di Arianna Caracciolo

Senza troppi sforzi, grazie ad un puro talento canoro e un’abilità di scrittura notevole, Mabel McVey, disinvolta narratrice, ha un dono istintivo musicale e melodico che va ben oltre i suoi ventiquattro anni. In effetti, Mabel ha subito impressionato il pubblico e i critici, da quando è uscita sulla scena, nel settembre 2015 con il suo brano “Know Me Better“. La giovane artista aveva pubblicato personalmente il suo singolo su SoundCloud, singolo che non è rimasto un segreto a lungo, mettendo in moto i motori affinché Mabel diventasse un nome fresco su cui puntare, tra una nuova generazione di cantanti r’n’b.

Nei circa tre anni successivi, la crescita di Mabel (musicalmente, emotivamente, visivamente) è stata straordinaria. Il suo materiale formativo l’ha portata alla svolta a sorpresa con “Finders Keepers” nel 2017, che è diventato disco di platino, trascorrendo 5 settimane nella top 10 e ha visto Mabel nominata per il suo primo BRIT Award (Critics’ Choice). È passata così dal suonare spettacoli intimi ed emozionanti, al tour con Harry Styles, con date in tutto il mondo (inclusa la Brixton Academy di Londra) e ha fatto esperienze sempre più surreali lungo il percorso (che include giocare allo stadio di Wembley in una tuta burberry e bandiera arcobaleno).

Il suo album di debutto in studio, “High Expectations”, è stato pubblicato nell’agosto 2019 ed è entrato nella classifica degli album del Regno Unito al numero tre. Ha generato i primi 10 singoli britannici “Don’t Call Me Up” e “Mad Love“. Mabel ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui i Premios 40 Principales per Best International New Artist nel 2019 e il Brit Award per British Female Solo Artist nel 2020.

Nel Regno Unito Mabel ha superato oltre due milioni di vendite singole e oltre mezzo miliardo di stream.  Mabel è emersa come una delle voci più positive e candide del Regno Unito, con canzoni che esplorano frequentemente tutto, dall’identità (sessuale, razziale, personale), alle sfide delle relazioni moderne e alla formazione personale (chi sei e cosa vuoi).

La musica scorre letteralmente nel sangue di Mabel, grazie anche alle sue radici familiari. Figlia del produttore Cameron McVey, meglio conosciuto per il suo lavoro seminale con Massive Attack, Portishead, Sugababes e All Saints, Cameron rimane uno dei produttori più rispettati della scena britannica. La madre di Mabel è Neneh Cherry, la superstar della musica e dello stile intergenerazionale che ha sfidato i generi musicali di allora. Questa continuità e capacità di convergere le culture musicali, è stata tramandata a Mabel dai suoi genitori, prima di intraprende la sua brillante direzione.

Nata sulle montagne di Malaga, in Spagna, l’infanzia di Mabel è trascorsa viaggiando in tutto il mondo con le sue sorelle, tra il tempo trascorso a Notting Hill e Stoccolma, in Svezia, dove ha studiato presso la prestigiosa scuola di musica Rytmus Musikergymnasiet (che conta Robyn e Tove Lo tra suoi ex alunni).

Caratterialmente solitaria, Mabel trovò conforto nella sua musica. “Non avevo molti amici che crescevano con me. Non mi piacevano molto gli altri bambini. Odiavo quando gli adulti non mi lasciavano in pace.”, spiega. È lì che Mabel ha trovato la sicurezza di indulgere ed esplorare le sue capacità di scrittura di canzoni, attingendo a queste esperienze di vita uniche per creare brani che mettevano a nudo la sua personalità attraverso la musica.

Gran parte di tutto questo è stato riunito in occasione del debutto di Mabel, nel mixtape  ‘Ivy To Roses’. Ecco una raccolta coesa e sapientemente realizzata di canzoni che esplorano il controllo nelle relazioni moderne (il power-play di “ComeOver“, l’indipendenza femminile di “Low Key“) e quei momenti in cui lo perdi (la vulnerabilità grezza di “Roses“, o la frustrazione ispirata alla dancehall di “Accattonaggio”). Nella bellissima “Ivy” guidata dal pianoforte rende omaggio a quelle famiglie e amici che prendi con te nel prossimo capitolo della tua vita, così come l’edera reale che Mabel ha visto crescere e prosperare fuori dalla sua camera da letto (non importa quante volte sia stata tagliata).

Mabel da allora ha aggiunto a questo corpo di lavoro una serie di singoli di successo che mostrano un netto aumento della fiducia  in se stessa. ‘FineLine‘, ad esempio, fa da colonna sonora a quei momenti di crocevia in una storia d’amore in erba mentre esorta le donne a prendere il volante. “Si tratta di perdersi in qualcosa senza perdersi completamente, e di come sia eccitante ma anche pericoloso.”

One Shot‘, nel frattempo, è “giocare duro per ottenere e sapere cosa vuoi”. E nel 2019, le ambizioni di Mabel appaiono sconfinate: ‘Don’t Call Me Up‘ è stato co-scritto da Mabel al fianco di Steve Mac (il cui arsenale di successi include ‘Shape Of You’ di Ed Sheeran e Years & Years’ ‘If You’re Over Me’) più Kamille Purcell (Little Mix, Mist, Clean Bandit).

Da “Know Me Better“, a sua volta, “conoscere veramente se stessa”, Mabel è cresciuta fino a diventare uno dei giovani modelli di ruolo più freschi e positivi del pop britannico. Ha parlato e talvolta cantato candidamente combattendo l’ansia (un problema che ha costretto Mabel a lasciare la scuola in giovane età).

Boyfriend” è un altro successo della cantante inglese-svedese Mabel, pubblicata il 26 febbraio 2020. La canzone è inclusa come “bonus track” nell’edizione Digital & Streaming dell’album di debutto in studio di Mabel High Expectations (2019). La canzone è anche il primo singolo del suo prossimo album in studio.

La musica di Mabel è diventata una colonna sonora – per se stessa, ma in particolare per la sua appassionata “fanbase” femminile – su come trasformare queste vulnerabilità in vantaggi. Ed è questa onestà e apertura ad aver permesso a Mabel di fare liberamente quello che fa: muoversi senza sforzo tra i mondi della musica, della moda, della danza e dell’arte, e come se si sentisse a casa collaborando con Stormzy, o al Tate Modern mentre collabora con campagne per Nike, Tommy Hilfiger o Topshop. Avendo collaborato a brani con colleghi come Not3s, Kojo Funds, Jax Jones, Raye e Stefflon Don, Mabel appare ora al centro di quella che sta rapidamente emergendo come una nuova età dell’oro nel pop britannico.

Per Mabel, alla fine tutto risale a quelle prime radici: una bambina dell’età d’oro degli anni ’00 r’n’b, che sfrutta l’energia dei suoi idoli Beyonce circa Destiny’s Child, così come gli stili vocali di leggende musicali come Stevie Wonder e Minnie Ripperton. La bellezza delle sue composizioni e la sua naturale affinità per le narrazioni fantasiose rendono Mabel la candidata perfetta per essere la prossima, grande esportazione pop del Regno Unito. “Odio l’espressione ritrovarsi”- dichiara Mabel – “ma mi sento come se fosse quello che ho fatto. Non posso accontentare tutti, ma posso creare qualcosa che mi renda felice, e questa è la cosa più importante. Questo è solo l’inizio.”

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Foto: youtube

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Mabel McVey

ultimo aggiornamento: 11-12-2020


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