La Notte della Taranta 2022 torna ai numeri della pre-pandemia. Ma con l’edizione di quest’anno è probabilmente cominciata anche una fase di transizione che sposterà la serata dalla semplice piazza al maxi evento mediatico dell’estate

Un’attenzione mediatica che, anno dopo anno, acquisisce sempre più significato. L’amore per la musica popolare, la vicinanza con il pop, la voglia di ballare, l’importanza delle proprie radici. La Notte della Taranta 2022 ha scritto una pagina di storia indelebile del nostro Paese, dimostrando con i fatti che nelle arti, dunque anche nel mondo e nella socialità, non possono e non devono esistere distanze.

Quanto successo lo scorso 27 agosto a Melpignano ha qualcosa di commovente, e non perché si sono riversati in Piazza oltre 200.00 anime, ripristinando dunque i numeri pre-pandemici, ma perché grazie la presenza attiva dei principali esponenti del nostro panorama musicale ha puntato in modo credibile i riflettori su un genere, la pizzica, talmente carnale e talmente viscerale da non poter essere chiusa solo in un determinato circuito. Un miracolo merito anche del Maestro Concertatore Dardust, davvero bravissimo e soprattutto acuto a rispettare la tradizione da una parte scardinando gli orizzonti con innovazione e originalità dall’altra, e di un parterre di personalità da capogiro che si sono susseguite sul palco pugliese, mandando in visibilio i presenti e il pubblico a casa.

Stromae, l’ospite internazionale, ha catalizzato l’attenzione con suo pop conturbante; Elodie ha cosparso sensualità interpretando tra l’altro anche un pezzo di repertorio, la “Pizzica di San Vito“; Marco Mengoni ha dato invece vita al momento più struggente di tutta la serata con un’esecuzione pazzesca di “Klama“. A completare il quadro la poesia di Samuele Bersani, la complessità magnetica degli Studio Murena e il rap crudo di Massimo Pericolo.

 

Ma oltre alla modernità, alla tradizione e all’amore per la musica, nella Notte Della Taranta 2022 si è verificato qualcosa di ancora più importante, qualcosa che ha a che fare con una fase di passaggio, forse un rito. Sembra infatti che l’evento si stia trasformando da maxi serata in primis a livello locale a vero e proprio evento Nazionale. Di questo passo infatti, la rassegna può ambire a mutare nella grande Kermesse estiva italiana che mancava, lontana dai codici che conosciamo (ovvero alle varie copie del Festivalbar) e incentrata su un folklore sedimentato che tutti, e sottolineiamo tutti, dovrebbero conoscere. Aspettando un 2023 con i fiocchi.

LEGGI Tormentoni Italiani dell’Estate 2022, Diario e Playlist in aggiornamento

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