L’indagine condotta dai carabinieri è per omicidio

Rho (Milano), una zona di capannoni industriali e campi verdi da un lato, dall’altro la strada che costeggia villette a schiera, quella è la zona dove è rimasto per giorni il cadavere in decomposizione di Blessing Tunde, la ragazza nigeriana di 25 anni trovata senza vita mercoledì pomeriggio, con in testa una parrucca di lunghe treccine viola attorcigliate strette intorno al collo ed infine annodate.

I primi elementi emersi dall’autopsia, eseguita all’istituto di Medicina legale di Milano, evidenziano una morte per asfissia. Il che rende sempre più probabile l’ipotesi dell’omicidio. Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, si concentreranno ora sull’analisi delle trecce finte che indossava la ragazza e su altri reperti trovati sul luogo del ritrovamento del cadavere.

Un altro elemento riguarda la data della morte, sicuramente precedente alla denuncia di scomparsa, avvenuta il 7 maggio da parte della connazionale che viveva con lei. C’è quindi da ricostruire un vuoto di 4 giorni. Le immagini di alcune telecamere della zona, già acquisite, potrebbero aver immortalato gli ultimi istanti di vita della 25enne.

Blessing si prostituiva sulle strade dove ha trovato la morte. Come tante ragazze costrette a vendere il proprio corpo, faceva la pendolare dal quartiere popolare di Novara all’hinterland di Milano. “Voglio studiare e poi trovare un lavoro“, era questo il sogno di Blessing Tunde e questo è il sogno di tante altre ragazze finite in schiavitù.

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Crediti Foto: LaPresse


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