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Coronavirus e Svezia. La testimonianza diretta di un’italiana che vive lì: “Fate venire a galla la verità”

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Dall’inizio di questa pandemia si è sempre guardato alla Svezia come esempio di riferimento sulle strategie da applicare per combattere il Coronavirus. I giornali hanno parlato di “modello da seguire”, eppure, c’è chi, direttamente da lì, ci ha scritto perché chiede che la verità venga a galla poiché, semplicemente, non è quella che arriva dalla stampa locale. Il suo nome è Elisa, vive lì con marito, figli e mamma “trapiantata” anche lei da tempo e fa l’insegnante di educazione civica.

Elisa ci ha scritto chiedendo che vengano a galla i fatti “reali” di ciò che sta accadendo in Svezia che non sono propriamente quelli di cui si parla qui e nel mondo, chiedendo aiuto per sé e per i suoi familiari. Pubblichiamo l’intera mail, ricevuta pochi giorni fa, che comprende, laddove ve ne fosse bisogno, tutte le fonti di riferimento che fanno da testimonianza a quanto raccontato e che noi non pubblichiamo, ma che sono comunque a disposizione di chi volesse leggerle. Noi, per diritto di cronaca, abbiamo deciso di dare voce anche all’altra campana. 

Mi chiamo Elisa e vivo in Svezia,

vi chiedo di pubblicare questa mail e di fare chiarezza sulla situazione che stiamo vivendo qui da noi che non è quella che tutti pensano. Nessuno fa trapelare le cose per come stanno, datemi una mano a far sapere a tutti come stiamo vivendo qui. Questo il racconto.

L’inizio dell’epidemia in Svezia può dirsi consimile a quello che é accaduto in altri paesi, si minimizzava la cosa e si sosteneva che fosse un problema contenuto alla Cina, che non sarebbe mai arrivato in Europa e ne tantomeno in Svezia.
Ci credevamo tutti, me compresa.

Poi é scoppiata l’epidemia in Italia e le immagini di Bergamo si sono diffuse su FB, niente sulla televisione svedese. Si parlava che l´Italia aveva una situazione grave ma quanto grave non era chiaro. Si pensava ancora ad una sorta di influenza. Gli Italiani venivano accusati di essere un po’ causa dei loro mali, tant’è che l’ambasciatore é intervenuto con una lettera allo stato svedese. Gli svedesi sono stati persino incoraggiati a farsi le vacanze in Italia durante le vacanze dello sport (marzo) e dalle Alpi il Corona ci ha raggiunto in pieno.

I ricchi stoccolmesi al ritorno dalle vacanze non sono stati controllati, nessuna quarantena e nessun obbligo di stare a casa. Anche se un membro della famiglia si ammalava, gli altri venivano (e vengono) incoraggiati ad andare a lavorare e a scuola. Il motto era (ed é) “niente sintomi, niente C19”. Spargerla per Stoccolma é stato un attimo.

Nel mentre che la lista di disinformazione e minimizzazione aumentava e Anders Tegnell (Folkhälsoinstitutet) ripeteva il suo motto, sparivano i politici dallo schermo e si riempivano i ricoveri di malati, che morivano spesso senza una diagnosi. Questo perché il Corona in Svezia ufficialmente non si era sparso.

Personale sanitario, personale di assistenza agli anziani, autisti di autobus, lavoratori al pubblico di ogni genere venivano (e vengono) negati della possibilità di avere mascherine e guanti. Motivo ufficiale che poteva essere “kränkande” ovverosia irrispettoso per i clienti. Allo stesso tempo la decisione imperturbabile di non chiudere le scuole ha portato a contatti intergenerazionali che hanno ampliato esponenzialmente il contagio. Risultato, due terzi dei ricoveri di Stoccolma si sono riempiti di c19, immigrati che facevano i lavori più umili e quindi più esposti hanno cominciato a morire e l´assenteismo scolastico é saltato alle stelle.

Difficile definire quanti c19-morti vi siano in giro, la Svezia ha ufficialmente smesso di testare quando siamo arrivati a 500 morti. Solo gli ospedalizzati vengono testati, anche se ogni giorno si promette che i test ripartiranno in maniera massiccia soprattutto per il personale sanitario. Adesso siamo a 2000 morti con una popolazione 6 volte circa inferiore a quella dell´Italia.
E’ ufficializzato che la Svezia cerca l´immunità di gruppo. Nessuna proiezione é disponibile per capire quanto costerà alla Svezia in vite umane. I ricercatori locali hanno strenuamente lottato contro le disposizioni del FHM e della assoluta mancanza di trasparenza nelle informazioni, che ci riporta a livelli di Corea del Nord.

Situazione attuale, morti circa 2000

Problema 1, gli anziani

Lo stato ha definito attraverso una commissione etica che l’età biologica e la situazione clinica avrebbe definito chi avrebbe ricevuto assistenza oppure no in caso di emergenza e di mancanza di respiratori per tutti. Le regioni hanno ricevuto la direttiva e la hanno interpretata e applicata in maniera proattiva.

