Basta ricordare una sigla dei cartoni animati e, d’improvviso, il mondo si accorge che, forse, in questi anni sei stato leggermente sopravvalutato. Strana la storia di Tommaso Paradiso, al centro di una bufera e di una vera e propria shitstorm dopo la relase di “Ricordami, il quarto singolo da solista pubblicato per Island Record il 2 settembre.

Un brano che ha provocato l’indignazione di tantissimi, anche dei fan più affezionati che, stavolta, hanno accusato il cantautore romano non solo di aver composto un testo banale e prevedibile, ma di aver “plagiato” nelle atmosfere alcune celeberrime sigle firmate da Cristina D’Avena, come “Occhi di gatto” o “È quasi magia Jonny“. Parole dure, insomma.

Paradiso però, malgrado il parere decisamente semplicistico di tanti, non è mai stato né il nuovo Antonello Venditti, né tanto meno l’erede di Francesco De Gregori né di nessuno altro gigante della scena romana passata: è sempre stato un paroliere abbastanza mediocre, con poca fantasia, piacione, demagogo quindi molto abile nel trovare la frase ad effetto da far carambolare nella dimensione dei meme (“Sei la Nazionale del 2006” o “Ti mando un vocale di dieci minuti“).

Non siamo quindi davanti a un Vasco Rossi che, ad esempio, dopo “C’è chi dice no“, “Stupendo” e “Un senso” si presenta al pubblico con una canzonetta da quattro soldi senza arte né parte, bensì davanti a un artista che ha sempre scritto canzonette, semplicemente più ispirate di quella in questione.

La pretesa e la convinzione di aver confezionato il singolone perfetto decidendo a priori che tanto, prima o poi, sarà apprezzato da tutti non fa altro che mettere l’accento sul problema legato all’umiltà del cantante e del suo rapporto con la propria arte: ricordiamo le testuali parole di Tommy Paradise a poche ore dal flusso di critiche negative: “Riguardo a quella sana parte di odio vorrei dire solo questo: grazie. Grazie anche a voi. Vi ricordo brevemente quali sono state le canzoni, che ho scritto, più bullizzate quando sono uscite: IL TUO MAGLIONE MIO, PROMISCUITÀ, COMPLETAMENTE, FELICITÀ PUTTANA. Proprio mentre scrivo queste cose mi immagino l’intro di pianoforte di Ricordami che attacca in un Palazzetto…“.

Neanche stessimo parlando di un pezzo di rottura, fuori dagli schemi, straniante, mai sentito prima. In “Ricordami” aleggia una declinazione, l’ennesima in realtà, delle inflazionatissime atmosfere degli anni 80, con il sax alla Fausto Papetti e le combinazioni armoniche di D’Aveniana memoria. Il resto è la solita solfa alla Paradiso abbondantemente sciorinata negli episodi precedenti, spalmata su un arrangiamento svogliatissimo spacciato per ricercato; è arrivato il momento di invertire le tendenze per davvero. Perché essere artisti, in fondo, significa anche questo.

VOTO: 4/10

AGGETTIVO: MONOTONO

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TESTO

Noi che crediamo solo ai sogni e basta
Noi che fumiamo mentre va la pasta
Noi che sbagliamo a mandare i messaggi
Nessuno che capisce i nostri sbagli
A noi che non ci piace fare finta
A noi che a volte non abbiamo grinta
Amore Sally toccami la mano
Scopiamo pure su questo divano
E se finisse pure il mondo adesso
La nostra vita resterà lo stesso
Abbracciami
Baciamoci
Ricordami
Tanto comunque andrà sarà un successo
Abbracciami
Baciamoci
Ricordami
Tanto comunque andrà sarà un successo
Tu che mi dici asciugati i capelli
Tu che ti svegli sempre dopo di me
Io che non so neanche che giorno è
Ma son contento, ce ne andremo in vacanza
E se finisse pure il mondo adesso
La nostra vita resterà lo stesso
Abbracciami
Baciamoci
Ricordami
Tanto comunque andrà sarà un successo
Abbracciami
Baciamoci
Ricordami
Tanto comunque andrà sarà un successo
Abbracciami
Baciamoci
Ricordami
Tanto comunque andrà sarà un successo
Sarà un successo, uoh
Sarà un successo, uoh

ARTISTA: TOMMASO PARADISO

SINGOLO: RICORDAMI

ANNO: 2020

ETICHETTA: ISLAND RECORDS

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