Scuro, tra i più ispirati e autentici esponenti dell’attuale scena musicale italiana, torna con Non ci credo“. Nel nuovo singolo del cantautore salentino, il secondo di un nuovo progetto discografico in divenire, sonorità incisive e spirito rock si mescolano con elettronica e melodie pop.

Musicalmente, il beat passa da un accento urban e una pulsazione trip-hop a uno sfogo finale più industrial rock. Il testo, attraverso toni dissacratori e sarcastici, ruota intorno al tema principale delle “fake” presenti sia nel mondo dell’informazione sia nelle emozioni quotidiane, intese come stati d’animo miseri e disagevoli che costringono ogni individuo a indossare una maschera. Parte da questo concetto l’idea dell’identità visiva dell’art work della copertina creato da Toto De Lorenzis, nel quale l’artista ha il volto coperto da uno “smile”. Falsa informazione, apparenze, mancanza di autenticità e giustizia: prendere atto di tutto questo ci porta a uno stato di impotenza, tanto che, come rimarcato nel ritornello, “non ci resta che ridere”.

Il singolo è fruibile su tutte le piattaforme digitali, streaming e download, dal 23 aprile 2021. Diffuso da Artist First e prodotto con Adriano “Sure” Sicuro ed Errico “Ruspa” Carcagni, è stato registrato tra Overloud Studio e L’Isola Studio con mix e mastering di Donato Romano e vede Giordano Bello alla batteria e Scuro alla chitarra, al synth e alla voce.

DICHIARAZIONI

In questo brano ho voluto dare spazio non più all’introspezione e alla malinconia ma al vigore della sonorità e allo spirito critico, velato da uno spesso strato di sarcasmo.
Sono maggiori le cose in cui non credo rispetto a quelle in cui credo, ma a queste ultime dò un valore molto alto. L’impegno per la musica e il suo messaggio per me sono di vitale importanza, così come l’amicizia e i rapporti umani.
In questo brano non ho cercato featuring o nomi di grido, ma ho voluto che fosse un amico fraterno a lasciare un segno: Giordano Bello, che ha suonato la batteria. Siamo amici da sempre e condividiamo musica fin dalle prime sale prova e dai banchi di scuola.
Ho messo in discussione chiunque e qualsiasi cosa, iniziando da me stesso.
Ci vorrebbe un po’ di verità in più in quello che mostriamo e dovremmo essere consapevoli del fatto che annaspiamo senza trovare vie d’uscita in cliché che fanno male soprattutto a noi stessi. Io ci faccio ironia su tutto questo, facendo notare che l’osservazione critica non è sempre polemica; la musica e l’arte in genere devono dare degli spunti di riflessione e in un’epoca in cui la banalità, il trash e l’ossessione della visibilità si prendono tutto, l’artista dovrebbe tornare a dare dei messaggi importanti, prendere sul serio gli argomenti e non sé stesso.
In quest’anno di limitazioni e sacrifici ho messo tutta la mia energia nelle canzoni. “Non ci credo” è un brano del quale sono davvero soddisfatto e che utilizza un linguaggio più diretto, dando una svolta alle mie sonorità. Mi piace molto spaziare tra gli stili musicali ed esplorare nuove direzioni dando sfogo a tutto ciò che è il mio background. In questo caso il pop e l’elettronica si arricchiscono di elementi urbani ma anche tribali; ho dato spazio alla chitarra che è il mio strumento e finalmente a quell’anima rock che da tempo tenevo sopita.
Ho lavorato tanto alla creazione di questo brano, tutto è nato da una cellula melodica “ridere, ridere” che si è diffusa come il benessere con cui combattere ciò di cui sei stufo. Ho cercato di far convergere tanti elementi musicali in una canzone che ha uno sviluppo continuo a livello sonoro. Non sono mai stato così soddisfatto di una mia traccia, penso sia una vera “bomba” da ascoltare ad alto volume.
È inutile far finta di niente ed accettare tutto quello che i social ci passano senza fare delle valutazioni;  sono uno spazio in cui ognuno è interprete, autore e recensore di sé stesso per cui quello che vediamo è sempre la stessa immagine, la triste ostentazione del benessere di una delle generazioni più insoddisfatte della storia. Ho voluto dirlo con toni diretti e con un sound più potente rispetto alle mie precedenti produzioni, concludendo che alla fine tutto quello che possiamo fare è riderci su.
Ritengo che sia il mio brano finora più riuscito e ne sono entusiasta; è un brano che calca la mano ma con leggerezza, ti schiaffeggia ma tu sorridi. Trovo che, pur non essendo niente di mai ascoltato, sia qualcosa di nuovo.

VIDEO

BIOGRAFIA

Stefano Scuro è cantante, chitarrista, autore. Leader dei Logo con cui nel 2010 pubblica l’album “Backstage”, finalista di SanremoWeb nel 2009 e vincitore del Jack Daniel’s Tour nel 2008, vittoria che permette al cantautore di esibirsi a Nashville negli USA ed aprire live di Hard-Fi e Mick Jones dei Clash. Cantante e chitarrista di Moods con cui pubblica l’album “Wailing” nel 2015 (primo posto nella I-tunes Electronic Chart), vince il contest degli emergenti al RockinRoma e apre i concerti di Chemical Brothers, Prodigy e Subsonica. Allievo del CET, la scuola Autori di Mogol e con un’esperienza live decennale fatta di migliaia di esibizioni e chilometri in tutta Italia, dà quindi vita al progetto solista Scuro, percorso battezzato con il suo primo lavoro discografico “Scuro EP” pubblicato nel 2019. Il mondo sonoro in cui si muove “Scuro Ep” spazia dal pop-rock dalla vena più bluesy ad un pop moderno con la cassa in 4 quarti, ma sono presenti anche ritmi più urbani e dalle connotazioni new soul o trip-hop. Nel Dicembre del 2020, dopo quasi un anno dal lancio del suo primo lavoro discografico, pubblica il singolo “Da un’altra vita”, seguito, nell’Aprile del 2021, da “Non ci credo”.

TESTO

Che siete innamorati, che siete stati fregati

Che non avete tempo

Io non ci credo

No, io non ci credo

 

Io non ci credo per niente che state tutti bene

che vi importa degli altri, che sapete amarvi,

Non credo che sia sempre tutta colpa dell’alcool

Non credo negli artisti, fanno numeri tristi e non li fanno sul palco

Della musica di oggi resteranno tante belle foto

in uno spazio vuoto

Anche se in fondo cosa vuoi che importi

Siamo ai ferri corti

E non ci resta che ridere, ridere, ridere

 

Non credo in chi scrive la storia ma non la legge

Chi rispetta gli ignobili ma non la legge

Non credo in chi crede soltanto per paura

Anche se del paradiso non c’è ancora traccia

E non si sputa in faccia

Su tutto ciò che è stato bello

su chi non merita nemmeno quello

Concetti nuovi ma metodi vecchi

A pensare sempre male prima o poi ci azzecchi

 

E non ci resta che ridere fino a piangere

Ed aspettare che passi, non pensare a niente

Lasciare fare, restare a guardare

Che cercate di salvarvi ma non ce la fate

E non ci resta che ridere, ridere, ridere

Ridere, ridere, ridere

CREDITI

“NON CI CREDO”, una canzone di Scuro

Prodotta da Scuro con Adriano “Sure” Sicuro ed Errico “Ruspa” Carcagni

Mix e Mastering: Donato Romano (L’Isola Studio – Milano)

Batteria: Giordano Bello

© Scuro 2021

Distribuzione: Artist First

 

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