I giochi sono fatti e ora, come ha anche detto una Farncesca Michielin sempre più a suo agio nel ruolo di padrona di casa e di padrona del palco, si comincia a fare dannatamente sul serio. X Factor 2022 ha conosciuto, dopo la “last call”, il nome dei 12 finalisti che a partire dal prossimo giovedì 27 ottobre daranno vita alla fase dei live show. Una scelta, quella fatta dai quattro giudici, che ha risentito anche di un nuovo fattore di pressione dato dalla presenza dal pubblico, con l’annesso carico di simpatie, antipatie e “pancia” in grado di influenzare e non poco i giudizi. Fedez escluso, ovviamente, che da vecchio volpone e già rodato da anni e anni dietro al bancone riesce a gestire meglio le scelte. Ecco, proprio questo nuovo format che prende il posto di quelle che una volta erano le “Home Visit”, si spera che sia un esperimento una tantum per questa edizione, visto che alla fine è stato una sorta di bootcamp bis con poca suspance e alle fine il già citato elemento pubblico che rischia di diventare un qualcosa che sbilancia troppo.

Ad aprire il balletto è un’emozionatissima Ambra, che fatica a trattenere la lacrimuccia e l’emozione già prima che il primo cantante inizi la propria esibizione. Alla fine l’unica giurata donna di questa edizione, sceglie i Tropea – che sulle note di Robbie Williams fanno saltare tutto l’Allianz Cloud – come quota band, completando il proprio roster con Lucrezia Fioritti (a cui va un personale sentito grazie per aver “sdoganato” a X Factor Andrea Lazlo De Simone) e Matteo Siffredi, capace di squassare come un vero terremoto emotivo la propria caposquadra. Niente da fare per I Nervi, così come per Talea, che si spoglia della sua amata chitarra per abbracciare Florence Welch ma senza riuscire a mantenere la sedia.

Con i Disco Club Paradiso (per distacco i preferiti di chi scrive) già qualificati ai live dopo il Bootcamp, il compito di Dargen D’Amico è stato quello di trovare i due compagni di viaggio della stravagante band che ha conquistato tutti con le loro esibizioni. Ad avere la meglio sono Matteo Orsi, splendida la sua versione di “En e Xanax”, domata alla grande senza cadere sotto il peso di uno dei pezzi più belli di Samuele Bersani e Beatrice Maria Visconti (non indimenticabile la sua esibizione sulle note di “Il cielo” di Renato Zero, ma sicuramente molto appetibile sul mercato discografico), che supera Martina Baldaccini al termine di un drammatico “spareggio” giocato sull’esecuzione a cappella di un brano. La busker sarda si riscatta con Rino Gaetano dopo il passo falso dei Bootcamp con Mia Martini, ma non basta per convincere Dargen a portarla alla fase clou. Dove invece ci va la bionda che musicalmente e fisicamente ricorda Veronica Lucchesi della Rappresentante di Lista. A salutare alle porte del sogno anche Cinzia Zaccaroni, che si rivela quanto di più originale e coinvolgente visto su questo palco.

Nel roster di Rkomi si dimostrano ancora una volta al top i Santi Francesi: il duo piemontese e il loro sound che ricorda tanto i TheGiornalisti di “Fuoricampo”, sbancano il jackpot con Antonello venditti e si prendono senza concorrenza lo slot band. Jacopo Rossetto si conferma ancora una volta magnetico e bravissimo anche alle prese con Loredana Bertè, lui che aveva sorpreso tutti nella prima puntata con una versione incredibile di “Il Mondo” di Jimmy Fontana. Sedia per “l’astronauta del suono” (copyright Rkomi), così come per Giorgia Turcato (aka Didì), che con “People help the people” si ritaglia il ruolo di terza punta nella squadra del rapper milanese accedendo ai live senza passare dal via. Applausi anche per De Lì e Manal Herchiche, la cui avventura si chiude qui. Rkomi si trova fra le mani una squadra potenzialmente interessante, saranno poi le dinamiche dello show a dirci se il pilota sarà in grado di poter condurre al traguardo una vettura molto competitiva.

Non poteva che essere Fedez a chiudere le “Last Call”. Situazione simile a quella di Dargen, con gli Omini già al live in quanto unica band presente nel roster. Da avveduto navigatore del mare magnum musicale, il Lucia si affida alla voce sempre da brividi di Linda Riverditi  brava a incantare anche senza l’amato pianoforte sulle note di Bon Iver, e al sound elettronico e sempre affascinante della napoletana Gaia Eleonora Cipollaro. Quest’ultima, ancora alle prese con il suo mashup fra Napoli e il Mondo, si rivela interessante e conturbante ma resta da valutare sulla distanza delle (potenziali) sette puntate durante le quali dovrà per forza di cose uscire dalla comfort zone. Bocciatura per Wiam Ait Bakrim e per Marco: per entrambi lo stesso discorso. Ineccepibili nella parte cantata ma senza essere in grado di far scattare la scintilla giusta per accedere al live.

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Crediti foto: Sky/X Factor/Facebook

 


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