Attualità
Ariana Grande e Jenna Ortega: corpi sotto accusa
Il rapido dimagrimento delle due star porta il web a parlare di anoressia, senza diagnosi. Questo riaccende l’annoso e irresolubile problema dei social come tribunale H 24 dei corpi delle donne
Il problema dei corpi femminili perennemente osservati e discussi sui social genera continuamente dibattiti virali. L’ultimo in ordine cronologico ruota sulla presunta anoressia di due grandi star statunitensi: Jenna Ortega e Ariana Grande. Vediamo che succede
Sovraesposizione
Partiamo dall’ovvio: le star lavorano col corpo e sanno bene che ogni cambiamento che avviene al loro corpo sarà discusso. E’ sempre stata una regola non scritta del gioco, il problema è che questa regola era stata pensata in un’epoca (anni ’50) dove non esistevano i social, e quindi l’esposizione delle star era molto minore. Minore esposizione, significava maggior controllo su come, quanto e quando esporsi, e quindi era molto più semplice nascondere o minimizzare malattie, momenti psicologicamente difficili, sgarri alla dieta. Oggi invece i corpi della star sono continuamente ripresi, postati e ripostati, spesso senza il loro consenso e controllo: è quindi praticamente impossibile per loro nascondere i momenti di difficoltà.
Questione di peso
Il recente e drastico dimagrimento di Jenna Ortega ha riportato a galla l’analoga percorso di Ariana Grande: entrambe infatti dopo un periodo di forti pressioni lavorative (dichiarate dalle stesse star) hanno perso molto peso, secondo alcuni sfiorando o persino cadendo nell’anoressia (entrambe negano di avere questa malattia). Nessuno nega che oggettivamente entrambe le attrice di Hollywood abbiano perso molto peso, l’oggetto del dibattito è se giornalisti, influencer e utenti del web abbiano il diritto di parlarne. Il problema qui è molto spinoso ed articolato, dato che intreccia la questione dei canoni estetici, di chi emette le diagnosi mediche e del diritto alla privacy delle star.
Canoni devastanti
Partiamo dalla questione canoni estetici. Tramontata definitivamente l’epoca del body positive, che aveva promosso modelli di bellezza normo peso o curvy, lentamente si sta tornando al modello di donna magra e slanciata tipico dell’alta moda anni ’90, modello già messo sotto accusa all’epoca perché promuoveva corpi anoressici o vicini all’anoressia. Il ritorno di questo canone è inseparabile dalla diffusione negli USA dell’Ozempic, farmaco pensato per i diabetici di tipo 2 che ha l’effetto secondario di far dimagrire rapidamente chi lo assume, a fronte di fortissimi effetti collaterali (vertigini, nausea persistente). In Europa questo farmaco è ottenibile solamente sotto prescrizione medica, mentre negli USA è liberamente acquistabile, ed ha avuto un enorme diffusione nel mondo dello spettacolo, in cui il controllo rapido e “scientifico” del proprio peso corporeo è un elemento essenziale per il lavoro. A causa del suo uso e abuso fra le star, anche molte persone comuni hanno iniziato ad usarlo, ritenendolo una sorta di metodo “magico” per dimagrire senza i sacrifici imposti da diete, allenamenti e rivoluzioni del proprio regime alimentare.
Chi pensa alle diagnosi?
Un’altra controversia è legata alle diagnosi sui corpi: solo i medici dopo accurate analisi possono stabilire se un corpo è anoressico o meno, e fin qui sono (quasi) tutti d’accordo. Il problema è che i medici hanno l’obbligo della privacy sulle diagnosi effettutate sui pazienti, e senza il loro consenso non possono ovviamente renderle pubbliche. La questione quindi è: Ariana Grande e Jenna Ortega anche se avessero una diagnosi medica di anoressia, la renderebbero pubblica? Ovviamente il loro interesse sarebe nasconderla, dato che causerebbe loro parecchi problemi lavorativi e mediatici. Del resto le modelle anoressiche degli anni ’90 non hanno mai parlato dei loro problemi durante gli anni di attività, ne hanno fatto pubblica confessione solo a fine carriera oppure dopo aver rischiato di morirne. Proprio a causa dell’omertà del mondo dello spettacolo sulla questione, molti ritengono che sia un diritto del pubblico ipotizzare diagnosi, dibattendole pubblicamente.
Il diritto alla privacy e alla salute mentale delle star
L’ultima questione è sul diritto alla privacy e alla salute mentale delle star. Per chi sostiene che i media e gli utenti social non abbiano diritto di parlare dei corpi dei vip, tale divieto è giustificato dal diritto alla privacy della star e al loro diritto a non essere giudicate, offese, pressate da stampa e social. Negli ultimi anni il problema della salute mentale delle star è stato molto dibattuto, poiché si sono moltiplicati i casi di problemi psicologici, stress e isolamento dei vip a causa di shitstorm sui social. Chi critica questa posizione invece sostiene che le star essendo personaggi pubblici accettano implicitamente il pubblico giudizio, tanto più se il loro aspetto promuove modelli estetici e comportamentali che possono diffondere disturbi alimentari come l’anoressia.
Parliamo sempre di donne
Ultimo ma non minore problema, è che stampa e social dibattono sempre sui corpi delle donne. Anche attori famosi come Jonah Hill e Dave Bautista recentemente hanno avuto rapidi e drastici episodi di dimagrimento, ma nessuno sui social ne ha fatto una questione di vita o di morte. Al contrario quando è una donna famosa a ingrassare o dimagrire, subito stampa e pubblico si fiondano a commentare se sta bene o male, se è in salute o è malata, proponendo diagnosi mediche e psicologiche basate sul nulla cosmico. E’ indubbio che l’epoca dei social abbia esasperato la tendenza già presente di commentare liberamente il corpo delle donne, il problema quindi è trovare una quadra fra il diritto all’informazione e alla libertà di critica e quello delle donne famose a non essere messe sulla graticola continuamente.
Il futuro
Purtroppo la questione del continuo commento sui corpi delle donne famose è un fenomeno che ci porteremo dietro a lungo. Radicato nella tradizione Occidentale (e non solo) da tempo immore, i social lo hanno amplificato a dismisura facendolo diventare una minaccia di gogna costante per tutte le donne, soprattutto quelle famose. Purtroppo è impensabile eliminare il fenomeno con leggi o censure ad hoc, dato che è talmente radicato e diffuso da rendere impossibile contrastarlo con interventi repressivi, ed eliminare un fenomeno strutturale tramite interventi educativi significa aspettare decenni per ottenere risultati. I social quindi sono e rimarranno a lungo campi di battaglia in cui si misurano gli ammiratori e i detrattori dei corpi di donne famose, che questi corpi abbiamo o meno una diagnosi clinica d’anoressia in fondo poco importa: da tempo il web si è autoeletto guardiano della salute e della morale pubblica.