Un sound che schiaccia l’occhio al glam rock; un approccio ai testi figlio della lezione di Renato Zero e Francesco De Gregori con una variante onirica di rara raffinatezza. Ecco perché Lucio Corsi è diverso da tutti gli altri

COSA FAREMO DA GRANDI? | LA RECENSIONE

La genuinità di fare esattamente il contrario della massa. Miracolo Lucio Corsi, cantautore che con “Cosa faremo da grandi?”, il suo terzo album in studio pubblicato per Sugar Music esattamente un anno fa, il 17 gennaio 2020, ha catalizzato di prepotenza l’attenzione del pubblico grazie a un’estetica fluida e, soprattutto, a una poetica ricercatissima e originale.

Dimenticatevi i versi fulminanti formato Instagram stories della nuova scuola “Indie”, nella terza fatica discografica il ventisettenne toscano vi poterà all’interno di un mondo incantato, a metà tra il pop surrealismo di Ray Ceaser e il glam di David Bowie, riferimenti internazionali che si imbattono in penne d’eccellenza del nostro Paese come Renato Zero, Angelo Branduardi e Francesco De Gregori.

Grazie alla produzione di Francesco Bianconi, uno che come Dario Brunori crede da tempo in Corsi tanto da avergli affidato l’apertura dei suoi concerti, con il capitolo numero tre il Nostro compie un significativo passo in avanti da un punto di vista squisitamente musicale, abbandonando la dimensione acustica dei lavori precedenti con l’apporto di una compagine orchestrale sofisticata e oculata che avviluppa chi ascolta in una dimensione fantasiosa ma, allo stesso tempo, reale.

La title track inaugurale, che in modo suggestivo si incrocia a un altro gioiellino del nostro tempo, “Due noi” di Fadi (presentata a Sanremo Giovani nel 2020), è un pezzo sospeso in attesa del futuro, sugli obiettivi della vita che verranno centrati o forse no. “Freccia bianca” è invece una riflessione sull’esistenza dentro un treno ad alta velocità, “Trieste“, uno degli episodi più riusciti ed efficaci, parla dell’altra faccia del vento, inteso come spinta propulsiva sullo sfondo di una delle città più affascinanti d’Italia.

Di grande impatto anche “Amico vola via“, passaggio che schiaccia l’occhio alla poetica del già citato De Gregori con un toccante parallelismo tra l’autunno e il vissuto di una determinata persona, altro tassello di un’opera che, come un libro pop-up, si fonda su un’artigianalità fiabesca tutta da scoprire. Ammaliante.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO:  AMMALIANTE

TRACKLIST:

1. Cosa faremo da grandi?
2. Freccia Bianca
3. L’orologio
4. Trieste
5. Onde
6. Senza titolo
7. Amico vola via
8. Bigbuca
9. La ragazza trasparente

ARTISTA: LUCIO CORSI

ALBUM: COSA FAREMO DA GRANDI?

ANNO: 2020

ETICHETTA: SUGAR

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