Il prossimo 5 giugno a Gallipoli riaprirà la discoteca Praja con un party a cui parteciperanno ben 2000 persone. L’esperimento, poi, farà tappa al Fabrique di Milano. La proposta di Silb-Fipe (Associazione italiana imprese ed intrattenimento).

Anche l’Italia è pronta a riaprire gli ingressi delle tanto criticate discoteche. Grazie alla vaccinazione, che un po’ in tutto lo Stivale sta andando avanti a passo spedito, sembra che presto potremo tornare a ballare in quelli che sono considerati i luoghi del divertimento per eccellenza. Almeno stando alle sperimentazioni già in programma in Puglia e Lombardia.

Sugli esempi di Spagna e Inghilterra, anche l’Italia sta per partire con l’esperimento delle discoteche ‘covid-free’ grazie al cosiddetto ‘Green Pass’.

Green Pass: la sperimentazione delle discoteche ‘covid free” a Gallipoli

Dopo quasi due anni di stop forzato, il 05 giugno 2021 un gruppo di duemila persone si ritroverà a ballare in discoteca, senza distanziamento ma all’aperto e con la mascherina. Il primo esperimento avrà luogo in Puglia, esattamente in Salento, nell’amatissima cittadina turistica di Gallipoli.

Al Praja, uno dei club più famosi della zona, attraverso la sperimentazione si proverà a capire se la riapertura di questo tipo di locali possa essere conciliabile con la situazione Covid e l’arrivo, imminente, della bella stagione. Qui le persone entreranno solo con il green pass e prima di uscire dovranno sottoporsi ad un altro tampone.

Apertura discoteche: dopo Gallipoli l’esperimento proseguirà al chiuso al Fabrique di Milano

Accanto alla struttura pugliese all’aperto, verrà fatta anche una sperimentazione al chiuso, al Fabrique di Milano. Questo per capire se con tutte le precauzioni che verranno messe in campo, il virus riesca comunque a trovare un modo per continuare a circolare oppure no.

Per accedere alle discoteche ‘covid-free’, secondo le regole del green pass, occorrerà essere vaccinati o avere un tampone negativo effettuato nelle 24 ore precedenti. I biglietti saranno nominali e acquistati online, in modo da poter rintracciare facilmente tutti i presenti. Inoltre, i locali verranno sanificati e verrà utilizzato solo materiale monouso.

A lanciare la proposta della sperimentazione è stata la Silb-Fipe, l’associazione italiana imprese ed intrattenimento. Sue anche le proposte inviate al comitato tecnico scientifico del governo per riaprire in sicurezza.

Gli esempi di Spagna e Inghilterra

Il primo concerto post-covid si è tenuto il 27 marzo scorso al Palau de Sant Jordi a Barcellona. Qui ben 5mila persone hanno partecipato al live show del gruppo pop-rock/indie Love of Lesbian effettuando il tampone prima di poter accedere. Solo sei persone sono risultate positive al coronavirus e quindi lasciate fuori e rispedite a casa.

Dopo la vicina Spagna è stata la volta del Regno Unito, dove lo scorso 01 maggio tremila persone si sono scatenate nella discoteca Circus di Londra. Anche in questa occasione, i partecipanti dovevano risultare negativi al test antigenico effettuato nelle 24 ore precedenti la partecipazione all’evento.

Sembra che la “vecchia vita” stia per tornare. Ovviamente, come dimostrano questi esempi e queste sperimentazioni, non è comunque ancora il momento di abbassare la guardia e abbandonare in maniera definitiva le piccole regole che abbiamo imparato in questo lungo periodo di restrizioni: lavare le mani, usare la mascherina in luoghi chiusi e restare distanziati dalle persone di cui non conosciamo lo stato sierologico.

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