Il patriarca della divulgazione scientifica era uno dei volti più amati dagli spettatori italiani. Il prossimo 22 dicembre avrebbe festeggiato i 94 anni di età

Piero Angela, l’eterno bambino alla scoperta del mondo che ha aperto le porte della scienza a tutti, compresi i più ignoranti e amanti delle fake news, grazie ai suoi imperdibili documentari televisivi per Rai 1, come Quark e SuperQuark, è morto.

Lo ha annunciato il figlio Alberto Angela nella mattinata di oggi, 13 agosto 2022, con un post social che è divenuto subito virale, rimbalzando su tutti gli organi d’informazione del mondo: «Buon viaggio papà».

La divulgazione scientifica di Piero Angela ha registrato un livello altissimo, mai raggiunto da altri fino ad oggi, almeno in Italia, e per ora condiviso solo con il figlio Alberto, che a partire dagli anni ’90 lo ha affiancato come autore, per poi affermarsi anche come conduttore televisivo.

Diversi i libri, sempre di carattere divulgativo, pubblicati nel corso di una carriera che si è avviata negli anni ’50, prima come cronista radiofonico e poi come inviato e conduttore del telegiornale Rai: Nel cosmo alla ricerca della vita (1980), La macchina per pensare (1983), Oceani (1991), La sfida del secolo (2006), Perché dobbiamo fare più figli (con L. Pinna, 2008), A cosa serve la politica? (2011), Dietro le quinte della Storia – La vita quotidiana attraverso il tempo (con A. Barbero, 2012), Viaggio dentro la mente: conoscere il cervello per tenerlo in forma (2014), Tredici miliardi di anni. Il romanzo dell’universo (2015), Gli occhi della Gioconda (2016) e l’autobiografico Il mio lungo viaggio – 90 anni di storie vissute (2017).

Piero Angela rimarrà alla storia come divulgatore scientifico, giornalista, conduttore televisivo, saggista e anche musicista. Ebbene sì, Piero Angela è stato anche un pianista jazz, un amore che ha dovuto sacrificare per dedicarsi alla sua carriera principale ma a cui non si è mai del tutto allontanato, tanto da annunciare la realizzazione di un lavoro discografico, non ancora pubblicato.

Nato a Torino il 22 dicembre del 1928, nel 2004 è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e nel 2021 del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella commenta così la notizia della sua scomparsa: «Provo grande dolore per la morte di Piero Angela, intellettuale raffinato, giornalista e scrittore che ha segnato in misura indimenticabile la storia della televisione in Italia, avvicinando fasce sempre più ampie di pubblico al mondo della cultura e della scienza, promuovendone la diffusione in modo autorevole e coinvolgente. Esprimo le mie condoglianze più sentite e la mia vicinanza alla sua famiglia, sottolineando che scompare un grande italiano cui la Repubblica è riconoscente».

Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Draghi, che alla stampa dichiara: «L’Italia è profondamente grata a Piero Angela. È stato maestro della divulgazione scientifica, capace di entrare nelle case di generazioni di italiani con intelligenza, garbo, simpatia. Le sue trasmissioni e i suoi saggi hanno reso la scienza e il metodo scientifico chiari e fruibili da tutti. Il suo impegno civile contro le pseudoscienze è stato un presidio fondamentale per il bene comune, ha reso l’Italia un Paese migliore. Piero Angela è stato un grande italiano, capace di unire il Paese come pochi. Ai suoi cari, le condoglianze del Governo e mie personali».

L’addio di Piero Angela, spentosi a 93 anni, era apparso pochi giorni fa sul sito Internet del programma SuperQuark. Per il suo ultimo saluto ai telespettatori scriveva: «Cari amici mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia”. “È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio».

In una recente intervista rilasciata ai giornalisti de Il Messaggero, aveva rivelato di essere affetto da discopatia, una malattia che genera un’alterazione a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

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