Dopo il primo giro avvenuto ad ottobre torniamo oggi ad Amici 21 ascoltando i nuovi inediti dei concorrenti, sia quelli rimasti in gara che quelli eliminati. Chi andrà oltre la sufficienza?

La fase pomeridiana della ventunesima edizione di Amici si sta avviando verso la sua conclusione. In questi mesi tanta acqua è passata sotto i ponti, così come tanti concorrenti, tra entrate a sorpresa, sfide a eliminazione, solite manfrine tra i professori e altri colpi di scena.

In questo periodo gli allievi, molti di questi eliminati nel corso del tempo, hanno presentato i loro nuovi inediti, ovvero la vera ciccia, quella che realmente conta al di là delle dinamiche da reality, dalle dispute e dalle polemiche varie. Alcuni di questi ci hanno sorpreso in positivo, altri decisamente in negativo. Perché scrivere canzoni, malgrado i tentativi di molti, è tutt’altro che semplice.

Dopo il primo giro, avvenuto qualche mese fa, andiamo a scoprire nel nostro secondo round i nuovi singoli. Chi avrà raggiunto la sufficienza?

TEAM RUDY ZERBI

LUIGI STRANGIS, MURO: 4

Diciamolo francamente. Ne abbiamo le scatole piene di queste atmosfere 80’s buttate un po’ così, a caso. Questo tipo di sound, ormai abusatissimo, funziona soltanto se accompagnato da una canzone eccellente, melodica, orecchiabile, non scontata. “Blinding lights” di The Weeknd ne è l’esempio più calzante. Ora, non vogliamo certamente paragonare il canadese al povero Luigi, ci mancherebbe; ma in “Muro” (al contrario della godibile “Vivo“) emerge qualcosa di veramente troppo incasinato e grezzo che va affinato in un lasso di tempo molto breve per poter funzionare.

LDA, SAI: 6+

Non ha la stessa potenza impattante de “Quello che fa male“, ma si lascia comunque ascoltare. Se il singolo d’apertura colpiva per un mix strambo tra itpop e neomelodico, qui la seconda caratteristica diventa predominante, soprattutto nell’inciso, simile al mondo di papà Gigi sia nella melodia che nella componente testuale. Visto il talento per trovare la quadra LDA dovrà essere bravo in futuro a controbilanciare le sue due caratteristiche in un modo leggermente meno prevedibile.

NICOL, NOME: 8

L’eliminazione di Nicol è veramente poco comprensibile. Al terzo inedito, “Nome“, arrivato dopo l’inaugurale “Onde” e la più debole “Spotify“, appare tutta l’autenticità e la personalità della musicista, ben racchiusa e riassunta proprio in questo ultimo singolo onestamente bellissimo, intenso e, aspetto da non sottovalutare, credibile, uno dei pochi che non sembra provenire da un talent show ancora in corso. Probabilmente nel suo percorso avrà pagato dazio la sua somiglianza con Madame (evidenziata in precedenza anche da noi coniugandola con quella di Mydrama). Ma era un aspetto che si poteva smussare, lavorare, affinare, migliorare. D’altronde anche Arashi somiglia in modo spaventoso a Mahmood, ma il tempo ha dimostrato tutte le differenze del caso. Un vero peccato mortale, forse l’unico di questa edizione.

REA, CONTROSENSO: 5–

Voce meravigliosa, timbro caldo e duttile. Ma anche stavolta il brano lascia molto a desiderare, probabilmente per uno stile, il pop rock, eccessivamente ancorato ai soliti scontatissimi stilemi. Oltre a un testo oltremodo elementare (che comunque perdoniamo), il tutto si perde proprio in passaggi musicali prevedibili e rivedibili, aspetto che probabilmente ha decretato anche la sua eliminazione dal programma.

VILE, DA RICCHI NOI: 6+

C’è qualcosa di molto interessante in questo ragazzo che, a questo giro, si lancia in un pezzo che nient’altro non è che un ibrido di tutti i pezzi filo trap con cantata in corsivo. Anche se qua di trap c’è poco, se non forse l’attitude un po’ nostalgica. Ma proprio questa sensazione di nostalgia viene un po’ scemata dalla produzione, tutta a cassa dritta, che crea un crash non particolarmente entusiasmante. Un passaggio più lento, forse, avrebbe messo l’accento nel modo più giusto sul senso e sull’emozionalità presente nel testo. Purtroppo la sua corsa ad Amici si è conclusa, sarebbe stato interessante vederlo più avanti.

