Seguici su

Concerti

Al Park Hotel di Bordighera va in scena “Echoes”, il tributo ai Pink Floyd. Appunti di viaggio e intervista a Max Borelli

Pubblicato

il

MAX BORELLI

Prima di rifarsi il look, il mitico teatro di Bordighera ha salutato il pubblico con uno spettacolo ineccepibile realizzato da Max Borelli con la sua super band “Echoes of Pink Floyd tribute live”.

Vi riporto le mie impressioni a caldo, non da critico musicale ma da vero appassionato di rock.

Ecco i miei “appunti di viaggio” e la chiacchierata scambiata con Max.

di Maurizio Ferrandini

APPUNTI DI VIAGGIO

Martedì, 28 dicembre 2021 ore 21

Eccomi in trincea. 

Un suono caldissimo avvolge subito il pubblico che viene inglobato sul palco grazie alle sapienti luci dello storico operatore Claudio Trosso, una vera sicurezza per i live di questo genere. 

La band snocciola uno dietro l’altro i capolavori dei Pink Floyd senza sbagliare una nota, sorretta da un grande impianto audio/luci.
Fin da subito si percepisce l’atmosfera carica di grande passione per la musica sia sul palco che in platea. 

Il miglior repertorio dei Pink Floyd esplode dal palcoscenico e regala agli ascoltatori un’esperienza da ricordare e da raccontare.

Alle voci Pino Jerace e Manuela Barrese Moraglia si esibiscono con una sicurezza straordinaria che lascia allo spettatore la voglia di immergersi in quel sound psichedelico e lasciarsi cullare dal loro canto ipnotico. 

Max Borelli (un vero gigante, alla chitarra…) un musicista completo e preparato che non lascia niente al caso, si esibisce in magistrali assoli con la sua mitica Stratocaster e passa con disinvoltura dalla slide e all’acustica concedendosi anche il piacere di esibirsi con la voce.

Grandissimi il batterista Andrea Colonna e il bassista Daniele Crivello, veri motori di questa macchina perfetta che si fonde con le tastiere di Antonello Crivellaro e Federico Pascolo rombando incessantemente per tutta la serata. 

Al sax e chitarra Sandro Molinaro, esperto e acculturato musicista è la vera ciliegina sulla torta . Una super band composta da grandi professionisti che non fanno rimpiangere gli originali.

Dal pubblico qualcuno mormora che in sala ci fossero anche David Gilmour e Roger Waters, mimetizzati dalla mascherina, confusi tra la gente, finalmente insieme e senza tensioni, per ascoltare rilassati i capolavori che hanno donato a tutti gli amanti della miglior musica mai esistita. 

Echoes è il tentativo di descrivere il potenziale che gli esseri umani hanno di riconoscere l’umanità presente nel prossimo e rispondere a questa con empatia piuttosto che disinteresse, un inno edificante alla ricerca dell’empatia universale .

LEGGI Dai Maneskin agli Afterhours, il rock italiano in una playlist

INTERVISTA

Due parole con Max 

Ciao Max, grande impresa quella di riprodurre i più grandi capolavori dei Pink Floyd, quale percorso musicale ti ha portato a realizzare un progetto simile?

Ho cominciato a suonare folgorato da un disco avuto in eredità da mio fratello, era Dark side of the moon! Fra i vari LP c’era veramente il meglio della musica di quel periodo…da Rory Gallagher a Welcome di Santana e poi Hendrix, Led Zeppelin, David Silvian ecc. Davvero un bel punto di partenza… ci chiamavano Anderson Council (nomi dei bluesman da cui i Pink Floyd presero i cognomi)… il tastierista di allora era un genio del computer, un’avanguardia negli anni ’80 portato dal vivo…Marioluca Bariona… adesso è un gran fotografo e spesso viene ad ascoltarci e a fare 2 scatti.Da allora ho avuto attività di session in vari studi e diversi gruppi cover fino all’incontro con Giancarlo Golzi un artista maestoso. Da lì Museo Rosenbach e Mattia bazar… esperienze memorabili.

Come vedi il rock nei nostri anni?

Ad oggi il rock rimane grande fonte di ispirazione per molti ma non regge il confronto con la propria epoca d’oro… l’ascolto dei giovani è molto diverso dal nostro e le loro emozioni sono legate ad altro…non credo sia necessariamente un male, ma la scuola non educa al buon ascolto purtroppo…l’ora di musica vale zero…vedo artisti moderni rivalutare la stampa in vinile e questo fa ben sperare…l’audio dei telefoni è pessimo! 

C’è speranza di tornare ad una musica veramente suonata?

Non so, lo spero, ma molto dipende dalla proposta…vedo giovani molto bravi con gli strumenti, il livello è alto…una volta il musicista era un “figo” adesso è un po’ “sfigato”.


Cosa apprezzi della musica di oggi?

Cerco di superare il disgusto verso il rap… avendo un figlio 16enne cerco comunque di capire cosa muove in loro…Travis Scott, Kanie West ecc…sto studiando…

Progetti futuri?
Per il futuro, dopo aver dedicato musica a tutti e non facendolo più di professione, Echoes of Pink Floyd rimane un progetto molto gratificante, abbiamo parecchio repertorio a disposizione per lavorare ancora molto…

Clicca qui per mettere “Mi piace” a HIT NON HIT – Blog & Press

Clicca qui per seguire UGO STOMEO su TWITTER

Clicca qui per seguire UGO STOMEO su INSTAGRAM

Clicca qui per seguire OA PLUS su INSTAGRAM

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al GRUPPO OA PLUS

Clicca qui per scoprire i vincitori dell’OA PLUS MUSIC AWARDS 2021