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La crisi dei thebordons: dalla tourette a OF

La crisi dei thebordons: dalla tourette a OF. Distrutto il patto di fiducia con la propria community, i CC svizzeri si buttano sul ragebait. Prima la sparizione improvvisa e senza spiegazioni Davide Bordoni, poi la Decarli che annuncia l’apertura di un profilo OF, in cui però sono caricate sue immagine generate con l’AI, infine il ricorso a reel ragebait che sfottono i followers. Il tutto con l’obbiettivo di spremere fino al midollo la propria community.

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La crisi dei thebordons: dalla tourette a OF. Distrutto il patto di fiducia con la propria community, i CC svizzeri si buttano sul ragebait. Prima la sparizione improvvisa e senza spiegazioni Davide Bordoni, poi la Decarli che annuncia l'apertura di un profilo OF, in cui però sono caricate sue immagine generate con l'AI, infine il ricorso a reel ragebait che sfottono i followers. Il tutto con l'obbiettivo di spremere fino al midollo la propria community.
Crediti foto thebordons Instagram

Di rapide ascese e altrettanto rapide cadute il mondo dei social è pieno. Ma raramente si è visto qualcosa di simile a quanto sta accadendo ai contents creators italo-svizzeri THE BORDONS (d’ora in poi TB): da eroi capaci di sensibilizzare su una forma grave di disabilità, a schegge impazzite che tentano di monetizzare in ogni modo possibile, anche a costo di usare sistemi al limite della truffa. Vediamo che succede.

Ascesa di una coppia che scoppia

I TB, al secolo Davide Bordoni e Lara Decarli, sono una coppia di fidanzati italo-svizzeri divenuti CC. Non hanno mai condiviso le loro date di nascita, ma incrociando il loro arrivo sui social ed il percorso scolastico che sostengono aver fatto si presume abbiano intorno ai 30 anni. I due giovani contents creators sostengono di aver aperto il loro primo ed unico profilo per sensibilizzare sulla sindrome di Tourette, da cui sarebbe affetta la Decarli. Rispetto ad altri CC con disabilità che sensibilizzano sulla loro condizione puntando molto sui diritti negati, l’inclusione e l’attivismo, i TB hanno al contrario scelto un registro comico per parlare della loro condizione, eliminando quasi del tutto ogni riferimento a rivendicazioni sociali.

La costruzione della community

Il giocare la sensibilizzazione sulla tourette puntando sul registro comico, evitando pesanti (e divisivi) discorsi sociali, ha creato intorno al duo una community solida ed affezionata, disposta a comprare quanto sponsorizzavano per aiutare la coppia ad avere un futuro “normale” (dato che la tourette è invalidante a livello lavorativo). Una dinamica simile a quanto accade ad altri CC con disabilità, che sponsorizzano brand sapendo che il loro pubblico compra quanto pubblicizzato in parte perché convinto del prodotto, in parte come forma di “donazione” al CC. Appunto perché il rapporto fra CC e community contiene una parte non indifferente di donazione, è prassi che il CC sia sempre perfettamente trasparente sulla sua condizione clinica e sul perché è in difficoltà (o è impossibilitato) a trovare altre fonti di reddito al di fuori dei social. Proprio su quest’ultimo aspetto il duo italo-svizzero è scivolato rovinosamente.

Lei ha la tourette?

I problemi sono iniziati con un servizio delle Iene sul duo, incentrato su come Lara Decarli vivesse le difficoltà quotidiane proprie della tourette. Dopo la messa in onda del servizio molti (fra cui Selvaggia Lucarelli) hanno sollevato dubbi sul fatto che la Decarli fosse realmente affetta da tourette, chiedendo quindi un reel in cui mostrasse la diagnosi. Nonostante le pressanti richieste della propria community e di contents destroyer come Jematria di mostrare pubblicamente la famosa diagnosi, i TB hanno dapprima posticipato il reel chiarificatore, poi hanno detto di voler rifare il percorso diagnostico di Lara, ed infine hanno completamente cambiato non solo argomento, ma persino modo di monetizzare.

Onlyfans e ragebait

Messi alle strette dalla community e dai contents destroyer, i TB compiono una svolta inaspettata: Davide Bordoni sparisce senza spiegazioni dai social e la Decarli annuncia l’apertura di un profilo OF, profilo che fra l’altro era già esistente dapprima sotto altro nome. Il giorno dopo l’apertura di OF, la Decarli sostiene di aver già guadagnato migliaia di euro, ed’inizia a postare video in cui si vanta di possedere (!!) yacht, auto di lusso e ville.
La strategia diviene quindi quella del puro e spudorato ragebait: ogni giorno la Decarli posta 1-2 contenuti in cui si vanta del proprio successo economico, di quanto siano migliori gli svizzeri degli italiani e simili, con l’evidentissimo intento di spingere il pubblico ad insultarla per poi avviare una causa per ingiuria-diffamazione ed ottenere quindi i risarcimenti.

L’OF della Decarli è una truffa?

Alcuni fra coloro che si sono abbonati all’OF della Decarli sostengono che le immagini “hot” della CC siano create con l’intelligenza artificiale, e che profili molto simili gestiti sempre dalla Decarli (o da un’agenzia a lei collegata) la ritraggano con un volto e un fisico leggermente modificato, ed una bio completamente divergente rispetto a quella presentata dai TB (ad esempio in un profilo lei sarebbe presentata come una famosa cosplayer, senza alcun accenno alla tourette). L’ultimo colpo di scena arriva oggi (3 Giugno): dalla bio Instagram dei TB scompare ogni riferimento alla tourette, mentre rimane attivo il collegamento ad OF.

Questione di delicatezza

La caduta dei TB ed il metodo molto discutibile con cui stanno monetizzando tutto il possibile prima del tracollo, getta una pesante coltre di sospetto non solo su di loro, ma su tutti i CC i cui contenuti ruotano attorno alla propria condizione di disabilità. Appunto perché la monetizzazione di questi profili è ottenuta in larga parte grazie alla donazione, il sospetto che qualche CC possa mentire inventando malattie invalidanti approfittando della generosità del pubblico social, distrugge le fondamenta stesse del patto fra CC e community, patto che permette al singolo CC di avere le basi economiche per portare avanti il proprio messaggio d’inclusione e rivendicazioni di diritti. Qualsiasi fine faranno i The Bordons il danno che stanno arrecando alla delicatissima causa delle persone con disabilità è enorme, e purtroppo non sparirà -come loro- dall’oggi al domani.

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