensualissimi e piacioni (al limite del queer bating in alcuni punti), impeccabili da un punto di vista estetico, talmente tanto da mandare completamente fuori di testa i fan, accalcati a ridosso dell’hotel della riviera (cosa mai vista nella storia recente in questa quantità) nella speranza di poter scrutare i propri idoli super stilosi (che sono poi sempre usciti a salutare, mica scemi).

E poi c’è la musica, anzi la canzone, il compromesso per eccellenza. “Brividi” non è classicissima come “Fai rumore” ma neanche antifestivaliera come “Zitti e buoni“, ma esattamente a cavallo tra quanto hanno percorso i due artisti fino a questo momento e la più brillante della tradizione. Le volatine del soul man infatti vanno a incanalarsi in ghirigori melodici stretti e puntati che poi impattano il muro vocale ruvido ma nello stesso tempo dolce e corposissimo del collega, una specie di miscela impazzita riassumibile nell’inciso, dove l’acuto della primissima parte declamato dal milanese sfocia in un’apertura lirica a trazione sanremese che funge da hook, per poi tornare nuovamente in tessiture alte.

Operazione editoriale perfetta, cura estetica da manuale e pezzo ottimo che non tradisce le rispettive discografie riuscendo tuttavia ad accalappiare un consenso più ampio non dimenticandosi del contesto in cui è stata eseguita.Brividi” non è una canzone, è il delitto perfetto.

VOTO: 9

AGGETTIVO:  PERFETTA

ARTISTA: MAHMOOD E BLANCO

SINGOLO: BRIVIDI

ANNO: 2022

ETICHETTA: UNIVERSAL MUSIC ITALIA/ISLAND

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