E’ iniziato l’Eurovision Song Contest nella splendida cornice di Torino e già ieri sono uscite le prime dieci nazioni semifinaliste che si contenderanno la vittoria finale. A gareggiare per l’Italia ci sono Mahmood e Blanco con la loro “Brividi”, canzone che qualche mese fa è stata trionfatrice del Festival di Sanremo, tra le migliori in assoluto, ma che, secondo i pronostici, non riuscirà nell’intento (mai successo ndr.) di bissare il successo dello scorso anno dei Maneskin.

All’interno della serata, presentata con leggerezza e simpatia dal trio formato da Ale Cattelan, Mika e Laura Pausini, e dagli strambi interventi di Cristiano Malgioglio, che è risultato essere il vero mattatore della manifestazione, l’esibizione fuori concorso di Diodato ha lasciato il pubblico in un misto tra emozione e incredulità che in coro ha intonato “Fai Rumore” assieme all’artista salentino.

Il silenzio dell’Arena contrapposto al coro del pubblico, il vuoto della scenografia dell’Arena contrapposto all’amalgamarsi di corpi: un cerchio che si chiude. Lo meritava Diodato e lo meritavamo noi. Una canzone, la sua, che ci ha riportati a due anni fa, quando, in piena pandemia, Diodato cantò per l’ultima volta all’Arena di Verona, nel silenzio più totale data l’assenza di pubblico. Un silenzio, che, parafrasando il titolo stesso, ha fatto tanto rumore. Un vero colpo al cuore.

Due anni e “Fai Rumore” suscita ancora i “Brividi”. Resterà per sempre la colonna sonora del lockdown. Per questo mantiene una potenza unica a livello emotivo. Amadeus ha fatto davvero centro.

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Crediti Foto: cinguettarai/Instagram


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