“CIP!” | LA RECENSIONE

Ne è passata di acqua sotto i ponti per Dario Brunori: dai tempi del lavoro nella ditta di famiglia che produce mattoni all’ultimo lavoro in studio, il quinto, c’è stato un Nastro d’Argento per la colonna sonora dell’ultima, fortunatissima commedia di Aldo, Giovanni e Giacomo, innumerevoli produzioni musicali e featuring, una partecipazione al Festival di Sanremo nella serata dei duetti con gli amici The Zen Circus, le firme di svariate serie d’animazione televisive, illustri premi (dal Ciampi al Tenco), tour teatrali, fino ad un programma tv tutto suo, “Brunori Sa”, in cui il cantautore ha sviscerato i temi delle relazioni, della religione, del lavoro, della casa e della salute in cinque puntate in seconda serata su Rai 3. Non si può non tenere conto di questo bagaglio eminente e dei numeri fortunati che costellano la carriera del cantautore calabrese, dalle folle impazienti presenti ai suoi live ai dischi d’oro e di platino conquistati, fino alla Targa Tenco come migliore album in assoluto col suo “Cip!”, fuori il 10 gennaio del 2020 per Island, Universal e Picicca e prodotto dall’esimio Taketo Gohara: ma davvero non potremmo pretendere di più da un osservatore clinico e cinico della realtà quale è Brunori? “Cip!” è senza dubbio un disco magniloquente, in cui dall’alto delle primavere sorpassate da più di quarant’anni, ci si concede, giustamente, di tirare le somme; sui rapporti umani ma anche su quelli più difficili – quelli introspettivi (“Bello appare il mondo”) – fino a quelli più sofferti – quelli di coppia (“Per due che come noi”) – passando per le dinamiche familiari (“Mio fratello Alessandro”) – quasi una simpatica e tragica disamina che assomiglia spesso e volentieri a una sindrome di Stoccolma – giungendo anche alla politica e all’attualità (“Al di là dell’amore”).

Dario lo fa col suo fare scanzonato e quasi da buontempone a cui, fondamentalmente, ci ha abituati da sempre: fra un ghigno e una risata la verità brunoriana viene sempre fuori in maniera diretta e limpida, con pochi fronzoli e ancor meno retorica, adagiata su un pop cantautorale alla vecchia che, lungi sperimentalismi inutili e sterili, spesso infruttuosi, si fa assai apprezzare. È pur vero che la ricerca del cambiamento a tutti i costi può essere anch’essa un’ostinazione, ma dov’è la novità, il romanzo di formazione, in “Cip!”? Rimane sovente immutata la spinta compositiva e creativa dell’album tutto, che appare fermo alla rivoluzione di un’assenza di rivoluzione. Peccato, perché Brunori ha, quasi sicuramente, tutte le carte in regola per un’indagine più accurata su di sé

VOTO: 7/10

AGGETTIVO: IMMUTATO

TRACKLIST:

  1. Il mondo si divide
  2. Capita così
  3. Mio fratello Alessandro
  4. Anche senza di noi
  5. La canzone che hai scritto tu
  6. Al di là dell’amore
  7. Bello appare il mondo
  8. Benedetto sei tu
  9. Per due che come noi
  10. Fuori dal mondo
  11. Quelli che arriveranno

ALBUM: CIP!

ARTISTA: BRUNORI SAS

ETICHETTA: ISLAND, UNIVERSAL, PICICCA

ANNO: 2020

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