Mentre si festeggia per il rientro dei pescatori trattenuti per 108 giorni in Libia, restano almeno due i nodi che il ministro degli Esteri Luigi di Maio deve ancora sbrogliare, entrambi legati all’Egitto, ovvero la detenzione di Patrick Zaki e l’omicidio di Giulio Regeni. è proprio per quest’ultimo che il ministro di Maio ha chiesto l’aiuto di tutta l’Unione Europea. Ieri mattina ne hanno discusso a Palazzo Chigi lo stesso di Maio, il premier Conte, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Il ministro della Farnesina ha detto: «l’Italia è un Paese fondatore dell’Ue e sul tema dei diritti umani non è concesso fare passi indietro. È opportuno che ad esprimersi chiaramente su questo tema siano anche i nostri partner europei attraverso azioni mirate».

è stata discussa anche l’eventualità di richiamare l’ambasciatore in Egitto, ipotesi che però resta ancora tale, nonostante la richiesta insistente della famiglia del ricercatore ucciso. Altra nodo fondamentale sono gli accordi commerciali per la vendita di armi al Cairo, per cui i ministri italiani hanno deciso di aspettare le consultazioni con in paesi partner dell’Ue.

Domani alle 17 il parlamento europeo voterà una risoluzione sul deterioramento dei diritti umani in Egitto dove vengono nominati i casi di Regeni e Zaki e si chiede che l’UE faccia il possibile per risolvere la situazione, che potrebbe portare a una crisi diplomatica tra Roma e Il Cairo, se quest’ultimo non inizierà a collaborare concretamente per le istanze portate avanti dall’Italia.

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Foto: LaPresse

TAG:
Regeni Ue

ultimo aggiornamento: 18-12-2020


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