Fare rap/trap in napoletano non è semplice, data l’agguerrita concorrenza. Soprattutto se sei giovanissimo e ormai a Napoli non ci stai da anni. Eppure Geolier sorprende tutti, e ci regala un album che vale la pena di ascoltare

Nelle ricorrenti (e ridondanti) classifiche dei migliori album 2019 fatte dalle pagine Trap, “Emanuele” sta sempre tra il quarto e il quinto posto. Il dato è ancora più strano contando che Geolier fa sì sfraceli di ascolti su Youtube e Spotify, ma canta sempre e rigorosamente in napoletano, un dialetto non proprio comprensibile a tutti. Classe 2000, nato a Secondigliano ma da 4 anni non più residente a Napoli, Geolier è l’erede naturale di Luchè, un erede per certi versi superiore al maestro in termini di qualità dei beat e capacità di aggiornare il linguaggio per centrarlo sui problemi dell’oggi. Andiamo dunque a capire perchè “Emanuele” ha raccolto tanto interesse presso la stampa specializzata e il pubblico…

Partiamo dal singolo che l’ha portato allo sfondone. “Narcos” è in realtà una canzone che non rende interamente la cifra dell’album, ma ne rappresenta la parte commercialmente più vendibile: Mafia Rap dalla base assai interessante (misto fra drill, echi latini e distorsioni pop), adeguatamente accarezzata dal flow di Geolier, calmo e distaccato, come se il calore del napoletano dovesse essere contenuto ed incanalato per non debordare. Non eccezionale, eppure ha fatto il botto.

Il feat con Luchè ricalca il primo singolo ma l’effetto non è altrettanto potente: la base è una drill canonica, il testo indulge nel soliti stereotipi Trap già detti e ridetti. Luchè qui è di pura testimonianza: non toglie né aggiunge nulla ad un brano senza infamia e senza lode.

Il feat con Emis Killa è diventato un piccolo tormentone su Youtube. Base trap canonica con evidenti venature pop latine, il testo si adagia su un napoletano con inserti spagnoli che rimastica il detto e ridetto, ma lo fa assai bene.

Ma i singoli non rendono cos’è l’album nella sua completezza. Ad esempio “Senz e Me” è un’ottima canzone d’amore che non scade nella ballad, preferendo assestarsi su una base a metà fra il Cloud Rap e la Trap alla Sfera. Piccolo gioiello incastonato subito dopo l'”Intro” che si muove sulle stesse frequenze.

Si cambia ancora di scenario con “Vogl sul a te”. Brano dalla base vecchio rap zona Articolo 31, il testo è più disteso e abbandona per un attimo le pose gangsta.

Che dire? Un bell’album, con cui Geolier si candida a raccogliere il testimone di Luchè ed Enzo Dong, entrambi ormai da troppo impegnati nell’autocitazione fine a se stessa. Le basi sono varie e di ottimo livello, i testi passano senza troppi problemi dal rimestamento degli stereotipi Trap all’intimismo, dimostrando la versalità del nostro. L’unico vero limite a questo punto è il rappato in napoletano stretto, che a un non campano può risultare affascinante per un paio di tracce, ma poi inevitabilmente stanca. In qualunque caso, un album che vale la pena ascoltare

VOTO: 7/10

AGGETTIVO: CONTROLLATO

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Senz e me
  3. Chicano
  4. Na Catena
  5. Provino
  6. Dreams
  7. Vogl sul a te
  8. Narcos
  9. Yacht feat. Luchè
  10. Mucho Dinero
  11. Mala
  12. Como Te feat. Emis Killa
  13. Mamacita feat. Lele Blade
  14. New York
  15. Amo ma chi t sap feat. Guè Pequeno & MV Killa
  16. Emanuele

ALBUM: EMANUELE

ARTISTA: GEOLIER

ANNO: 2019

ETICHETTA: UNIVERSAL

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