Contro Vittorio Sgarbi e Serena Autieri si mobilita il web e Fabrizio Marrazzo, portavoce della comunità gay, esprimendo solidarietà a Michele Bravi, oggetto di scherno durante la trasmissione di Rai 1 “Dedicato”.

Dopo l’attacco gratuito del giornalista Davide Maggio a Emma Marrone per aver messo in mostra le sue “gambe importanti” nel look extralusso firmato Gucci al Festival di Sanremo 2022, arriva una nuova “perla”. E questa volta è ancor più grave perché lo scivolone va in onda su Rai 1 durante la trasmissione del sabato pomeriggio “Dedicato”.

Vittorio Sgarbi, ospite di Serena Autieri per parlare di Sanremo, argomento che continua ad incrementare gli ascolti tv nonostante si tratti di un evento oramai passato, ha detto: “C’era quell’altro che cantava una canzone di Battisti, che si chiama Bravi, tutto femmina. E cantava rivolgendosi a una donna come se fosse un maschio. La canzone è fatta da Battisti per una donna e lui era un uomo e la declinava al maschile.”

Non sorprende tanto l’affermazione volgare e omofoba di Sgarbi nei confronti di Michele Bravi, ma l’incapacità della conduttrice Serena Autieri di gestire il prevedibile momento di tv spazzatura dell’incontenibile parlamentare e critico d’arte che qualche giorno fa era impegnato a fare da centralinista a Silvio Berlusconi nella corsa al Quirinale.

La conduttrice napoletana, sicuramente più brillante come attrice, a sorpresa ha reagito di pancia, ridendo di gusto e intervenendo in maniera stupida. Per Serena Autieri, che a differenza di Michele Bravi non è riuscita mai ad affermarsi come cantante, si è trattato di un deludente autogol sia sul piano professionale sia su quello intellettivo.

La donna, che sui diritti gay non si è ancora espressa a differenza della sua amica Michelle Hunziker e del suo mito Raffaella Carrà, ha replicato così: “L’ha diretto il maestro Campagnoli, non si può dire”, per poi aggiungere “Adesso i cantanti hanno questo modo di vestirsi in modo stravagante”.

Tralasciando il fatto che non bisogna per forza essere Lilli Gruber per usare un italiano corretto anche quando si parla, è strano che la signora Autieri non abbia capito che Michele Bravi sul palco non ha portato un semplice abito ma la rappresentazione artistica del suo essere. Un essere orgogliosamente gay o diversamente fragile – come si autodefinisce lo stesso Bravi nella canzone “Maneggiami con cura” – che ci ha regalato il brivido di quel divismo al femminile che ha fatto la storia del Festival di Sanremo e che ha saputo replicare all’infelice momento televisivo con l’eleganza e l’intelligenza che evidentemente non contraddistinguono anche lei.

Dopo le numerose segnalazioni del video divenuto in poche ore virale, il cantante dell’”Inverno dei fiori”, che all’ultimo Festival di Sanremo ha svestito una canzone famosa come “Io vorrei… non vorrei… ma sei vuoi” per rivestirla con la sua affascinante cifra intimistica, ha pubblicato sui suoi canali social il seguente post:

“Non amo dare spazio o voce a persone che ignorano la bellezza della libertà d’espressione individuale, né tantomeno demonizzare una risata imbarazzata dovuta all’imprevisto di una diretta (la puntata di “Dedicato” era in realtà registrata, ndr).

Non farò nomi e non vi invito ad andare a scavare. Colgo però lo spunto – aggiunge l’artista – visto che da ieri mi state mandando un video di una trasmissione dove si accusa la mia eccessiva femminilità, per dire che sono orgoglioso di dare voce ad un approccio non giudicante dell’individualità. Non smetterò mai di dire con la mia musica ‘siate completamente voi stessi’”.

