“Regina Elisabibbi” è stata una tappa fondamentale nel cammino che ha portato pop e trap a fondersi e confondersi. Dolcenera è stata sicuramente una fra le pioniere di questo matrimonio.

REGINA ELISABIBBI | LA RECENSIONE

Dolcenera non ha bisogno di presentazioni. Cantante e polistrumentista di origine leccese, è stata fra le protagoniste del pop mainstream italiano degli ultimi tre lustri. Nel 2018 nasce l’idea di questo ep, tentativo della cantante di sfruttare l’ascesa della trap tricolore a genere mainstream per conquistare il pubblico di giovanissimi, per cui lei risultava una cantante già fin troppo “matura”. L’operazione in Italia all’epoca sembrava un azzardo, dato che trap e pop parevano due mondi distanti ed incompatibili fra loro, ed era quanto meno spericolato per un’artista classe 1977 gettarsi in un’arena in cui i pesi massimi avevano 20 anni meno di lei. Grazie ad un mix unico d’ironia, classe, ottimi arrangiamenti e video tanto semplici quanto efficaci, Dolcenera è riuscita a conquistare con “Regina Elisabibbi” sia il pubblico pop che quello trap, operazione che ha ripetuto con successo anche quest’anno. Vediamo come…

“Caramelle” cover del mitico brano della Dark Polo Gang ci fa già capire cosa ci aspetta. Piano rock ben in evidenza, voce senza autotune a marcare che la cantautrice leccese sa cantare (al contrario del 90% dei trapper), arrangiamenti professionali e tanta (auto)ironia. Un colpo a ciel sereno tanto nell’ambito trap che in quello pop: per il primo è la dimostrazione di come la capacità tecnica della vecchia scuola pop migliori di molto la qualità artistica dei brani portandoli ad un livello superiore, per il secondo è la prova del 9 di come la trap rinnovi il linguaggio musicale/testuale in maniera irreversibile. Tantissima roba

Con la cover di “Sciroppo” di Sfera Ebbasta & Drefgold si sale ancora di livello. La canzone del king nelle mani di Dolcenera diventa una ballata pianistica in cui struggente e perculamento si mischiano in maniera inestricabile. Qui l'(auto)ironia ha un ruolo chiave: l’interpretazione vocale delle barre di Sfera sottolineano sia il dramma che il cringe dovuto all’uso di stereotipi ridicoli, senza separarli nettamente ma facendoli dialogare. Il crescendo vocale e drammatico col piano ripetendo “skkkkkkk” è forse uno dei momenti più alti della trap italiana.

“Cupido” è la cover del famoso brano di Sfera Ebbasta. Per l’occasione Dolcenera si avvale della collaborazione di The Andre, altro celebre perculatore della trap. Il risultato è la trasformazione del brano del king in un mix fra piano bar e cantautorato, che ne sottolinea la feschezza delle barre. Sì, perché “Cupido” di Sfera è una delle migliori canzoni d’amore prodotte dal pop in generale dell’ultimo lustro, avvolta in una forma che (a posteriori) ne ha limitato la carica innovativa. In nuce qui c’era già la svolta della trap in pop romantico di nuova generazione, svolta che a fine 2020 ci sembra naturale, ma 2 anni fa era impensabile.

La cover di “Non cambierò mai” di Capo Plaza permette di fare ulteriori riflessioni. Dolcenera fa qui un lavoro musicale e concettuale straordinario: inizialmente riprende la base di Travis Scott “Oh my dis side” dimostrando chiaramente come il brano di Capo Plaza sia un plagio a tutti gli effetti, passa poi ad inserire delle percussioni nella base di Ava che valorizzano molto di più il brano cantando nel frattempo con l’autotune (facendo così per la prima volta veramente trap), poi torna a piano e voce naturale sul finale. Una decostruzione micidiale del genera trap, fatta con un mix d’ironia e virtuosismo non fini a se stessi, ma a servizio della resa del brano, che è una mina impressionante ancora oggi.

La cover di Young Signorino è una perla di virtuosismo e demenzialità. Pop barocco fatto da Dio, stravolge la canzone del trapper di Cesena pur rimanendo fedele allo spirito dadaista e decostruzionista originale del brano. Scriverne ha poco senso: bisogna ascoltarla per capire l’originalità dell’operazione. Il finale vocale è di un erotismo mozzafiato.

Che altro dire? Un ep che riascoltato a due anni di distanza risulta ancora pieno di spunti non ancora sviluppati. Dolcenera con “Regina Elisabibbi” ha fatto un’ottima operazione di marketing per sfondare fra il pubblico giovanile, che era -nemmeno troppo velatamente- il fine primario di questo divertissment, ma nel farlo ha piantato semi che poi altri hanno sviluppato meglio. L’abbinamento piano più barre romantice nella trap è ormai un must, le collaborazioni fra trapper e cantanti/cantautrici pop pane quotidiano per le radio, l’uso delle percussioni per aumentare il groove dei brani roba stra-abusata dopo di lei (Achille Lauro, Blanco, ecc). Un piccolo gioiello del pop e della trap tricolori, ingiustamente dimenticato nonostante alla sua uscita avesse fatto scalpore. Fatevi un favore e riascoltare questo “Regina Elisabibbi” più volte: ad ogni ascolto rivela qualcosa di nuovo sotto il velo di leggerezza che lo ricopre.

VOTO: 8,5/10

AGGETTIVO: seminale

TRACKLIST

 

  1. Caramelle – 2:34 – originariamente interpretata dalla Dark Polo Gang
  2. Sciroppo – 4:48 – originariamente interpretata da Sfera Ebbasta e DrefGold
  3. Cupido – 2:31 – originariamente interpretata da Sfera Ebbasta
  4. Non cambierò mai – 3:27 – originariamente interpretata da Capo Plaza
  5. Mmh Ha Ha Ha – 1:55 – originariamente interpretata da Young Signorino
  6. Cara Italia – 4:00 – originariamente interpretata da Ghali
  7. Un altro giorno sulla Terra – 4:41

EP: REGINA ELISABIBBI

ARTISTA: DOLCENERA

ANNO: 2018

ETICHETTA: UNIVERSAL

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