Dopo Anastasio e Achille Lauro, arriva Recidivo con “Cascasse il mondo” a tentare di proporre il vecchio caro rap rock da classifica.

Recidivo con “Cascasse il mondo” ripesca il vecchio connubbio rap+rock politicizzato. Senza scomodare giganti come i Public Enemy, il cantante bergamasco classe ’99 si rifà evidentemente a certi pezzi del vecchio Caparezza e degli Articolo 31, e più vicino a noi all’ultimo Anastasio. Nonostante le buonissime intenzioni e la volontà di essere potabile ad un pubblico che va dalla preadolescenza all’età adulta, il risultato è altalenante: il testo mischia versi centrati ad altri puramente riempitivo, un’ambientalismo molto generico (è pur sempre della generazione affascinata dal messaggio di Greta) ad un qualunquismo che vorrebbe essere conscious (le menzogne del sistema et similia) ed invece sembra un riaggiornamento dei vecchi slogan del Movimento 5 Stelle passati al setaccio delle innovazioni linguistiche della Trap. Nulla di scandaloso, ma se questo è il conscious che dovrebbe risvegliare dal torpore il pubblico dal cervello atrofizzato dalla propaganda del sistema, il sistema ha i secoli contati. Sulla base c’è poco da dire: il rock con passaggi vagamenti elettronici che sostiene il testo non è nulla di che, il passaggio con il coro di voci infantili è francamente naiv, ma se l’ambizione del nostro è quella (dichiarata nelle interviste) di partecipare al prossimo Sanremo Giovani, possiamo perdonargli questa sviolinata ai cliché del festival nazionalpopolare per eccellenza.
In conclusione se vi capita dategli un’ascoltata, male non fa… di certo non vi farà sobbalzare sulla sedia.

VOTO: 6,5/10

AGGETTIVO: consapevole

SINGOLO: CASCASSE IL MONDO

ARTISTA: RECIDIVO

ANNO: 2020

ETICHETTA: CALIEL

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