Il percorso di Arisa non sarà mai lineare, bensì ricco di virate e cambiamenti di programma; “Tu mi perdiciòn” lo conferma e a noi, dopo tanto analizzare, va bene così

TU MI PERDICION| LA RECESIONE

Rosalba Pippa, o meglio l’artista che vive 100 vite musicali in una. Spesso degli artisti lamentiamo proprio il loro essere statici, prevedibili e boriosi. Beh, certamente con lei non ci si può davvero annoiare, visto i molteplici cambi di stile e di genere, anche in un solo anno solare, tanto sorprendenti quanto talvolta spaesanti. A volte lascia l’amaro in bocca, a volte ci fa innamorare. E in questo caso Arisa, con “Tu mi perdiciòn” (brano pubblicato l’8 luglio per Pip Show), ci ha fatto innamorare di nuovo.

Si tratta di una scelta ben congeniata e furba, per due ragioni: in primis perché schiaccia l’occhio comunque al mondo latino e spagnolo, di grande presa durante l’estate dei tormentoni e al momento in auge anche nell’alternative grazie alla lezione di Rosalìa; la seconda è perché, nel suo voler essere contemporanea, la nostra accoglie un pubblico di scala più ampia, confezionando in realtà un passaggio di grande tradizione e per certi versi a-temporale.

Il tentativo è straniante ma interessante: ispirandosi in modo chiaro a “El mal querer” dell’appena citata Rosalìa, Arisa dispiega la sua voce con grande uso della dinamica e con un grande imprinting nostalgico, appoggiandosi sul suono elegante di una chitarra classica che si va poi a unire a una minimale pulsazione elettronica a cassa dritta, arricchendo dunque un episodio convincente e credibile malgrado una scelta, quella di utilizzare la lingua spagnola, rischiosa e a rischio “trash”.

Tu mi perdiciòn” quindi spiazza, in quanto ennesimo giro nella centrifuga di Rosalba Pippa, forse l’unica cantante e interprete italiana a convincere talmente tanto nei suoi esperimenti da mandare in crisi l’ascoltatore, indeciso su quale Arisa preferire, quella elegantissima e impegnata di “Amami“, quella “indie” de “Se vedo te“, quella elettronica e spregiudicata di “Ero romantica” o quella stralunata degli esordi in “Sincerità“. Ma ormai lo abbiamo capito: la strada della nostra non sarà mai lineare, come quella di una bambina nel bosco che prima di arrivare alla meta allunga il suo percorso scoprendo e conoscendo elementi nuovi. E a noi, forse, dopo tanto analizzare, va bene così.

VOTO: 7+

AGGETTIVO: COINVOLGENTE

ARTISTA: ARISA
SINGOLO: TU MI PERDICION
ANNO: 2022
ETICHETTA: PIPSHOW
AUTORI: GIUSEPPE BARBERA, GIUSEPPE D’ALBENZIO, ORNELLA FELICETTI, PACO MARTUCCI, ARISA

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