TEAM LORELLA CUCCARINI

ALEX W, TRA SILENZI (ROMA): 4½

Coerente con la propria cifra stilistica il nostro ci propone nuovamente un pezzo pronto per Sanremo Giovani, a questo giro imbastito da una spolverata dell’ultimo indie italiano nella strofa e l’ariosità del Mengoni prima maniera nel ritornello. Difficilmente potrà colpire i più grandicelli ma, nella sua poca originalità, si lascia in qualche modo ascoltare dai più piccoli.

SISSI, COME COME: 7

La nostra pupilla. Su OA Plus l’amiamo da tempo immemore e siamo contenti di vederla su un palcoscenico così importante (anche se, in fondo, forse non ne aveva così tanto bisogno). Si è presentata con un singolo un po’ diverso rispetto ai suoi standard, più frizzante e giocoso, un pop elettronico con alcune volatine a tutto soul irresistibili. Magnetico e orecchiabile, un vero banger. Ma stiamo parlando di un’artista di un’altra categoria, quindi dobbiamo essere esigenti: deve fare di più. E per di più non intendiamo “Stupidi lovers” (di cui parleremo più avanti).

AISHA, BAD VIBES: 5

Yes Sis! Se c’è soul e R&B per noi sarà sempre e solo un grandissimo sì! Soprattutto se a farlo è una cantante con una voce molto sofisticata, sottile quanto basta e potente nel momento giusto. Nello specifico “Bad vibes” sembra avere il piglio azzeccato anche se, purtroppo, si lascia andare a un inciso veramente troppo simile nelle intenzioni a quello di “Levitating” di Dua Lipa, fattore che influenza non poco il risultato finale.

ALE, DUE MINUTI: 5+

Anche lei fuori dai giochi da un po’ di tempo. Ma “Due minuti” è una di quelle canzoni figlie dell’ultimo trend, quello di tik tok, piattaforma ormai leader tanto amata dai giovani quanto accolta con pregiudizi dai boomer (cioè noi): parole semplicissime, melodia volutamente elementare, concetti stringati e chiari. In questo Ale, con tutti i limiti del caso dettati anche dell’età, poteva rappresentare una validissima alternativa. Meritava certamente più lei che altri, ecco.

TOMMASO CESANA, CATENE: 4

Un’altra quota very teenager friendly, una di quelle che non aveva particolari difetti se non quello di essere davvero troppo uguale ad altri colleghi coetanei che fanno esattamente quello che fa lui. Anche “Catene” si perde infatti in quel buco nero di frasi ripetute in loop da tanti, tantissimi altri artisti. Ma i mezzi per sfondare attraverso altri mezzi (il tik tok citato in precedenza) ci sono tutti.

TEAM ANNA PETTINELLI

ALBE, COSÌ BELLO: 5

Sentimenti contrastanti emergono dopo l’ascolto di “Così bello“, scritto con i caratteri a metà tra minuscolo e maiuscolo come fa Tha Supreme (e come avevano fatto una vita fa i dARI. ve li ricordate? Quel gruppo Emo-pop di “Wale“). Con un funk preso alla lontana (molto alla lontana) il nostro si lancia in una bella strofa per poi perdersi in un imperdonabile ritornello in cui si ricalca stile copia carbone (come diceva Fedez ai tempi di X Factor) la struttura di “Las Vegas” di Tancredi. Manca il guizzo di “Mille voci“. Da rivedere

CRYTICAL, CASA MIA: 4½

È tornato il rap ad Amici. E può essere una buona notizia come pessima. Crytical ci deve convincere, perché con il suo inedito ha fatto capire di saper rappare e di saper scrivere in modo più che decente. Adesso però deve dimostrare di saper essere incisivo, esattamente il contrario di quello che accade in “Casa mia“, dove ci si ricorda più del refrain debolissimo che di altro. Il potenziale comunque c’è. Vediamo.

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Crediti Foto: Cover promozionale “Amici Soundcheck”


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