Ieri, Giuseppe Conte, ha comunicato il nuovo DPCM agli italiani, annunciando una manovra finanziaria che agevolerà non solo i cittadini, ma anche le imprese e le aziende sportive. Già in precedenza, si era parlato della riapertura prevista per bar, ristoranti e parrucchieri nella data di Lunedì 18 Maggio con dei protocolli da rispettare.

Questi protocolli, messi in atto per la ripresa in sicurezza, sono stati sparigliati totalmente dall’Emilia Romagna che ha lavorato in tempi record per dare tempo ai titolari di negozi e stabilimenti balneari di adeguarsi alle nuove direttive regionali prima della data di ripartenza prevista dal nuovo decreto.

Secondo l’Assessore al Commercio, Andrea Corsini: “L’obiettivo del presente protocollo è fornire linee guida e indicazioni operative, omogenee sul territorio regionale, finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento da adottare per contrastare l’epidemia di COVID-19 all’interno degli esercizi di somministrazione alimenti e bevande e alle attività artigianali che vedono per l’asporto o per il consumo sul posto, in funzione dell’avvio della Fase 2 di riapertura“.

Gli fa da eco Matteo Musacci vicepresidente della Fipe nazionale e presidente per l’Emilia Romagna: In Emilia Romagna ripartiamo il 18 maggio con regole sicure per gli esercenti per i lavoratori e per tutti i clienti. Siamo i primi in Italia a farlo, con regole certe e condivise tra le istituzioni e le parti sociali. È un protocollo che nasce dal confronto tra Fipe e le Istituzioni regionali, creato per far ripartire, pur tra mille difficoltà, i pubblici esercizi dell’Emilia Romagna. Le linee guida di Inail pubblicate nei giorni scorsi sulla stampa rimangono indicazioni che, nella realtà del nostro mondo, avrebbero reso impraticabile una riapertura e, per questo, ci siamo subito messi a lavoro per scrivere una valida alternativa. Ci auguriamo che presto queste linee guida potranno essere adottate da più regioni possibili“.

Vediamo dunque cosa dicono queste norme e cosa c’è di diverso rispetto alle linee dell’Inail, che prevedono i 4mq per ogni cliente ed il distanziamento di 2 metri dai tavoli, ricordando che quelle dell’Inail sono “ipotesi” da consegnare al legislatore (le Regioni) affinché si possa regolare, lasciando poi la decisione finale a chi firma le leggi vere e proprie. 

Riapertura ristoranti

Il documento, si basa essenzialmente sulla responsabilizzazione dei clienti nell’assunzione di comportamenti rispettosi delle misure di sicurezza e prevenzione e nell’adozione da parte dei titolari degli esercizi di tutti i possibili strumenti di comunicazione rivolti alla clientela sulle regole di accesso e comportamento, come l’affissione all’interno del locale di cartelli esplicativi e mettendo a disposizione anche depliant in più lingue.

 

Autocertificazioni

Non sono più previste. Non starà al ristoratore sapere e decidere se i due commensali seduti al tavolo sono marito e moglie o amanti. Starà alla loro responsabilità e al buon senso di tutti.

Distanziamento

Saltano i 4mq ed i 2 metri tra tavolino e tavolino. Non si parla più di distanziamento tra tavolini ma di distanziamento tra persone che devono stare ad almeno 1 metro. Non 2 metri, non 4 metri, ma 1 metro. Questo metro può ulteriormente calare all’interno dello stesso tavolo per persone appartenenti allo stesso gruppo familiare.

Dehors

Sono suggeriti ed incoraggiati l’utilizzo di spazi all’aperto, spazi che, come è stato confermato dal presidente Conte nell’ultima conferenza stampa, saranno resi gratuiti.

Personale e dipendenti

Dovrà esser dotato di mascherine e saperle utilizzare e conservare costantemente l’igiene delle mani mediante appositi prodotti. Mascherine, guanti monouso e disinfettanti per superfici dovrebbero essere messi a disposizione, non necessariamente gratis, agli ospiti che ne facciano richiesta.

Misurazione temperatura

Non è obbligatoria la misurazione della temperatura corporea per l’ingresso nel locale di dipendenti, ma se un esercente crede che una misurazione possa incrementare la percezione di sicurezza dei suoi clienti, potrà metterla in pratica.

Sanificazione

Pulizia, disinfezione e sanificazione dovranno essere effettuate almeno due volte al giorno, con particolare riguardo a servizi igienici, maniglie di banchi ed armadi, frigoriferi e terminali Pos. La biancheria da tavolo va sostituita ad ogni cambio di cliente, cosi come l’igienizzazione dei tavoli. Ci saranno anche i gel igienizzanti ovviamente.

Accesso e prenotazioni

Per evitare assembramenti all’esterno,  è prevista la separazione degli accessi in entrata e uscita, oltre al ricorso a sistemi di prenotazione telefonica e digitale con scaglionamento delle presenze. No agli appendiabiti in comune. Il servizio guardaroba viene fornito solo se è possibile evitare il contatto tra gli abiti e gli altri oggetti personali dei diversi ospiti, ad esempio gli ombrelli.

Mascherine e guanti

Il personale di sala dovrà indossare le mascherine in tutti i casi ove non sia possibile mantenere il distanziamento di almeno un metro. I guanti anche non saranno obbligatori: si predilige una igienizzazione delle mani. 

Buffet

Vietatissimi.

Menu

Sono consigliati menu digitali su dispositivi dei clienti o, in alternativa, si procede alla igienizzazione dei menu dopo ogni uso.

Servizi igienici

Si devono evitare gli assembramenti e i bagni a disposizione dei clienti dovranno essere dotati di prodotti igienizzanti per la pulizia delle mani.

Pagamento

Per saldare il conto è preferibile usare sistemi di pagamento digitali, quali carte di creditoo bancomat. In ogni caso davanti alla cassa potranno essere collocate barriere di protezione in plexiglass.

Le regole per i bar

Le regole di accesso ai bar sono le stesse adottate per i ristoranti. Quindi ingressi contingentati, affissione cartelli informativi, forme di segnalamento a terra, presenza di dispenser con gel igienizzante. Il servizio al banco deve avvenire con il distanziamento interpersonale di almeno un metro. No fai-da-te. I prodotti in vendita come paste, pizzette, cracker, ecc,  dovranno essere serviti dal personale, con servizio ai tavoli. I tavoli vanno puliti e disinfettati ad ogni cambio di cliente. Si incentivano il take away e la consegna a domicilio. Per i servizi igienici e sistemi di pagamento, anche per i bar valgono le stesse regole dei ristoranti.

Misure sull’asporto e consegna a domicilio

I cibi da asporto devono essere consegnati in contenitori idonei monouso accuratamente chiusi, sempre nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. Alla consegna del prodotto personale dell’esercizio e clienti sono tenuti ad indossare mascherina e guanti monouso.

Per le consegne a domicilio, su ordinazione telefonica oppure on line, gli addetti sono tenuti ad indossare mascherina protettiva e guanti monouso e al momento della consegna devono rispettare la stessa distanza di almeno un metro. Anche qui si prediligono i sistemi di pagamento elettronici all’atto dell’ordinazione. Se invece il pagamento viene effettuato in contanti o tramite Pos portatile, l’operatore provvede alla disinfezione delle mani e del Pos dopo ogni operazione.

 

 

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Crediti Foto: mareconlaccento/instagram


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