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Perché “Immigrato” di Checco Zalone ha beffato la Pausini?

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Un placement, una promo, beffa Laura Pausini e vince i David di Donatello. Ma Perché? Il mistero di Checco Zalone.

IMMIGRATO | LA RECENSIONE

Quanto successo lo scorso martedì al Teatro dell’Opera di Roma in occasione della sessantaseiesima edizione dei David di Donatello, in riferimento al Premio come “Miglior canzone originale“, ha davvero del clamoroso. E non perché Checco Zalone, con la sua “Immigrato” – pezzo contenuto nella colonna sonora di “Tolo Tolo” pubblicato il 6 dicembre 2019 per Officina Musicale – ha beffato la decisamente più quotataio sì (seen)” di Laura Pausini. Ma perché, probabilmente per la prima volta nella storia della Kermesse, una promo, un placement, una mera operazione commerciale è riuscita a portare a casa il prestigioso riconoscimento.

Il brano infatti è soltanto ed esclusivamente una sublime mossa editoriale: rilasciato poco meno di un mese prima dall’uscita del film nelle sale, il video di “immigratoha fatto il boom su YouTube, stregando gli spettatori mostrando la giornata tipo, ovviamente stereotipata, di un italiano e di un immigrato clandestino, con il finale a sorpresa impreziosito dalla battuta ormai celebre che tutti ricordiamo, esilarante parodia dello slogan che ha fatto fare incetti di voti a Matteo Salvini, da pochissimo tra l’altro tornato sull’argomento.

Già Matteo Salvini, è stato lui il protagonista politico di quel 2019. Altro che Draghi. Altro che Conte, che vedrà la sua massima sovraesposizione soltanto con il suo secondo mandato. Un anno in cui il leader del Carroccio è passato da Ministro dell’interno a capo dell’opposizione con l’ormai storico ma fallito golpe del Papète.

In termini politici, e forse anche storici, si tratta di una vita fa. Con tutto quello che abbiamo passato, crisi pandemica inclusa, il lasso di tempo percepito è certamente superiore a due anni. Proprio in questo fattore gravita la stranezza della vittoria, arrivata in un momento di fortissimo stallo, con la narrazione Nazionale incentrata su Covid e vaccini, totalmente quindi da un’altra parte rispetto a quella di ventiquattro mesi fa.

Cosa ha voluto dire veramente allora il trionfo di Checco Zalone? Probabilmente soltanto la celebrazione di una satira ben fatta, per tutti, ficcante ma non troppo. O forse soltanto l’esigenza, la voglia di leggerezza, ironia e semplicità. Ma resterà un mistero di cui, diciamolo in modo franco, ci dimenticheremo facilmente. Molto facilmente. Perché, di fatto, stiamo parlando di una non canzone. Checco Zalone non è Elio e Le Storie Tese ma più Latte e i suoi derivati, e “Immigrato” è un divertissement, una burla, una pagina di musica finita quasi per caso nell’albo d’oro del David. Ce ne faremo una ragione.

VOTO: 6/10

AGGETTIVO: CARINO

ARTISTA: CHECCO ZALONE

SINGOLO: IMMIGRATO

ANNO: 2019

ETICHETTA: OFFICINE MUSICALI

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