Il cantante, in gara al Festival di Sanremo 2021, ha presentato alla stampa il suo settimo disco in studio, dove emerge un racconto più immediato della quotidianità e un (quasi) inedito piglio ironico e divertente.

È un Ghemon raggiante quello apparso questa mattina in occasione della presentazione stampa de “E vissero feriti e contenti“, il settimo disco in studio in uscita il prossimo 19 marzo per Carosello/Artist First, dove sarà contenuto ovviamente anche “Momento perfetto“, brano in gara alla Settantunesima edizione del Festival di Sanremo, al via il prossimo 2 marzo.

Un album corale, concepito paradossalmente nell’anno delle grandi distanze e della solitudine, arrivato a pochissimo tempo dalla precedente fatica discografica “Scritto nelle stelle“, venuta alla luce appena dieci mesi fa; esigenza dettata proprio dal momento di stallo legato dall’emergenza sanitaria: “È stato una anno intenso da un sacco di punti di vista – Ha spiegato Ghemon – l’ho vissuto a ondate anche io: c’è stato un primo momento in cui dovevo capire cosa stava succedendo e mi sentivo, come diversi colleghi, molto bloccato. Poi ci sono state delle altre fasi, quelle di reazione, aggiustamento e anche di voglia di vivere. Volevo fare ancora musica, è arrivato quindi un altro disco fatto per voglia, per desiderio, sentivo di avere ancora le pile cariche. E lo abbiamo registrato in tempi record. Una cosa strana che probabilmente non sarebbe mai capitata in tempi normali, anche solo per impegni come i concerti. Questo più come uomo che come artista è la soddisfazione più grande: avere creato un team di persone entusiaste, non per i soldi ma per mandare un messaggio, come dice Batman”.

Le azioni quotidiane sono al centro del nuovo progetto, dove emerge anche un’attitudine più ironica decisamente celata nelle produzioni discografiche precedenti: “Con il tempo ho cercato di mettere l’occhio anche sulle sensazioni quotidiane: nella prima parte della carriera mi sentivo un poeta un po’ annoiato chiuso in biblioteca, oggi guardo quello che ho vicino, e penso a come posso dare ritmo, melodia e poesia alla quotidianità. Mi diverte molto questo approccio più immediato in questa fase della mia carriera. Mi esalta fare emergere una parte di me stesso che fino ad adesso non sono riuscito a dimostrare, come il mio lato più divertente“.

Un album che inoltre allarga sensibilmente il confine tra i generi musicali: al suo interno infatti c’è tanto soul, rap ma anche sonorità soulful house (“La tigre“) e reggae (“Difficile”): “C’è sempre una latenza tra Gianluca e Ghemon. Come l’house e la techno il reggae li ho sempre masticati come ascoltatore ma per buttarmici dovevo sentirli sottopelle: quando compravo i dischi rap a quindici anni leggevo sempre i credit, i sample, da lì volevo sentire altri dischi, questo curiosità mi ha permesso di conoscere un sacco di musica bella. Per questo motivo i miei artisti italiani preferiti sono Pino Daniele e gli Elio E Le Storie Tese, loro spaziavano tra vari generi seguendo comunque la propria cifra“.

E il Festival di Sanremo? Non era nei piani, “Altrimenti – scherza l’artista – mi sarei presentato nel 2025. Momento perfetto è nata in maniera totalmente spontanea: la prima cosa che è venuta fuori è stata il ritornello, di cui ho ancora le note vocali“. Il brano è impreziosito da un arrangiamento dei fiati curato da Philip Lassiter, monumento vivente che ha collaborato in passato anche con Prince.

Nella serata dei duetti il cantante proporrà un medley con i Neri Per Caso: “Li ho scelti perché li ho sempre trovati eccezionali, mi hanno sempre messo un sacco di buon umore, sentirli cantare fa sorridere il cuore, mi lasciano sempre la sensazione che vorrei emergesse ad esempio con la canzone che presento quest’anno all’Ariston. Il pensiero del Festival, come dicevo, neanche mi sfiorava tra maggio e giugno scorso; in quei mesi però ho riascoltato tutta la loro discografia e ho pensato: se vado a Sanremo, e se c’è la serata dei duetti, voglio esibirmi con loro”.

Secondo Festival ed ennesimo nuovo look per il nuovo capitolo musicale del cantante di Avellino, ben riassunto nella cover del disco, dove figura con un gatto sulla spalla: “Affronto gli anni della mia vita come se stessi facendo dei film, soltanto che non mi pagano come un attore: il gatto l’ho messo perché mi piacciono gli elementi surreali, rappresenta un sacco di cose: qui è in una posizione rampante, pronto a scattare, esattamente come mi sento in questo momento”.

Foto: Martina Amoruso

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