Per la prima volta da sette mesi il numero delle vittime per il Covid in Italia è sceso sotto il cento: sono 93 i decessi registrati nella giornata di ieri domenica 16 maggio nel bollettino del ministero della Salute. Risultano inoltre meno di 6mila casi, e le terapie intensive e i ricoveri sono ancora in discesa.

Ora i dati arriveranno sul tavolo della cabina di regia che ci sarà nelle prossime ore a Palazzo Chigi: se confermati nelle prossime settimane, questi numeri potrebbero portare alla cancellazione del coprifuoco, una delle misure anti Covid più discusse in questo momento. “Con i dati in miglioramento – ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranzapossiamo allentare e poi superare il coprifuoco”.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi intende tuttavia procedere ancora all’insegna della prudenza, anche alla luce degli assembramenti che si continuano a registrare nelle città, soprattutto nelle aree della “movida” come dimostrano le immagini di Roma e Napoli. “Dobbiamo proseguire con ragionata fiducia verso le graduali riaperture delle altre attività – ha detto il ministro Speranza – e questo è possibile grazie alle misure adottate in questi mesi, ai comportamenti corretti della maggioranza delle persone e alla campagna di vaccinazione”.

I numeri confortanti dei contagi e dei decessi potrebbero dunque portare ad un nuovo provvedimento che sarà operativo dal prossimo 24 maggio e che introdurrà una nuova serie di regole e restrizioni. Fra queste, appunto, quella che riguarda il coprifuoco: l’indicazione era di posticiparlo alle 23 ma non è escluso che possa essere portato fino a mezzanotte visto il pressing del centrodestra e delle Regioni. Un nuovo check up verrà fatto poi all’inizio di giugno e potrebbe essere quella l’occasione per cancellarlo definitivamente. Anche le aperture sono nel mirino dell’esecutivo: il governo dovrebbe dunque decidere anche la riapertura dei centri commerciali nei fine settimana (il 22 o il 29 maggio), quella delle piscine al chiuso, che potrebbe essere il 1 giugno assieme alle palestre, e la ripresa del settore dei matrimoni. La data potrebbe essere attorno al 15 giugno e non è escluso che il wedding sia la prima attività nella quale sperimentare il green pass, le certificazioni che già consentono di spostarsi tra regione di colore diverso. Chi vuole partecipare ad un banchetto dovrà avere il certificato di vaccinazione, di avvenuta guarigione o un tampone negativo effettuato 48 ore prima della cerimonia. Non dovrebbe cambiare nulla, invece, per quanto riguarda la data dei ristoranti al chiuso: potranno riaprire a partire dal 1 giugno; è possibile però che il governo decida di consentire l’attività anche la sera mentre al momento il decreto fissa l’apertura dalle 5 alle 18. E se sarà probabilmente superato il divieto di consumare al bancone del bar, non dovrebbe essere modificata la data per la ripartenza delle fiere (15 giugno), dei congressi e dei parchi tematici (1 luglio).

Questo perché il governo, lo ha ribadito il presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli, vuole comunque avere una fotografia piena degli effetti delle riaperture del 26 aprile, che si avrà solo a partire dal monitoraggio di venerdì prossimo. Ovvio però che, così come per il coprifuoco, una nuova verifica verrà fatta all’inizio di giugno anche per questi settori. E potrebbe essere sempre quello il momento per l’esecutivo per affrontare un altro tema, quello dell’utilizzo della mascherina all’aperto, che da più parti è stato già sollevato. Al momento, ha detto chiaro Locatelli, “è troppo presto per rimuoverla, oggi la scelta non è ipotizzabile”. Ma, ha aggiunto, “verrà il momento in cui potremmo abbandonarla”. Non sarà all’inizio di giugno, ma non è affatto escluso che con l’arrivo dell’estate – quando la metà della popolazione sarà vaccinata almeno con una dose – la mascherina possa diventare solo un ricordo.

 

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Crediti foto: LaPresse


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