Quattordici tracce, un’introduzione, un finale, quattro intermezzi. Un concentrato autentico di stile Baglioniano.

IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA | LA RECENSIONE

Che operazione suggestiva quella creata da Claudio Baglioni. Il cantautore, vicino a compiere il suo settantesimo giro intorno al sole, di cui cinquanta passati lasciandosi travolgere dalla musica, ha rilasciato il 4 dicembre per Sony Music la sua Opera Omnia, intitolata “In questa storia che è la mia“. Ma non siamo di fronte ad una raccolta o a un album celebrativo, ma davanti a un lavoro composto da inediti, il sedicesimo della carriera.

Una fatica discografica corposa, composta da ben quattordici brani più un’introduzione, un finale e quattro intermezzi che se ascoltati di seguito compongono un unico passaggio, come già sperimentato nei due capolavori precedenti “Strada facendo” (1981) e “Io sono qui” (1995). Un lavoro anche complesso e coraggioso perché, a distanza di sette anni dall’ultimo “Sono io-l’uomo della storia accanto” è come se Baglioni avesse voluto inglobare la summa della sua poetica musicale in “soli” settantasette minuti, confezionando un disco a-temporale che, però, pesca le sue radici principalmente dai capitoli più felici degli anni Settanta.

Una vero e proprio concept-album sulle innumerevoli fasi dell’amore, pensato però come un prezioso drappello per interni, sia da un punto di vista psicologico che sociale. Mancano, ed è una scelta mirata, le storie degli altri, la vita esterna, la ricerca di contatto, a favore di una lunga riflessione sui sentimenti magistralmente sviscerata tramite un suono incontaminato da qualsiasi tipo di sorgente elettronica pensato e composto dallo stesso cantautore con Celso Valli e Paolo Gianolio ed eseguito, tra i vari musicisti coinvolti, da mostri sacri come il pianista Danilo Rea, il chitarrista Massimo Varini, il bassista Paolo Costa e il batterista Gavin Harrison. Da segnalare inoltre, per rendere l’idea della maestosità del progetto, la presenza in ogni traccia dell‘Orchestra Italiana del Cinema e della CV Orchestra.

Le canzoni sono come magma vulcanico, lente ma densissime di materia; nessuna sovrasta l’altra ma ognuna infuoca o allenta la tensione a seconda delle circostanze: dalla nostalgica “Gli anni più belli ” alla viscerale “Io non sono qui” passando per le quadrate ma emozionali “Pioggia blu“,”Mal d’amore” e per le sfumature epiche di “Reo confesso“, un concentrato autentico di uno stile, quello Baglioniano, che ha fatto la storia, imperdibile per i fan, affascinante per gli ascoltatori generici. Prezioso.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO:  PREZIOSO

TRACKLIST:

1. Capostoria: Altrove e qui
2. Non so com’è cominciata
3. Gli anni più belli
4. Quello che sarà di noi
5. In un mondo nuovo
6. Al pianoforte ogni giorno
7. Come ti dirò
8. Uno e due
9. Mentre il fiume va
10. E firmo in fede un contratto
11. Pioggia blu
12. Mal d’amore
13. Reo Confesso
14. Adesso è strano pensare
15. Io non sono lì
16. Lei lei lei lei
17. Dodici note
18. Uomo di varie età
19. Finestoria

ARTISTA: CLAUDIO BAGLIONI

ALBUM: IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA

ANNO: 2020

ETICHETTA: SONY MUSIC

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