“Quest’ultimo ciclo di violenza perpetua i cicli di morte, distruzione e disperazione e spinge più lontano ogni speranza di coesistenza e pace. L’Onu sta attivamente coinvolgendo tutte le parti verso un cessate il fuoco immediato”. Ha commentato così il segretario generale Antonio Guterres alla riunione del Consiglio di Sicurezza in cui l’ode verteva sulla situazione tra Israele e Gaza, definendo le attuali ostilità “assolutamente spaventose”. “I combattimenti devono fermarsi immediatamente. Razzi e mortai da una parte, bombardamenti aerei e di artiglieria dall’altra devono cessare – ha sottolineato – Mi appello a tutte le parti affinché prestino attenzione a questa richiesta”.

Ubi solitudines faciunt, pacem appellant.

Ma le parole restano nel vento, se i singoli capi di stato appoggiano l’uno o l’altro fronte per pura convenienza politica. “Abbiamo il sostegno degli Usa” dice Netanyahu, come se la firma di Biden tracciasse il confine freddo tra la guerra di conquista e la pacificazione.

In una settimana di scontri sanguinolenti a colpi di rappresaglie e bombardamenti il bilancio dei morti palestinesi è di 192 unità, ma riferiscono i media locali che molti altri corpi sono schiacciati sotto le macerie dei palazzi crollati. Di essi – precisa il ministero della sanità di Hamas – 58 erano bambini e 34 donne. In più, alcuni media locali riferiscono che le truppe israeliane hanno ucciso altri 42 palestinesi nelle 24 che comprendevano la notte tra sabato e domenica, rendendo quest’oggi la giornata più cruenta.

Netanyahu, naturalmente, ha negato ogni pressione dall’alto, rincarando però i ringraziamenti a Biden e agli altri per il sostegno. Lo stesso Biden che sta ritirando le truppe dall’Afghanistan. Selezione situazionale. Il premier israeliano ha poi sostenuto che le operazioni militari a Gaza dureranno ancora a lungo.

Da Gaza partono razzi che colpiscono tutta la regione sud di Israele e le comunità ebraiche circostanti alla Striscia, come la città di Beer Sheva, all’inizio del Negev. Uno dei razzi ha centrato una macchina ad Ashkelon – una delle città più bersagliate negli ultimi giorni insieme ad Ashdod – causando anche danni agli edifici vicini.

Il “pesante bombardamento” israeliano su Gaza City ha sfiorato l’edificio dove risiede l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa). Lo riporta il direttore dell’ente Matthias Schmale” in un tweet.

Le squadre di soccorso raccolgono ancora corpi sotto le macerie, dopo i bombardamenti della scorsa notte a Città di Gaza, dove secondo i dati pubblicati finora sarebbero morte 33 persone. Israele non ha ancora pubblicato informazioni ufficiali sui motivi dell’attacco. La Jihad islamica ha detto di voler “vendicare il sangue dei bambini uccisi”. Al tempo stesso Hamas ha ripreso a bombardare con intensità le località israeliane più vicine alla Striscia.

Infatti, nella notte dalla Striscia di Gaza sono stati lanciati 130 razzi anche contro Tel Aviv.

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Foto: LaPresse.it

 

TAG:
Israele Palestina

ultimo aggiornamento: 17-05-2021


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