Cosa significa? Significa che sistematicamente persone sopra gli 80 anni, coloro che hanno malattie come diabete (c’è scritto incontrollato, non chiaro che significa ), pressione alta (incontrollata?), valvole cardiache, tossicodipendenze e altre patologie vengono automaticamente esclusi a priori dalla terapia intensiva di ogni tipo, lasciati a casa senza neppure l´ossigeno e “aiutati a morire” con cerotti di morfina, ufficialmente per attenuare l ´angoscia, ma che di fatto rallentano il funzionamento muscolare e quindi accelerano la morte.
Tutto questo non é malasanità , sono decisioni ufficiali.

Le statistiche ci vincono anche perché chi muore senza aver fatto il test, cioè quasi tutti i morti a casa perché fare il test non é obbligatorio, non ricade nelle statistiche ufficiali.

E´ una sorta di eutanasia involontaria di stato, alcuni senza mezzi termini parlano di eugenetica.

Problema 2 i bambini

Ginnasi, università e scuole per adulti sono per distanza. Chi può é stato incoraggiato a lavorare per distanza per minimizzare la distanza sociale, giustissimo e semplice pensando che siamo un paese ad alta informatizzazione.

Le scuole inferiori sono aperte. La motivazione ufficiale é che la Svezia non può permettersi che le persone lascino il posto di lavoro per guardare i figli. Inoltre che i bambini nelle scuole non sono infettivi come gli adulti e non possono infettare altri.

I genitori, di cui molti nei gruppi a rischio che neppure riceverebbero cure, sono stati presi dal panico e l’assenteismo nelle scuole é saltato in alcuni casi al 70% (8). A fronte di questo alcune scuole hanno capito il problema e cercato soluzioni, altre hanno denunciato i genitori perché non si conformano all´obbligo scolastico. Avere un membro di famiglia a rischio non é motivo per tenere a casa i bambini, le scuole nel frattempo non possono di fatto garantire igiene, sicurezza e distanziamento sociale e il tutto arena in un limbo di denunce, regole e minacce. Le famiglie disperate possono scegliere tra prendersi il Corona e forse morire oppure ribellarsi e venire perseguitati come maltrattatori di bambini. La Corea del Nord a noi ci fa un baffo.

Chiaramente l’uso dello streaming e il lavoro in digitale, che pure é una priorità nella scuola svedese (tutti i bambini hanno un I-PAD della scuola), non é neppure contemplato nella crisi. Questo di fatto discrimina molti bambini dalla partecipazione scolastica.

Il mondo politico é diviso e ci sono quelli come Jimmy Åkesson (SD) che dicono essi stessi di tenere i propri figli a casa e quelli come Nyamko Sambuni (Liberalerna) che vogliono reazioni forti contro l´assenteismo.

Problema 3, gli immigrati

I quartieri dove risiedono la maggior parte degli immigrati stanno subendo le perdite maggiori. Ancora non una voce si é levata per guardare da vicino la situazione e valutare le cause della strage. Su questo argomento non voglio dire molto perché le notizie sono ancora fresche ma vi rimando a un paio di contatti FB, giornalisti e ex giornalisti che ci stanno lavorando (a disposizione in privato per chi volesse averle ndr.)

Le baggianate del TG1

1 La Svezia non sta chiudendo e non ha mai chiuso, eccezion fatta per le riunioni pubbliche (non private) sopra le 50 persone, le sopradette scuole, e il distanziamento dei tavoli nei bar, alcune raccomandazioni igieniche alle scuole e l´invito agli anziani a possibilmente tenersi in casa. Queste regole sono in genere non ascoltate a eccezione della prima. La data del 18 riportata dai nostri giornali non é riferita a qualche tipo di chiusura ma solo al fatto che il governo ha ricevuto poteri speciali per eventualmente chiudere.

2 La Svezia é impreparata, manca tutto, mascherine, alchool, respiratori cappine da ospedale, guanti, tutto! Mancano anche le competenze per cui il personale medico viene rimandato a lavorare dopo due giorni dagli ultimi sintomi senza protezioni o con protezioni non adeguate. I test stanno, si dice, cominciando adesso. Chiaramente il materiale per testare non c’è. E non si richiede nessuna forma di aiuto a nessun altro paese.

3 La curva non é in discesa, neppure piana, il numero dei morti sale ogni giorno. Le dichiarazioni di Tegnell sono truccate perché non riportano mai tutti i morti. Il conto anagrafico della mortalità mensile riporta ben altri dati.

4 L’immunità di gruppo non é vicina, non é neppure lontana, non esiste proprio visto che nessuno o quasi fa i test e quindi non possiamo sapere chi é infettato, chi non lo é e chi é immune.

Grazie per avermi ascoltata e grazie in anticipo per quello che farete per aiutarci a diffondere la verità.

Elisa

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Crediti Foto: linnea6608/instagram

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