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Musica

Laioung, “Rinascimento”: il buon album di un eterno sottovalutato

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Laioung è tanto amato dalla critica quanto snobbato dal pubblico. Questo album tenta di invertire la tendenza.

Laioung (contrazione di “Lion” e “Young”) è un trapper di origini italo-anglo-sierralionesi nato a Bruxelles e vissuto fra Italia, USA e capitali europee varie. Poliglotta, nomade, fra i primi a portare la Trap in Italia, Giuseppe Bockarie Consoli avrebbe tutte le carte in regola per occupare una posizione di primissimo piano all’interno del Trap Game tricolore, e invece… e invece non si capisce quale infausto allineamento d’astri faccia sì che questo ragazzo sia amato dalla critica, desti l’interesse di linguisti e sociologi (per il suo poliglottismo, l’essere un italiano di seconda generazione, ecc), ma il grande pubblico gli gira cortesemente alla larga. Questo album dovrebbe ribaltare l’incresciosa situazione, ma non ci riesce, e non per limiti musicali.

L’unico singolo estratto sembra fatto a posta per mettere d’accordo tutti. Messo da parte l’autotune, Laioung sfodera un discreto cantato e delle barre intimiste a tema sofferenza pe rla separazione dei genitori. Base che pesca dal pop di qualità senza tentazioni intellettualiste, il singolo ci mostra un ragazzo maturo e a suo agio con temi più complessi dei soliti stereotipi trap. Nell’album c’è anche una seconda versione con 30 secondi in più di base, per dovere di cronaca. Il pubblico passa oltre.

“Territorio” è il brano d’apertura del disco è mette subito in chiaro il valore di Laioung: la base e il flow sono così USA che le barre in italiano sembrano quasi fuori luogo. Il testo rielabora in maniera originale il trito e ritrito tema del flexare.

La seconda traccia conferma l’ottima impressione del brano d’apertura. Base così USA oriented da lasciare straniti, le barre questa volta non sono così originali, ma va bene lo stesso.

L’unico feat dell’album è con Diawel, non proprio un nome capace di attirare folle oceaniche di ascoltatori. Brano molto particolare sul flexare e le radici, ha delle barre che vale la pena di meditare… anche qui la base è un USA standard.

Brano sulla dura vita di strada, “Amigo amigo” ha destato l’interesse della critica per l’identificazione di Laioung con la condizione afro. Lasciando da parte l’interesse sociologico, il brano sfodera un’ottima base e barre abbastanza elementari, risultando godibile e nulla più.

Su tutt’altro livello è “Papà”. Inno più unico che raro nella scena Trap alla figura paterna, offre barre semplici ed efficaci su una base dal mood lento-malinconico. Una piccola perla, peccato non sia uscita come singolo.

In definitiva un buon album che non giunge all’ottimo per qualità delle basi (discreta ma non memorabili), e alcune barre in cui il trapper nato a Bruxelles scade nel trito e ritrito. La mancanza di feat di peso e di un produttore ispirato dietro la console hanno fatto passare inosservato quest’album che avrebbe meritato accoglienza migliore. “Papà” da sola è un motivo per dare un’ascoltata all’album.

VOTO: 7/10

AGGETTIVO: americano

TRACKLIST

 

  1. Territorio – 3:54
  2. 6 KM Per Marte – 4:00
  3. Dentro Un Sogno (feat. Diawel) – 3:34
  4. Ma Com’E’ Bro? – 3:02
  5. Proteggimi – 3:32
  6. Amigo Amigo – 3:14
  7. Papà – 4:25
  8. Terra – 3:24
  9. Carico Scarico – 3:24
  10. 5 € Per Morire – 3:28
  11. Proteggimi (Extended Version) – 4:03

ALBUM: RINASCIMENTO

ARTISTA: LAIOUNG

ANNO: 2019

ETICHETTA: UNIVERSAL

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