GIOVANNA HARDCORE | LA RECENSIONE

Il nostalgismo novantiano si arrichisce del contributo di Myss Keta, che con “Giovanna hardcore” aggiunge un altro tassello al mosaico dell’attuale vintage mainstream.

TESTO

“Pronto? Chi sei? Non ti sento
Pronto? Chi sei? Non ti sento
Non ti sento tesoro, ma non è che provi a mandarmi un vocale?
Perché proprio non ho capito
Chi mi chiama

Sono Giovanna Hardcore
E ci becchiamo al parco
Ho la vista tipo falco
Se tocchi il mio cavallo dal mio arco scocca un dardo
Fuoco a questo palco
Sono Giovanna Hardcore (x2)

E ho detto, HARDCORE
HARDCORE
HARDCORE
La ballo, hey
Al parco
Ballo
La hardcore

Mi guardi sul tuo laptop
Io ti guardo dall’alto
Voglio la prova in campo
Chiedi punta e ti do tacco
Galoppo per il borgo
King Arthur
Ponte levatoio
No, parkour

What the fuck! Fuck!
What the fuck! Fuck!
What the fuck!

Sono Giovanna Hardcore
e ci becchiamo al parco
Ho la vista tipo falco
Se tocchi il mio cavallo dal mio arco scocca un dardo
Fuoco a questo palco
Sono Giovanna Hardcore
Hardcore
Hardcore
La ballo, hey
al parco
Ballo, mh
La hardcore

Il mio è vero amore
La hardcore suona nel mio cuore
Hard-Cuore

(I’m on fire baby!)
(La ballo al parco
ballo la hardcore)

Sono Giovanna Hardcore
e ci becchiamo al parco
Ho la vista tipo falco
Se tocchi il mio cavallo dal mio arco scocca un dardo
Fuoco a questo palco
Sono Giovanna Hardcore

(What the fuck! Fuck!)”

Myss Keta è un’ottima cartina di tornasole di dove si diriga il mainstream. Dopo l’orgia ottantiana ormai giunta al capolinea, i ’90 sembrano un terreno ancora vergine da cui pescare basi e look. Orgia ottantiana di cui lei stessa è stata un protagonista eccellente, con il precedente album “Paprika” che è stato un tassello fondamentale di quel recupero diviso fra filologico e post-ironico dei bei tempi andati, visti come un’orgia continua di lusso, soldi, party e spensieratezza. Ora arriviamo ai ’90, e la scissione fra filologia e ironia non si ricompone, sebbene risulti meno inquietante rispetto a quella emersa per il decennio precedente.Giovanna hardcore” ha una base techno hardcore decisamente vintage, riaggiornata agli attuali standard produttivi. Di rap/trap invece non rimane nulla, se non un vago modo d’intendere la composizione dei versi, e onestamente la cosa non ci dispiace. Specularmente a quanto prodotto di recente da Fedez e Achille Lauro, Miss Keta evita per quanto possibile di inserire il contemporaneo nell’operazione di recupero del passato, una scelta che aumenta l’effetto nostalgismo e ci dice quanto l’attuale crisi pandemica stia riattivando il bisogno di un’arte di pura evasione e richiamo del passato, invece che di analisi e rielaborazione dei traumi in corso. Un singolo che non dice nulla di particolare né lascerà traccia sulla scena, ma godibile come ascolto casuale.

VOTO: 6,5/10

AGGETTIVO: vintage

SINGOLO: GIOVANNA HARDCORE

ARTISTA: MYSS KETA

ANNO: 2020

ETICHETTA: UNIVERSAL MUSIC

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