Oggi, 2 novembre, celebriamo due registi che hanno lasciato il segno nella cultura mondiale: Pier Paolo Pasolini e Luchino Visconti.

Molti i punti in comune che li rendono due dei più grandi intellettuali, ma molti sono anche quelli che li vedono contrapposti: due visioni del mondo, della cultura, del cinema, della società, dell’omosessualità molto differenti. Da una parte l’amore per la purezza popolare, dall’altra la saggezza aristocratica e nobile.

Pier Paolo Pasolini nato a Bologna il 5 marzo del 1922, ha scritto poesie (ad esempio “Le ceneri di Gramsci”), romanzi (tra cui “Ragazzi di vita”), diretto film controversi e anticonformisti (“Accattone”, “Mamma Roma”, “Il Vangelo secondo Matteo”; “Uccellacci e uccellini”, “Il Decameron”, “Salò e le 120 giornate di Sodoma”,…), composto testi per canzoni come “Il soldato di Napoleone” con Sergio Endrigo, “Cosa sono le nuvole  con Domenico Modugno, “Il valzer della toppa” musicata da Piero Umiliani, “I ragazzi giù nel campo” e “C’è forse vita sulla terra?” con Dacia Maraini e Manos Hadjidakis. E’ stato filosofo, giornalista, traduttore, saggista, ha raccontato i cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra agli anni ’70. Amava provocare, sfidare, mostrandosi talvolta urtante e irriverente. Il suo rapporto con la propria omosessualità e con la sessualità in generale era assai tormentato e (pare) gli è costato la vita la notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 quando venne brutalmente ucciso. Il giornalista Nicola Mirenzi sostiene che Pier Paolo Pasolini sia diventato l’intellettuale più citato e meno letto d’Italia e forse non ha tutti i torti, purtroppo!

Luchino Visconti di Modrone, nato a Milano nel 1906 (conte di Lonato Pozzolo), ha segnato la cultura del XX secolo con i suoi film eterni come “Il Gattopado”, “Morte a Venezia”, “Rocco e i suoi fratelli”, “Ludwig”, “La caduta degli dei”, “Gruppo di famiglia in un interno”, “Ossessione”, ma anche come regista teatrale di prosa e per le sue regie di opere liriche (soprattutto di Giuseppe Verdi) al Teatro Alla Scala e alla Royal Opera House di Londra. Cresciuto in ambiente colto e aristocratico ha conosciuto e frequentato personaggi importanti come Arturo Toscanini, Jean Renoir, Coco Chanel, Jean Cocteau, Marlene Dietrich, Elsa Morante, ha vissuto senza troppi problemi le sue relazioni omosessuali con Horst P.Horst, Franco Zeffirelli e Helmut Berger e già nel 1945 scriveva che l’omosessualità non è più un problema!

PLAYLIST | PASOLINI VISCONTI: 2 novembre

Nella playlist PASOLINI VISCONTI: 2 novembre brani tratti dalle incantevoli colonne sonore dei loro film, scritte tra gli altri da Nino Rota ed Ennio Morricone, composizioni jazz, brani folk e di musica d’autore a loro dedicati, come “Lamento per la morte di Pasolini” di Giovanna Marini (che ha musicato anche “Le ceneri di Gramsci“), “L’alba dei tram” di Remo Anzovino e Giuliano Sangiorgi, cantata da Mauro Ermanno Giovanardi, “La recessione” cantata da Alice scritta da Mino Di Martino su testo di Pasolini, “Cristo al mandrione” di Gabriella Ferri, Pasolini” di Ettore Giuradei, l’omonima “Pasolini” di Aldo Romano e poi la Sinfonia n.5 di Mahler di “Morte a Venezia“,

…. e qualche sorpresa! Buon ascolto!

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