Scopriamo chi vince la decima sfida dei trentaduesimi di finale di “Vorrei cantarti fra cent’anni” tra Marina Rei e Paola Turci

Ripercorrendo la storia del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, con alcune delle più belle canzoni delle 69 edizione svoltesi fino a questo momento, siamo giunti già alla decima sfida: dopo l’incontro-scontro tra due storiche band italiane come quella dei Matia Bazar e de La Crus, il prossimo match è tra due brave cantautrici romane: Marina Rei e Paola Turci.

SFIDANTE | PAOLA TURCI

Dopo aver partecipato due volte fra le “Nuove Proposte”, Paola Turci nel 1989 torna al Festival della Canzone Italiana di Sanremo con un brano impegnato, dalla tematica sociale, intitolato “Bambini” che le varrà la vittoria nella sezione “Emergenti”. Il brano, che lancia la cantante nell’olimpo della musica italiana, denuncia il vergognoso destino di molti bambini nel mondo. Il testo, infatti, critica in maniera nemmeno troppo velata l’Occidente e i “grandi” che trasformano barbaramente i bambini in piccoli soldati o in lavoratori, sfruttandoli e cancellando la loro infanzia innocente.

Paola Turci, all’epoca 25enne, guadagna il primissimo posto, lasciandosi alle spalle Stefano Borgia e Alessandro Baldi che si piazzano rispettivamente al secondo e al terzo posto.

SFIDATO | MARINA REI

Quello del 1999 è l’ultimo Festival del secolo e vede al timone, con la sua impronta garbata, Fabio Fazio con accanto come “valletta” la bellissima modella francese Laetitia Castà.

A vincere, grazie soprattutto ai voti della giuria di qualità, sarà Anna Oxa con Senza pietà, ma in gara tra i Big, nella sezione denominata per l’occasione “Campioni”, c’è anche una super in forma Marina Rei che presenta un brano dal sound elettronico e moderno, ma al contempo melodico e molto radiofonico, cantato in modo personalissimo e carismatico: “Un inverno da baciare”. La Rei sembra amare le stagioni e così dopo la hit “Primavera” si presenta a Sanremo per la terza volta con questa canzone dal mood energico che, sottovalutata, si classifica solo al settimo posto, ma che riesce in seguito a conquistare le radio nazionali; oltre a raggiungere il nono posto nella classifica italiana dei singoli.

Curiosità: il video di Un inverno da baciare ha avuto una lavorazione di due mesi ed è ispirato al videogioco Tomb Raider. Marina, infatti, nella clip musicale veste i panni dell’eroina Lara Croft.

ESITO | DECIMA SFIDA

A vincere la sfida tutta romana tra “Un inverno da baciare” e “Bambini” è il radiofonico e dalle originali sonorità di Marina Rei, che così passa sedicesimi di finale in questo “campionato” tra le più belle e significative canzoni del Festival di Sanremo. Con la sua proposta senza dubbio di qualità, Paola Turci si ferma invece qui, ai trentaduesimi.

COMMENTI | GIURIA

Roberta Faccani: Urcaaaaa qui la gara si fa tosta! Amo entrambe le canzoni e le interpreti per molti motivi, tra cui la coerenza musicale negli anni… ma il mio voto va a “Un inverno da baciare”, sottovalutatissimo brano dall’arrangiamento super moderno per il tempo. Per me era il brano più bello di quell’anno e se lo si ascolta ancora oggi attualissimo. Marina Rei una musicista a tutto tondo, una fuoriclasse da riscoprire.

Timothy Cavicchini: Un inverno da baciare, sottovalutatissima, bravissima artista.

VOTI | GIURIA

Bambini: 8 (Gianpaolo Chiriacò, Michele Monina, Patrizia Cirulli, Eleonora Magnifico, Giuseppe Salpietro, Andrea Butera, Roberto Santangelo, Claudio Bolognesi).

Un inverno da baciare: 19 (Giacomo Fronzi, Timothy Cavicchini, Roberta Faccani, Andrea Direnzo, Elisabetta Guido, Maurizio Meli, Emely De Salve, Mattia Ottavio Sammarco, Claudia Casciaro, Antonio Toni, Juary Santini, Ugo Stomeo, Andrea Baldinazzo, Francesca Amodio, Margherita Ventura, Enrico Spada, Bruno Venturelli, Fabrizio Testa, Simona Bastiani).

THE WINNER IS…

LE SFIDE DI DOMANI

32MI DI FINALE: CHIAMAMI ANCORA AMORE di Roberto Vecchioni VS. 1950 di Amedeo Minghi

CHIAMAMI ANCORA AMORE di Roberto Vecchioni – “Chiamami ancora amore” è la bellissima canzone di Roberto Vecchioni con la quale nel 2011 ha trionfato al 61° Festival della Canzone Italiana di Sanremo in un momento storico in cui i grandi cantautori soccombono in classifica dietro ai cantanti dei talent show; facilitati dal meccanismo del televoto che tende a premiare, soprattutto a causa dei giovanissimi, personaggi che godono di grande visibilità televisiva.