Quindi la conclusione: “Questa non è una lotta che riguarda la comunità LGBTQI+ ma ha a che fare con la possibilità di tutti di raccontare al mondo i propri colori. È un segno di civiltà rispettare e accettare opinioni diverse dalla propria ma è un peccato lasciare che i giudizi medievali limitino la vostra creatività. Siate creativi sempre”.

 

Un modo di essere quello del cantante di Città di Castello che ancora oggi scatena un nervosismo e un’ilarità che possono ferire. Ovviamente a Sgarbi e a quelli come lui non è andato giù nemmeno il trionfo dell’amore gay cantato e portato in scena da Mahmood e Blanco in “Brividi”. In linea con quanto espresso su Bravi, sempre nella stessa puntata, riferendosi ai due vincitori ha detto: “Quello che ha vinto, che mi pare sia eterosessuale, era vestito di pizzo, forse perché voleva dialogare con Saviano. (…) Questi due che cercano di baciarsi vanamente. Non capisco perché due che vanno a cantare devono stringersi, toccarsi, canta e basta”.

E al centro dei pensieri del critico d’arte non poteva mancare nemmeno l’unicità di Drusilla Foer: “È il vero Achille Lauro. Incredibile che a Sanremo l’unica donna fosse un uomo. È un personaggio riuscito, è una versione più elegante e meno sciatta dal punto di vista dell’immagine di Platinette”.  

LEGGI Michele Bravi, la canzone sull’amore gay e la lettera contro l’omofobia

COMMENTI SU TWITTER

In difesa della comunità LGBT, spesso maltrattata anche in TV, è accorso subito il popolo del web. Tanti i tweet postati contro la trasmissione televisiva e soprattutto contro la sua conduttrice Serena Autieri e la sua arida risata. Ecco di seguito alcuni.

@c_galati scrive: in studio in silenzio, anzi a ridere dello squallore di Vittorio Sgarbi, hai perso una occasione per esser persona prima che figura televisiva. complimenti!

@fabio684: È l’intera trasmissione ad essere “medievale”, brutto spettacolo davvero.

@prazio: Ma perché dobbiamo sorbirci in TV le cazzate omofobe di Sgarbi dico io, e Serena Autieri che ci ride su come aggravante.

@Usaunaltronome: Serena Autieri deve aver imparato a ridere ad cazzum dalla sua amica Michelle Stunzicher.

@FabioRE79: Serena Autieri non mi piaceva e tantomeno piace ora.

@thatsamoreh: Serena Autieri non mi è mai stata simpatica e ora capisco perché.

@MarinaVanDerWoo: Ma Serena Autieri perchè non torna a recitare e basta…è brava come attrice ma il lavoro di conduttrice non è cosa sua!!

@iamiikaz: Sconvolta dalla risata di Serena Autieri, non me l’aspettavo minimamente.

@n_fausta: Tutti i difetti può avere Barbara D’Urso ma se avessero detto nel suo studio che Michele Bravi è “una femmina” non avrebbe commentato con una risata, lo avrebbe messo a posto come sempre. Idem Mara Venier. Serena Autieri si rivela una provincialotta nella risposta che ha dato.

@jcamargomolano: Il vero problema è che nessuno dei presenti replica a #Sgarbi, in primis la conduttrice, Serena #Autieri, che, come padrona di casa, avrebbe dovuto dire o fare qualcosa. Invece certe affermazioni vengono lasciate passare, come se fossero giuste e corrette.

@Susanna43485647: Lei…. peggio di lui che ride, vergognati!! Serena Autieri.

@ivandileonardo: RaiUno quando la licenziate Serena Autieri? Risp grazie prego Areuàr.

FABRIZIO MARRAZZO: “INACCETTABILI RISATE”

Sull’accaduto è intervenuto in questi minuti anche Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale: Esprimiamo vicinanza e solidarietà a Michele Bravi per parole omofobe ricevute da Sgarbi. Tv di Stato deve dare esempio. Inaccettabili risate di Serena Autieri durante la trasmissione Dedicato”

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Crediti Foto: INSTAGRAM ROBERTO CHIERICI / MICHELE BRAVI


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