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Polemiche infuocate sul cast di X-Men

Polemiche infuocate sul cast di X-Men. Indi Navarrette e Sadie Sink sono troppo basse e magre, il web aveva “scelto” Cailee Spaeny per Rogue. Nelle polemica si intrecciano l’eterno problema deei canoni di bellezza (che adesso virerebbero secondo i social sul “troppo magro”) con il potere calante delle pagine di fan dell’MCU, fino a ieri determinanti per orientare le scelte di casa Marvel.

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Polemiche infuocate sul cast di X-Men. Indi Navarrette e Sadie Sink sono troppo basse e magre, il web aveva "scelto" Cailee Spaeny per Rogue. Nelle polemica si intrecciano l'eterno problema deei canoni di bellezza (che adesso virerebbero secondo i social sul "troppo magro") con il potere calante delle pagine di fan dell'MCU, fino a ieri determinanti per orientare le scelte di casa Marvel.
Crediti foto indenavarrette Instagram

Appena svelato il cast per i nuovi X-Men, il web si infiamma. In particolare sotto accusa sono le attrici Sadie Sink e Inde Navarrette, colpevoli di avere un aspetto fisico rispetto alla Jean Grey e alla Rogue della controparte fumettistica. A questo si aggiunge il fatto che i fan del fumetto avevano già indicato alla Marvel la scelta dell’attrice che avrebbe dovuto interpretare Rogue: Cailee Spaeny. Vediamo che succede

Essere all’altezza del ruolo

La polemica pincipale è sull’altezza delle due attrici scelte: nel fumetto Rogue è alta 173 centimetri, mentre Jean Grey 168 centimetri. Inde Navarrette è alta 150 centimetri, Sadie Sink è invece alta circa 160 centimetri. Parliamo quindi di differenze d’altezza rispettivamente di 23 e 8 cm, qualcosa che per chiunque non sia un fan hardcore dei fumetti di supereroi è assai trascurabile. Ma l’altezza in realtà è un pretesto, per innescare un altra polemica: quella sulla corporatura delle due attrici. Entrambe vengono ritenute troppo magre e poco muscolose, lontane quindi dai canoni cinematografici Marvel che hanno imposto per le supereroine corpi tonici ed atletici, nonché -ovviamente- sexy. Secondo una parte del pubblico social le due attrici scelte dalla Disney romperebbero non solo la verosomiglianza con il fumetto, ma anche gli stessi standard finora adottati per la scelta delle superoine.

Body shaming, sempre body shaming

La polemica sulla magrezza delle attrici si colloca in clima culturale già avvelenato, in cui si accusa il mondo dell’alta moda e del cinema di voler riproporre la magrezza innaturale tipica del fashion anni ’90 dopo la morte della body positive. Ora, che ci sia in ritorno nel mainstream di canoni di bellezza che premiano la magrezza è indubbio, molto discutibile è  invece il diritto rivendicato da parte dei media e degli utenti social di criticare i corpi delle singole attrici magre, soprattutto lì dove non ci sia nemmeno l’ombra del pericolo anoressia. Criticare il singolo come incarnazione di un canone ritenuto “malato”, sfoccia infatti nel body shaming gratuito, nascosto sotto presunte preoccupazioni per la salute pubblica.

I cast fatti sul web

Le critiche alla Sink e alla Navarrette si inseriscono nel più intricato e complesso mondo delle pagine di fan delle IP cinematografiche, pagine che propongo cast completi con tanto di sondaggi aperti ai followers, individuando attrici ed attori “perfetti” per interpretare questo o quel personaggio di una saga. Le proposte di cast di queste pagine spesso tengono conto per proporre attori ed attrici della somiglianza fisica con la controparte fumettistica, ignorando completamente i metodi e i criteri con cui operano le case di produzione cinematografiche. Le pagine più famose, che spesso vantano centinaia di miglia di followers, una volta completato il loro dream cast e finiti i sondaggi, propongono i risultati alle case cinematografiche, tentando di indirizzarne le scelte.

Cailee Spaeny e la rottura dell’illusione

In particolare Cailee Spaeny (classe 1998) era stata individuata dal web come perfetta per il ruolo di Rogue. Siccome aveva vinto vari sondaggi indetti dalle pagine di fan dell’MCU, riscontrando un apprezzamento pressoché unanime sui social, si era diffusa la voce che la Marvel avrebbe scelto lei, per premiare i fan. La conferma della Spaeny per Rogue era data così per scontata, che alcuni fan avevano già iniziato a produrre fan art e video con l’AI che mostravano l’attrice nel ruolo di Rogue. Quando la Marvel ha annunciato la scelta della Navarrette, sul web si è diffusa la voce che Spaney fosse stata “cancellata”, “sostituita”, per oscure ragioni di opposizione da parte dei “poteri forti” della Marvel. Ovviamente si è tirato in mezzo il wokismo, dato che la Spaney è bianca mentre Inde Navarrette ha il padre di origini messicane. Al web poco importa che la Marvel non avesse preso in considerazione la Spaney per il ruolo, dato che le pagine dei fan avevano già deciso.

Chi fa i cast e con quali criteri?

Sembrerebbe una domanda ovvia, eppure all’epoca dei social non è più così. A fare i cast ovviamente sono le case di produzione cinematografica, che adottano come criteri il cachet, le capacità recitative, le scelte stilistiche del regista e degli sceneggiatori, la chimica del cast e la popolarità sui social degli attori. Se su criteri come scelte stilistiche del regista e cachet il web non ha ovviamente controllo, il contenzioso invece è sulla popolarità social, dato che le pagine di fan possono fare battaglie pro o contro un determinato attore/attrice, spostando numeri importanti. Fino a poco tempo fa le grosse produzioni Hollywodiane temevano molto i contenziosi sui social con le pagine di fan, credendo che il loro appoggio per le scelte di cast fosse fondamentale per il successo del film, ora invece tendono a ignorarle. Perchè questo cambio di rotta? Per un motivo semplice: le pagine di fan radunano qualche centinaio di migliaia di persone, mentre i film ad alto budget richiedono milioni di spettatori per andare in attivo. La larghissima parte dei milioni di spettatori dei film supereroistici sono “casual”, ossia non seguono le pagine dei fan e non s’interessano a quanto un attore/attrice assomigli alla controparte fumettistica, gli interessa solamente guardare un film gradevole.

Le insospettabili virtù dell’ignoranza

Se le polemiche sul corpo delle attrici sono un male ineliminabile del mondo social, il recente ridimensionamento del potere delle pagine di fan nell’influenzare i film supereroistici non può essere che positivo. Per quasi un decennio il potere di un’esigua minoranza di fan hardcore del MCU e della DCU ha contribuito all’autoreferenzialità e alla caduta qualitativa delle sceneggiature, spingendo la Marvel e la Warner Bros a puntare su cast graditi e fanservice totalmente avulsi dal contesto, a discapito di sceneggiature coraggiose, cast funzionali e necessari rimaneggiamenti del materiale fumettistico. Non che l’ignorare i fan hardcore implichi di per sé creare opere più coraggiose o qualitativamente migliore di prima, ma sicuramente getta la premesse necessarie per poterlo fare, dato che i film di supereroi sono stati per troppo tempo vittime di un conservatorismo asfittico, che alla fine ne ha determinato la crisi qualitativa e commerciale.

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