Vecchioni accetta di mettersi in gioco sul palco dell’Ariston grazie all’invito dell’amico Gianni Morandi, al timone della manifestazione, riuscendo nell’impresa di battere i favoritissimi Modà in coppia con Emma Marrone, ancora non affermata quanto oggi, ma già sostenuta da una base di fan molto agguerriti. Chiamami ancora amore spinge a combattere per i propri ideali, lanciando un bellissimo messaggio di speranza ed è stato scritto a quattro mani con Claudio Guidetti.

1950 di Amedeo Minghi – Nel 1953 Amadeo Minghi si presenta al 33° Festival di Sanremo con 1950, brano scritto dallo stesso cantautore per quanto riguarda la musica e da Gaio Chiocchio per il testo. La canzone risulta impegnativa e difficile al primo ascolto, così “fa flop” non classificandosi nemmeno per gareggiare nella finalissima.

Il brano verrà apprezzato più tardi e assumerà un valore importante sia per ciò che concerne il repertorio di Minghi che per tutta la musica italiana. Il brano racconta attraverso una storia d’amore un determinato momento storico, quello della Liberazione.

Cantando di Serenella, Amedeo Minghi narra di un’Italia appena liberata dai Tedeschi grazie alle forze amiche americane. I segni lasciati dalla guerra sono ancora evidenti nei luoghi e, soprattutto, nelle menti e nei sentimenti delle persone che però, come dimostra il protagonista dedicando questa canzone alla sua amata, hanno il forte desiderio di ricominciare a vivere con serenità la vita di tutti i giorni. La spensieratezza e la costruzione di un futuro fondato sull’amore è proprio il messaggio che Minghi lancia con questa canzone, interpretando il pensiero e le sensazioni che gli uomini di allora hanno vissuto.

32MI DI FINALE: MUSICA E PAROLE di Ivana Spagna e Loredana Berté VS. GLI AMORI DIVERSI di Rossana Casale & Grazia Di Michele

Nel 2008 Loredana Bertè partecipa, o meglio avrebbe dovuto partecipare, alla 58° edizione del Festival di Sanremo con un brano scritto da Alberto Radius, Oscar Avogadro e dalla stessa Bertè, intitolato “Musica e Parole”. A farle compagnia sul prestigioso palco del Teatro Ariston nella serata dedicata ai duetti è una super grintosa Ivana Spagna; il brano però viene purtroppo eliminato dalla manifestazione, tra scandalo e polemiche, già edito; anzi un plagio.

Musica e parole viene così estromessa dalla competizione canora in quanto risultato essere una riedizione de L’ultimo segreto, brano accreditato all’autore Alberto Radius per la musica e a Oscar Avogadro per il testo. I diritti editoriali del pezzo inciso da Ornella Ventura nel 1988, appartengono alla N.A.R. Il pezzo è praticamente lo stesso, tranne per alcune differenze nelle liriche, ma Radius e Avogadro affermarono di non ricordarsi che il brano fosse stato già stato inciso negli anni ’80; nonostante l’interpretazione vocale della Ventura ricordi molto proprio quella della Bertè.

Nonostante il caos dell’imprevista eliminazione, alla canzone è stato assegnato comunque il Premio della Sala Stampa Radio e Tv: ma la Bertè non ci sta ed esibendosi fuori gara nella serata del duetto con Spagna si presenta con delle manette ai polsi in segno di protesta. Il brano riesce anche a raggiungere il ventesimo posto della classifica italiana.

GLI AMORI DIVERSI di Grazie Di Michele e Rossana Casale – Le cantanti Grazie Di Michele e Rossana Casale prendono parte in gara al Festiva di Sanremo nel 1993 con una canzone dal titolo “Gli amori diversi”. La canzone, orecchiabile e delicata, ha un bellissimo testo, mai banale e a tratti poetico, che nasce da un reciproco scambio di esperienze sulle storie d’amore che più hanno segnato la loro vita. “Gli amori diversi”, annunciati già nel titolo, sono quegli amori apparentemente senza senso, talvolta inesplorati e quasi sempre improvvisi. Eppure sono proprio quelli che restano di più nel cuore e nei ricordi, e che più ci fanno soffrire quando finiscono

Il brano si classificò al terzo posto, accolto anche da fischi di disapprovazione, superando, fra glia altri, l’Ave Maria di Renato Zero.

Chi vincerà le prossime sfide di “Vorrei cantarti tra cent’anni”? Continuate a seguire QUI su OA Plus per scoprirlo!!

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