Alicia Keys sfodera un album modernissimo nelle intenzioni commerciali, fedele alle dinamiche delle playlist di Spotify ma non per questo impersonale o confuso.

Volente o nolente, nella carriera di un’artista arriva un momento in cui bisogna fare i conti con la modernità, dunque anche con quest’era musicalmente fluida, incentrata più sul concetto di nuvola, di cloud, che sulla fisicità. Ed è un gran casino, in cui è difficilissimo divincolarsi: fatta eccezione per esempi illustrissimi (si pensi all’esempio italiano di Samuele Bersani), oggi infatti la tendenza è sempre più quella di rimanere costantemente in evidenza nelle classifiche e nelle playlist delle piattaforme digitali, cavalcando la wave con brani sempre nuovi. Le conseguenze sono però perlopiù negative: i pezzi che vengono rilasciati, spesso e volentieri, non soddisfano le aspettative, e confermano la sempre verde teoria del “più produci, meno garanzia di qualità hai“. Ma esistono le eccezioni. E i compromessi, se ben studiati, possono risultare addirittura vincenti, come quello di Alicia Keys con “Alicia“, il settimo disco in studio pubblicato il 18 settembre 2020 per RCA.

Una nuova fatica discografica – arrivata, come costume della nostra, a quattro anni di distanza da quella precedente (“Here“), inizialmente pianificata per marzo, rinviata quindi a settembre a causa del lockdown – che sembra sviscerare le varie sfumature artistiche della cantante la quale, non a caso, ha scelto di intitolare il disco con il suo nome ornandolo di quindici tracce potenzialmente spalmabili in altrettante quindici diverse playlist: ebbene sì; in “Alicia” c’è tutto ma, incredibile, non ci troviamo davanti all’effetto minestrone.

Il fil rouge che lega i brani è la capacità melodica delle linee vocali che, man mano, si scontrano in sonorità a tratti vicine e a tratti lontanissime, eclettiche, vellutate e raffinate. Non è proprio un album “No gender” – senza genere così o ha definito la cantante- ma un progetto che guarda più alle atmosfere che alle identità musicali in sé.

L’analisi della società in rapporto alla politica è uno dei temi cruciali, affrontato in maniera pulita e significativa, di tutto il lavoro: si palesa fin da subito nella caotica introduzione “Truth Without Love“, litania alla verità che si nasconde sempre di più, brano che precede la prima perla, “Time Machine“, dove le contraddizioni del nostro modo di vivere odierno vengono affrontate con sintetizzatori FX e  bassi pulsanti a tutto funk. E poi c’è la riflessione recente del caso George Floyd, “Perfect way to die“, inno Black Lives matters che commuove pur non sorprendendo particolarmente.

Ma nel mucchio selvaggio dell’universo “Alicia sono le collaborazioni a catturare maggiormente l’attenzione: c’è la sperimentazione di “3 hours drive“, che vanta la partecipazione del britannico Sampha in un blocco sonoro di rara bellezza massiccio e notturno, così come è presente un duetto Nu Soul con la celebre Jill Scott nell’emblematico brano omonimo. Interessante inoltre lo scambio di voci con Khalid in “So done” e il beat confezionato in “Wasted Energy” con Diamond Platnumuz.

I nostalgici delle ballad non rimarranno delusi ascoltando “Show me love” e “You save me“, e gli amanti del R&B nudo e puro saranno certamente rapiti da “MeX7(con Tierra Whack). Generi, ovviamente tutti discendenti dalla musica black, che sembrano in questo caso satelliti della cantante, autrice di un’operazione sfacciatamente commerciale che però non tradisce di un centimetro la sua cifra stilistica, facendo l’occhiolino (forse in modo paraculo) ai suoi tanti punti di vista rappresentati in una cover pigra ma efficace in cui viene immortalata in diverse parti del suo viso rigorosamente natural, trovando effettivamente una collocazione realistica e non banale nell’ascolto.

Ma attenzione. Stiamo parlando di un genio. Di una che è riuscita a costruire con un beat quantomeno elementare un cult dei nostri tempi come “No one“. Non è consigliabile dunque la replica o l’ispirazione di questo album a chi non è in grado di affrontare un discorso similare. Altrimenti il minestrone sarà servito. E ne siamo indigesti. Bellissimo dunque, ma non fatelo voi a casa.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO:  GENIALE

TRACKLIST:

1. Truth Without Love
2. Time Machine
3. Authors Of Forever
4. Wasted Energy (feat. Diamond Platnumz)
5. Underdog
6. 3 Hour Drive (feat Sampha)
7. Me x 7 (feat Tierra Whack)
8. Show Me Love (feat Miguel)
9. So Done (feat Khalid)
10. Gramercy Park
11. Love Looks Better
12. You Save Me (feat Snoh Aalegra)
13. Jill Scott (feat Jill Scott)
14. Perfect Way To Die
15. Good Job

ARTISTA: ALICIA KEYS

ALBUM: ALICIA

ANNO: 2020

ETICHETTA: RCA

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