L’intimità vince sulla locura? Sembra proprio di sì. Andiamo a scoprire le pagelle dell’Eurovison Song Contest 2022 inerenti alla prima semifinale.

L’attesa finita; è tempo di pagelle allEurovision Song Contest 2022. Ieri, martedì 10 maggio, è andata in scena la prima semifinale del contest musicale più seguito al mondo, quest’anno allestito come sappiamo al Pala Olimpico di Torino.

Un esordio di alto livello, non solo per i brani in gara, ma anche per gli ospiti. A impreziosire la serata, ben condotta da Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika, ci hanno infatti ben pensato Benny Benassi e Dardust, bravissimi a proporre un set tutto italiano e di qualtà (con una selecta oscillante tra “Trauma” di Claudio Simonetti a “Blue” degli Eifel 65) oltre che una live performance di Diodato (“Fai rumore”) semplicemente spaziale e commovente.

Ma come sono state le prime diciassette canzoni? Come sempre, altalenanti, con l’intimità vincente sui passaggi più pazzerielli e trash. Ecco le pagelle dell’Eurovision Song Contest 2022 inerenti alla prima semifinale.

EUROVISION SONG CONTEST 2022: LE PAGELLE DELLA PRIMA SERATA

Albania Ronela Hajati, Sekret 7

Performance meramente muscolare ma davvero notevole che copre anche tutti i difetti del caso. Una presenza scenica dominante in un brano ben pensato ma che ha necessariamente bisogno anche della componente visiva per convincere al 100%

Lettonia Citi Zēni, Eat Your Salad 5

Quota Bruno Mars, diciamo. Divertimento tanto genuino quanto evanescente, una ventata di allegria e poco, se non pochissimo, altro.

Lituania Monika Liu, Sentimentai 5+

Prestazione senza orpelli per questa ragazza dal caschetto nero fittissimo, elegante e sobria con un paio di buone intenzioni, su tutte le svisate finali e qualche vocalizzo. 70’s vibes.

Svizzera Marius Bear, Boys Do Cry 4

La più classica delle ballad, supportate da una vocalità portentosa, bellissima ma maledettamente sprecata in un episodio di totale sciatteria. Se pensiamo a quanto fatto dal Paese elvetico negli anni precedenti (2021 in primis) si tratta di un ritorno alla preistoria.

Slovenia LPS, Disko 3

Funk e fiati al servizio di una melodia debolissima e flat come la presenza scenica. Un paio di soluzioni jazz ben pensate non salvano la baracca. Per niente.

Ucraina Kalush Orchestra, Stefania 7

Combo vincente, con un cocktail di generi ben pensato tra hip-hop, urban e tanta tradizione sia nella prod che soprattutto nell’inciso, inaugurato da un bridge ipnotico e lirico. Un brano che segue l’intuizione dei GO-A (la loro techno-trance folk era più impattante), rendendola ancora più aperta ed accessibile al pubblico. Zona alta prenotata.

Bulgaria Intelligent Music Project, Intention 3

Passaggio rock dozzinale, con tutti gli stilemi del caso. Non graffia, non incide, non stressa (scusate ma era lì, servita su un piatto d’argento). Si dimentica facilmente, anzi l’abbiamo già dimenticata.

Olanda S10, De Diepte 8

Pezzo minimalista in senso buono, soffice, delicato e avvolgente. La timbrica meravigliosa della nostra (la più editoriale tra tutte) colpisce in più sezioni, affidandosi a un ritornello essenziale (un solo “uh uh, ah ah“) che malgrado la difficile recezione dettata dalla lingua olandese riesce a trasmetterti comunque qualcosa. Qualità.

Moldavia Zdob şi Zdub & Advahov Brothers, Trenulețul 5-

Pop Topoi avrebbe detto “locura”. Rap, fisarmonica, chitarra elettrica, banjo e uno strano ibrido tra i Cartoon (ve li ricordate? Quelli di “Witch doctor“) e qualsiasi brano balcanico. Solo follia e il resto scompare.

Portogallo MARO, Saudade, Saudade 8-

Altra voce splendida e caldissima, accompagnata da un coro perfetto, posto a cerchio, e in focus. Tante le influenze musicali che vanno dalla ritmica africana alle sfumature portoghesi e mediterranee. Funziona tutto. Un difetto? Non esplode mai. E in un contesto come questo potrebbe essere un problema.

Croazia Mia Dimšić, Guilty Pleasure 2

Il tradimento ai tempi di tik-tok. Appare evidente il tentativo di entrare a tutti i costi nei “per te” della celebre piattaforma dove si scrolla. Al momento ci teniamo volentieri i meme su Cassano, le esperienze dei ragazzi exchange student negli Stati Uniti, le interviste virali Mahmood e Blanco e tutti gli infiniti life-hacks.

Danimarca REDDI, The Show 4

Brano ideato, composto e inciso proprio per l’occasione da una band nata proprio per l’occasione. Non è mai una buona idea. Inizia intimo con piano e voce, poi si accende su sfumature rock. Nuovo come fare “Somewhere over the rainbow” all’ukulele. Next.

Austria LUM!X feat. Pia Maria, Halo 6-

Passaggio dance, prodotto bene ma che presenta il più classico dei ritornelli “stile eurovision”. Potrebbe funzionare ma, visto il peso del noto producer, si tratta di un’occasione a tutti gli effetti persa.

Islanda Systur, Með Hækkandi Sól

Ti portano effettivamente in un’altra dimensione con un brano molto raccolto e impreziosito da un inciso e da uno special molto bello; riecheggiano effettivamente gli Abba e si lasciano perdonare anche quando la noia prende leggermente il sopravvento. Da Festival hipsterino.

Grecia Amanda Georgiadi Tenfjord, Die Together 6+

Tutta la prima sezione è a cappella, con la voce che cresce durante la strofa su un effetto quasi vocoder per poi enunciare il primo inciso; poi entra una sorgente elettronica minimale che esplode nel secondo ritornello. Non esalta particolarmente. Sta nel mezzo ma è costruita molto bene. Ricorda in alcuni punti la nostra Ginevra. Bene anche se con stile fighetto.

Norvegia Subwoolfer – Give That Wolf A Banana 4

Quota Liberato ma più stravaganti. Regge soltanto la parte ballerina (onestamente pazzesca) e un ritornello che per quanto sfarzoso non decolla come dovrebbe. Bella l’idea della coda tronca con voce e chitarra.

Armenia Rosa Linn, Snap 5–

Ritmica, chitarra e una bella voce spalmata in un’altra canzone intima a tinte eurovisive. La sua è la mossa scenografica più particolare e riuscita del lotto. Ma Il pezzo vale tutta questa architettura?

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Crediti Foto: Corinne Cumming, EBU (Eurovision Song Contest)


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